L’intervista del venerdì: Angela Carreras e il progetto ‘Prendi e porta bio’

Care lettrici e cari lettori, eccoci giunti al nostro consueto appuntamento settimanale!

Sono felice ed emozionata nel presentarvi Angela Carreras e il suo bellissimo progetto, ‘Prendi e porta bio’. Ho avuto la gioia di incontrare Angela di persona, durante la scorsa edizione di MiVeg: una sorpresa inaspettata e gradita, ma purtroppo fugace. E ora spero di riabbracciarla presto dal vivo; nell’attesa, condivido con voi il suo racconto.

Sito

Un invito: letta la sua storia, vincete la pigrizia e la fretta e correte a contribuire, perché ‘Prendi e porta bio’ si sta evolvendo, con l’aiuto di chi decide di sostenerlo! Donate…e disponetevi a ricevere, perché il suo crowdfunding merita!

Crowd

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Cara Angela, buongiorno e grazie per il tempo che ci dedichi!

Inizio a chiederti subito del tuo progetto: dal blog al crowdfunding, che cosa vuol essere ‘Prendi e porta bio’?
Prendi e Porta Bio è un piccolo progetto che vuole raccontare un sogno, quello di poter diffondere la mia passione per il cibo, l’agricoltura naturale e le piante selvatiche, e condividerla con gli altri, perché ne possano godere. La cucina per me è una sorta di alchimia, cibo non solo per il corpo, ma anche per l’anima, e chi se ne occupa, con passione ed amore, è un adepto, un iniziato, un mago.

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Che significato ha, per te, avviare un’attività imprenditoriale su una base di crowdfunding?
L’idea di partire dal basso, dal crowfunding, per il mio progetto imprenditoriale, mi è venuta anche per poter rendere partecipi gli altri, condividere con tutti la mia idea. In questo momento storico particolare, in cui dai media si hanno solo notizie poco incoraggianti (e lobotomizzanti), il poter dare un piccolissimo contributo ad un sogno, ad uno qualsiasi, potrebbe rendere questo mondo più colorato. Da soli siamo solo singole gocce, insieme formiamo il mare.

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‘Dalla zappa alla zuppa’. Non a caso, ci siamo conosciute parlando di zucche (delle quali mi hai donato i semi)! Raccontaci un po’ di Angela contadina.
E’ vero! Ricordo le zucche cedrine, che amo tantissimo, ed appena mi sarà possibile, le ripianterò. L’agricoltura naturale per me è ossigeno. Quando ho la possibilità di mettere le mani nella terra, di vedere come dai semini nascano le piante, come si sviluppano e come si sviluppa una relazione tra di loro, creando una sorta di piccola oasi anche per gli insetti, per me è qualcosa di meraviglioso ed unico.

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Angela e il cibo. I tanti significati degli alimenti e come li rappresenti nella tua cucina.
Il cibo, come dicevo prima, è una sorta di alchimia. Da un alimento, nascono gusti e sapori che possono portare indietro nel tempo a ricordi, come la Madeleine di Proust, a conoscere culture nuove o saperi nuovi. Amo una cucina colorata, saporita, che permetta di viaggiare con la fantasia.

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I nomi e i colori. Come nascono i tuoi piatti?
I miei piatti nascono dall’emozione del momento, che determina sia il colore che il nome. Emozione, periodo dell’anno, stagione, luogo in cui mi trovo o libro, musica, film che mi hanno colpito, tutto ciò che è emozione, si riversa sulla mia cucina.

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Angela cosmopolita. Ci racconti un po’ del tuo avventuroso passato?
Sono nata a Mosca, vissuta lì per 16 anni. E’ una realtà, quella, che non esiste più, perché benché russa, ho vissuto presso la comunità degli stranieri, in cui la varie ambasciate o consolati erano un luogo di incontro per noi. Erano i nostri cinema, luoghi in cui ci si riuniva per sentir musica o far feste etc. La Russia con i suoi spazi, i suoi silenzi e la sua anima, l’ho vissuta un po’ come straniera. Quello che sto approfondendo attraverso la cucina ed i suoi sapori, è il mio legame con la Russia, la sua cultura, le fiabe e la musicalità della lingua, la mia patria.

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Che significato ha per te viaggiare e cosa ti ha regalato l’ultimo viaggio?
Il mio ultimo viaggio in Perù è stato davvero magico. E’ un luogo che ho amato, dal primo momento, in cui mi son sentita a casa, per la semplicità delle persone ed i loro sorrisi, gli spazi enormi. In questo mi ha ricordato la mia Russia. Quando viaggio, ed ho la possibilità di incontrare persone e vedere luoghi lontani, mi ritengo molto fortunata. Amo poter osservare culture e modi di vivere diversi, di poter vedere le cose da angolazioni non pensate (in questo mi ha aiutato il mio amore per la fotografia).

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Le erbe spontanee. Come hai iniziato e perché continui, con reverenza e con tenacia.
Ho iniziato ad interessarmi alle erbe spontanee con l’agricoltura. Dapprima come aiuto per l’orto, poi piano paiono scoprendo quanto fossero meravigliose e quanto la natura sia generosa, ma non ne sappiamo godere. La storia umana è costellata di saperi dimenticati, che per fortuna a volte vengono riscoperti e riapprezzati. Continuo perché non ne posso fare a meno.. ad ogni passo in un parco o ovunque spuntino le piantine, anche nel cemento, il mio sguardo è rivolto al loro riconoscimento. E’ una sorta di gioco con me stessa, le vedo, ci parlo 😀

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L’amore per il silenzio e la capacità di saper comunicare via social network, con parole e immagini. Come concili tutto questo? Quanto ti aiutano i ‘bagni’ di natura?
Il silenzio è fondamentale. Mi rigenero nel silenzio e nella natura. I social per la loro natura virtuale, permettono la socialità nel silenzio, e per la mia natura silenziosa, comunico attraverso immagini.

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L’Italia, Vigevano, gli italiani e i concittadini. In che ambiente relazionale nasce il tuo progetto?
L’Italia è la mia seconda patria. Son venuta a viverci da grandina, già formata. All’inizio venivamo solo d’estate, che trascorrevamo, la mia famiglia ed io, dopo il freddo della Russia, sotto il sole caldo della Puglia, regione che adoro. Poi ci siamo trasferiti definitivamente, arrivando qui a Vigevano, passando da Roma e Torino. Sicuramente è stato un cambiamento molto forte, ma i cambiamenti sono importanti e vanno vissuti senza timori, ora lo posso dire.
Qui ho avuto la fortuna di conoscere persone stupende, che son diventate mie amiche, che mi hanno accolto, che mi hanno ispirato per il mio progetto attuale e quello futuro.

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Due donne che sono state importanti per la tua cucina.
Sicuramente mia madre, con i saperi e sapori della cucina russa. Non ho, a parte lei, riferimenti per la mia cucina, son autodidatta, quello che mi fa andare avanti è la curiosità di mondi lontani e la voglia di conoscerli.

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Un libro e un progetto che ti hanno ispirata e motivata, anche un secolo e mezzo fa…
Un libro che amo molto, e che ho scoperto per caso, è quello tuo. Spessissimo lo sfoglio e ne seguo le ricette. In realtà son tanti i libri da cui ho preso spunto, semplici frasi o interi capitoli, come per esempio ‘La ricerca del tempo perduto’ di Proust, con la famosa Madeleine. La mia bibbia per un certo periodo di tempo, è stata ‘la danza della realtà’ di Jodorowsky. L’ho letto per alcuni mesi, andavo pianissimo, perché ogni parola, frase, riga, mi dava degli schiaffoni, che avevo bisogno di digerire. Altre fonti di ispirazione sono stati alcuni amici, che hanno lasciato le loro case e lavori in città, seguendo il desiderio di una vita per loro più appagante in campagna coltivando la terra. Il mio sogno più grande è quello di avere un posticino piccolo, mio, in cui posso dedicarmi all’agricoltura, alla cucina, all’autoproduzione, ma sempre condividendo le esperienze.

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Il senso del sacro nella vita di Angela.
Anche nei momenti più bui, non posso non essere grata per essere qui, come ora, a parlare di piantine selvatiche, viaggi, cucina, le mie passioni. Tutto è sacro e vive, tutto è energia.

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 Grazie di cuore, cara Angela!

Un grosso ‘in bocca alla lupa’ per il tuo progetto e l’invito a venirne a parlare qui…

***

Conosci una realtà interessante, che operi nell’ambito del volontariato sociale o animalista, della decrescita, del consumo critico? Apprezzi un artigiano o un’azienda in linea con la filosofia ‘small is beautiful‘? Segnalamela e sarò felice, se risponde all’etica di ‘Passato tra le mani’, di intervistarla.

Curioso della mia libreria Anobii?

Eccone una parte: http://www.anobii.com/neofrieda79/books

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