L’intervista del Venerdì: Revers Lab, arte senza crudeltà

Cari lettori an(n)archici, ecco qui una nuova intervista.

In questo giorno di viaggi e di riflessioni, così carico di significato per i credenti cattolici, di considerazioni an(n)archiche e mestamente serene per me, e in questa atmosfera di nebbia e di pioggia leggera, sono emozionata nel condividere con voi le parole di Revers, artista poliedrica, delicatissima, appassionata.

Potete trovare una breve presentazione di Revers in Vegan Italy di febbraio, e una sua intervista e biografia in Veganzetta.

  • Ciao Revers, e grazie per la tua disponibilità! Ci racconti prima di tutto il nick che hai scelto in rete?
    Frequentavo l’Accademia di Belle Arti e un’amica si prese la briga di iniziare a chiamarmi Reverse (invertito) per una curiosa malformazione. Sono difatti un Situs viscerum inversus, ovvero la situazione dei miei organi risulta speculare rispetto ad un corpo normale, pur senza intaccare il funzionamento dell’insieme, es. il mio cuore si trova a destra, da qui Revers a cui ho in seguito aggiunto “Lab” (laboratorio).

MOTHER EARTH

  • Qual è stato il tuo percorso di studi e il tuo percorso professionale?
    Disegno da quando ho memoria. Ho sempre seguito un percorso di studi artistici e mi sono laureata in Scenografia teatrale all’Accademia di Belle Arti di Roma. Essendo un’appassionata d’arte in tutte le sue forme ho anche seguito diversi corsi di scultura. Da autodidatta ho studiato pittura ed è la forma d’arte che prediligo.

  • Come e quando hai incontrato l’etica vegana?
    Durante gli studi accademici condividevo la stanza con un piccolo topino, mi ha insegnato ad amare.
    sullaluna

  • Raccontaci una tua giornata tipo
    Mi piace molto camminare, soprattutto in natura, così durante il giorno cerco di trovare il tempo per belle passeggiate. Non ho orari per i pasti, così il mio tempo è libero da condizionamenti. La notte inizia la mia giornata, quando tutti dormono e scende il silenzio mi tuffo nei miei dipinti.

  • I tuoi disegni sono commoventi e delicati, ricchi di linee avvolgenti e al tempo stesso sanno mettere l’osservatore di fronte a una realtà nuda e spesso cruda. Come nascono?
    Non so spiegare come nascono, sicuramente ho una fervida immaginazione e ogni momento catturo immagini, le immagazzino nel labirinto della mente. L’arte è lo strumento che utilizzo per solidificare la mia fantasia e poi c’è il silenzio. Amo il silenzio, lo considero un ingrediente.

  • Il corpo femminile nelle tue opere. Linee morbide per immagini che trasmettono raccoglimento, dono, passione speranzosa e disperata. Cosa vorresti raccontare ai nostri lettori?
    L’eterno femminile è in maniera imprescindibile insito nella mia pittura, è una verità misteriosa che nel corso dei secoli si è sempre manifestata tramite l’arte, oserei dire che le due cose non possono essere scisse. Nascita-morte-rigenerazione sono nella Madre, linee dolci, linee disperate e il dono della creazione nel grembo.

radici6

  • La decorazione su pareti. Che messaggi vuoi veicolare e quali sono le tue tecniche preferite?
    Mi capita di dover decorare una parete e passare anche ore intere seduta dinanzi ad osservarla, osservo ogni piccola crepa, macchia, sfregio… quest’operazione può protrarsi anche per diversi giorni, poi arriva l’attimo e dipingo ciò che vedo.

  • Le magliette: come le decori e dove trovi l’ispirazione. Arte e politica si fondono nelle tue mani in un connubio perfetto e vivissimo!
    Solitamente parto con le idee già chiare, su maglietta non è consentito sbagliare, quindi cerco di pianificare tutta la decorazione in anticipo. L’ispirazione non è un problema, ovunque si possono trovare spunti creativi e se niente viene dall’esterno posso pescare nella fantasia.

  • Disegnare per sé e disegnare per altri.
    Disegnare è sempre in parte per il piacere personale, come indossare una coperta quando si ha freddo, per questo non vedo una grande differenza a farlo per gli altri o per il solo piacere di farlo, rimane pur sempre un piacere. Poi ci sono persone che rendono la vita speciale, se si disegna per queste persone si ha la sensazione di essere sospesi in un abbraccio cosmico.

  • Nel numero di febbraio di Vegan Italy, i lettori hanno potuto incontrare te e Vincent. Come è nata la vostra collaborazione?
    Credo da affinità e stima reciproca. Sono lusingata di collaborare con lui.

  • Il DIY nella tua esperienza di vita, che un po’ hai raccontato a Veganzetta.
    I miei genitori mi hanno cresciuta insegnandomi il valore delle cose fatte a mano, l’importanza del riciclo e soprattutto che nulla si spreca. Non amo comprare cose nuove, soprattutto per una questione di consumi, preferisco trasformare cose vecchie. Inoltre creare qualcosa dalle proprie mani può dare grandi soddisfazioni e rende l’oggetto unico e irripetibile. E’ anche un po’ questo il pensiero che riservo alle t-shirts dipinte a mano, ogni pezzo, pur avendo le stesse decorazioni, rimane unico e il tempo della vita impiegato a decorarlo lo valorizza. Osservo sempre gli oggetti, anche i più semplici e comuni e immagino quanti usi diversi se ne possono fare, così nascono idee di riciclo e soluzioni ingegnose.

  • Il contatto con gli animali per Revers.
    Gli animali mi attraggono, potrei contemplarli per ore. Hanno conservato l’istinto, una cosa che l’uomo contemporaneo ha definitivamente smarrito, io come tale non posso fare a meno che imparare a vivere apprendendo dalle creature più elevate.

  • Immergersi tra gli alberi e le erbe.
    Camminare scalza sull’erba e la compagnia delle piante sono due cose dalle quali non posso privarmi. Il contatto con la Terra e le sue creature è alla base dell’esistenza, senza di essi siamo come alberi senza radici. Credo fermamente che il distacco con la spiritualità sia stato l’inizio del fallimento dell’uomo. Finché ogni singolo individuo non è realmente rinnovato nello spirito neppure la società può rinnovarsi, essendo essa la somma degli individui. Quanto più l’uomo corre dietro a falsi beni e meno è sensibile a ciò che è essenziale. L’uomo ha bisogno di conoscere se stesso guardando senza ostilità quanto bene può fare, ma anche di quanto male è capace.

PIANGENTEfirma

  • Incontrare gli esseri umani.
    Sono schiva con le persone, fanno l’effetto contrario della compagnia degli animali. Oserei dire che suscitano in me una malinconica tristezza per la condizione umana.
  • Un ricordo di bambina e un sogno per il futuro.
    (3-4anni) Io e Teddy, il cane del proprietario di un negozio di scarpe del mio paese. Eravamo nascosti dietro il bancone e Teddy spartiva senza controbattere i croccantini dalla sua ciotola con me, mentre io imboccavo alternando –Uno a Teddy, uno a me…uno a Teddy ..-
    Sogni fin troppi, sicuramente il risveglio della coscienza spirituale nell’uomo fa parte di questi.

  • Un libro e un’opera d’arte che ti hanno folgorato.
    “Il museo dell’innocenza” di Orhan Pamuk calza perfettamente in quanto ancora non ho capito se classificarlo come libro o opera d’Arte. Sicuramente tra le letture “Del mangiar carne” di Plutarco e “Il sistema di guarigione della dieta senza muco” di Ehret.
    Per quanto riguarda l’arte l’operato di Madre Terra sicuramente è l’opera che non stanca mai di togliermi il fiato.. non a caso è sempre stata fonte di ispirazione per gli artisti di tutti i tempi.

pasqua

  • Come possiamo contattarti per commissionarti un lavoro o per acquistare le tue magliette?
    Tramite il contatto facebook Revers Lab o inviando una e.mail a revershirt@gmail.com

  • Grazie di esserti raccontata ai nostri lettori, alla prossima!
    Come spiega Duchamp l’opera d’arte senza osservatore non può esistere, ringrazio quindi voi e vi auguro una vita felice.

***

Conosci una realtà interessante, che operi nell’ambito del volontariato sociale o animalista, della decrescita, del consumo critico? Apprezzi un artigiano o un’azienda in linea con la filosofia ‘small is beautiful‘? Segnalamela e sarò felice, se risponde all’etica di ‘Passato tra le mani’, di intervistarla.

Curioso della mia libreria Anobii?

Eccone una parte: http://www.anobii.com/neofrieda79/books

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