Il Giovedì del Libro di Cucina: Grani antichi

Bentrovate e bentrovati! Ricordo a chi mi legge che, nella Pagina dedicata al Giovedì del Libro di Cucina, trovate segnalati i testi già recensiti. Le recensioni sono state scritte sia da me che da altri blogger; vi ricordo che ciascuno di voi può partecipare, con un articolo nel proprio blog o inviandomene uno via mail. Ho scelto di seguire l’ordine alfabetico per titolo, e non per autore, perché mi sembrava più agile.

Care lettrici e cari lettori, Buon Anno!

Passato tra le mani è andato in pausa, anzi negli ultimi mesi ha spesso vissuto momenti di sonno profondo. In compenso, la sua autrice ha scritto e spignattato, si è emozionata e ha invocato l’atarassia più gelida. E spesso con il pensiero è tornata a questo piccolo spazio virtuale, creatura dormiente, e ai legami d’affetto che attorno a questo angolino di web si sono sviluppati. Siete stati tutti nel mio cuore.

C’è poco da fare: le storie d’amore emozionano. E se de te fabula narratur, se la storia d’amore è nostra, l’emozione è doppia.

Da contadina, da donna, da cuciniera di campagna, da bambina saltafossi, vivo da anni una storia d’amore con le sementi. Sementi chiuse nei sacchi di magazzino, sementi che sonnecchiano nel gelo dei freezer, chiusi in centri di ricerca e nelle banche dedicate, semi accarezzati dalle mani nodose di contadini veri, giovanissimi, anziani, intellettuali o fieramente illetterati.

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Grani antichi, dal nome e dalla copertina, prometti di essere un testo di cucina vera. La cucina di una nonna, di un agriturismo legato al territorio, di una dispensa d’appartamento per chi ama ritrovare i sapori della Terra in un soppalco di città. Pensavo a un ricettario che avrei regalato a parenti e amici, accompagnati dall’immancabile sacchettino di farina o dai miei folli esperimenti di agricoltura indoor.

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Invece, da contadina, mi sono trovata tra le mani un pezzetto di storia anche mia. L’autore, infatti, racconta ai lettori il percorso che i frumenti, base della nostra tradizione culinaria, stanno compiendo tra le regioni e tra i decenni. Un ritorno al passato? No. Una riflessione accurata che passa danzando dall’agronomia, all’ecologia, alla genetica. Un’avventura che coinvolge, animati dalla stessa passione, un ricercatore del calibro di Salvatore Ceccarelli, un gruppo di associazioni popolate da scienziati, contadini e imprenditori, nonché politici, quale la Rete Semi Rurali, tante mani e tante zappe, sparse lungo tutta la Penisola.

Immagine tratta dalla pagina di Coltivare condividendo, una delle più coraggiosi voci italiane in difesa dei semi antichi e del territorio.

Immagine tratta dalla pagina di Coltivare condividendo, una delle più coraggiosi voci italiane in difesa dei semi antichi e del territorio.

Oggi perfino la GDO, o Grande Distribuzione Organizzata, ha fiutato il business e sta proponendo, con grasso orgoglio, farine di grani antichi. Non c’è come ammantare di lusso un prodotto, per farlo diventare desiderabile.

Ma Gabriele Bindi ci racconta altro. Non ci racconta un fenomeno di moda, ma il modo in cui tanti personaggi, dal latifondista siculo alla piccola azienda tra i monti, hanno saputo declinare il loro ingegno e il rispetto per l’ambiente, per portare sulla tavola di tutti un pane buono e sano. E anche un pane giusto, che tutela salute dell’uomo e salute dell’ambiente. Un pane che non dimentica la propria storia e la rende attuale.

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Ragazzuoli, il vostro pane è un argomento di politica.

Il vostro pane è un argomento di salute.

Il vostro pane è un argomento di ecologia.

Il vostro pane è la nostra storia.

Regalatevi un ricettario meraviglioso, tutto dedicato a ‘pane nuovo da grani antichi’, come scrive l’autrice: regalatevi il bel testo di Antonella Scialdone, che avevo recensito l’anno scorso, ‘Pasta madre, pane nuovo, grani antichi’.

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Ma regalatevi, al tempo stesso, questo testo. Abbiate la curiosità di conoscere le mani che hanno accarezzato le spighe e i denti che hanno assaggiato i chicchi quasi maturi – sì, la granella si assaggia così quando siete in campo, chi ha il nonno contadino lo sa bene.

L’autore è un cronista imparziale, lucido, preciso. Il taglio è scientifico, ma lo sguardo è innamorato. Le parole regalano nitidezza senza abbellire – non ce n’è bisogno, tanta è la spontanea Bellezza di chi coltiva con passione. Il testo è dettagliato e chiaro, e al tempo stesso troppo breve: una piccola introduzione, capace di incuriosire, volano per il consumatore accorto che vuole tornare a percorrere le capezzagne, alla ricerca di chi produce, per dare un volto ai chicchi che lo nutrono.

Segnalo ai lettori la pagina facebook del libro, ‘Grani antichi‘, nella quale possono restare aggiornati in merito ai vari eventi correlati: ne vale la pena! Chi vada, poi, ci racconti.

Non potete resistere e volete già sfogliare? Qui la pagina dedicata nel sito di Terra Nuova, da cui potete sbirciare e acquistare.

I dati

Autore: Gabriele Bindi

Titolo: Grani antichi. Una rivoluzione dal campo alla tavola, per la salute, l’ambiente e una nuova agricoltura.

Casa editrice: Terra Nuova Edizioni

Anno:  2016

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L’iniziativa del Giovedì vuol essere anche un cammino condiviso con il gruppo Facebook ‘Genitori Veg’. Io e le amministratrici riteniamo infatti che la recensione di testi di cucina e/o di nutrizione possa interessare ai genitori che nel gruppo chiedono e portano consigli, referenze e confronto.

Unisciti anche tu a ‘Il Giovedì del libro di cucina’!

Ti aspettiamo!

***

Curioso della mia libreria Anobii?

Eccone una parte: http://www.anobii.com/neofrieda79/books

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Una risposta a Il Giovedì del Libro di Cucina: Grani antichi

  1. Daria ha detto:

    Grazie davvero per questa recensione! Tu sai quanto ami i cereali, infatti avevo adocchiato il libro e lo volevo ordinare, mi hai convinta! Un abbraccio!

Mani che han lasciato un'impronta

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