Il Giovedì del Libro di Cucina: Vegetaliana

Bentrovate e bentrovati! Ricordo a chi mi legge che, nella Pagina dedicata al Giovedì del Libro di Cucina, trovate segnalati i testi già recensiti. Le recensioni sono state scritte sia da me che da altri blogger; vi ricordo che ciascuno di voi può partecipare, con un articolo nel proprio blog o inviandomene uno via mail. Ho scelto di seguire l’ordine alfabetico per titolo, e non per autore, perché mi sembrava più agile.

Oggi scrivo per te, lettore. Che sei perplesso di fronte all’etichetta di superfood appiccicata a un cibo sul cui involucro pesano migliaia e migliaia di km, e chissà quali storie umane di braccianti. E che vai con la mente alla campagna della tua infanzia, quando tua nonna raccomandava le cure di primavera, mentre i tuoi passi si dirigono verso un mercato dei produttori, e torni a casa con un sacchetto di tarassaco freschissimo.

Oggi scrivo per te, lettrice. Che sai leggere dietro ogni alimento una cultura e millenni di mani operose. Che detesti il seitan sottovuoto e onori la storia di questa magnifica preparazione, tra filosofia e immaginario.

Oggi scrivo per voi, che in cucina annusate il senso del sacro; che pacciamate i vostri orti cercando di ricordare i nomi dialettali delle verdure; che leggete i libri di cucina come fossero opere di letteratura, e scandagliate i romanzi ottocenteschi come fossero manuali tecnici.

Ho scritto e riscritto questa recensione. Mi capita spesso di trascorrere notti e notti a limare gli scarsi articoli che popolano questo blog, a mutilare senza pietà i brani che scrivo per l’una o l’altra testata, recanti o meno i miei dati di anagrafe, a mandare in letargo righe e righe e a risvegliarne altre.
E quasi mi vergogno a descrivere, nel poco ita(g)liano che mi è rimasto tra le dita e nei pensieri, questa perla preziosa, opera di un’autrice elegante e coltissima. Pina, al tempo stesso, è anche umile e curiosa, due caratteristiche immediatamente evidenti a chi ha la gioia di incontrarla. Mi ha promesso di prendere la parola in un’intervista di prossima pubblicazione, e voglio lasciarle tutto lo spazio.

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La grazia discreta di questo libro emerge anche visivamente, dalla scelta grafica: un corsivo scolastico, sullo sfondo di righe da quaderno. Pagine e pagine in bianco e nero, i cui contenuti sono una vera e propria enciclopedia della cucina italiana, ricchissima, fin dagli albori, di preparazioni tutte al vegetale.

Ah, partiamo dal titolo, avete ragione! Vi sorprende? Beh, ragazzuoli, chi di voi è un vecchione come me, ed era diventato erbivoro in tempi non sospetti – gli anni ’90 dello scorso secolo – forse ricorderà che il termine ‘vegano’ era poco usato. Si preferiva distinguere, italianizzando in modo curioso, i ‘vegetariani’ o ‘latto-ovo-vegetariani’, e i ‘vegetaliani’ o ‘vegetariani integrali’, intendendo con questi ultimi i vegani. E, per restare in tema di mode alimentari, il gioco con il nome della nostra Penisola ci sta tutto!

I contenuti. Dopo un’introduzione sintetica e densa, vero manifesto di poetica culinaria, ecco il ricettario. Partendo dalla storia nazionale e dagli insegnamenti macrobiotici, ecco un capitolone dedicato ai cereali; passiamo poi ai cibi iperproteici, che ancora la macrobiotica ha avuto il merito di far conoscere in occidente: seitan, tofu, tempeh, declinati secondo il gusto italiano.

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Pina prosegue poi accompagnando il lettore in un viaggio goloso tra le verdure: verdure di terra, verdure spontanee (sììììì!) e verdure di mare; sapevate che l’uso delle alghe è italianissimo e antichissimo?

Un’ampia sezione è dedicata ai dolci, da quelli tradizionali, a base di cereali, a chicche a base di legumi e verdure, per terminare con quelli a base di frutta. Completano l’opera un racconto, filosofico e fresco, un glossario e un’ampia bibliografia, che come sapete apprezzo molto.

Laevitas, chili e chili di letture alle spalle, di incontri, di vite vissute: ecco gli ingredienti che l’Autrice mescola sapientemente, regalandoci ricette che assaporiamo da lettori, prima ancora che da gourmet. Lo stile è accattivante, i contenuti interessanti e variegati: spaziano dalla storia, all’antropologia, alla biochimica e alla chimica alimentare.

Con l’umiltà dei grandi e l’onestà dei professionisti, Pina non si limita a una pagina di ringraziamenti tra i paratesti. In ogni ricetta, riporta scrupolosamente le fonti: amici, parenti, siti internet, libri, riviste; un’attitudine didascalica quasi disturbante per il lettore neofita, commovente per chi, dopo anni in cui ha visto scorrere esperienze e relazioni in un film troppo veloce, riconosce tutta l’importanza di fermarsi, abbracciarsi, rendere grazie.

Consiglio il testo della Siotto – un mostro sacro ai miei occhi, una cuoca delicata e sapiente, dallo stile personale e sagace, davvero a tutti. Vi invito a leggerlo lentamente, riga dopo riga, socchiudendo gli occhi e scarcerando l’immaginazione, il campo visivo libero, per una volta, dalle ammiccanti fotografie che ormai costellano ogni volume dedicato alla cucina.

I dati

Autrice: Giuseppina Siotto

Titolo: Vegetaliana, note di cucina italiana vegetale

Casa editrice: Damster Edizioni

Anno: 2014

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L’iniziativa del Giovedì vuol essere anche un cammino condiviso con il gruppo Facebook ‘Genitori Veg’. Io e le amministratrici riteniamo infatti che la recensione di testi di cucina e/o di nutrizione possa interessare ai genitori che nel gruppo chiedono e portano consigli, referenze e confronto.

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Ti aspettiamo!

***

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Una risposta a Il Giovedì del Libro di Cucina: Vegetaliana

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