L’intervista del Venerdì: Ca’ Vegan, ovvero Tamara e Rodrigo

Cari lettori an(n)archici, ecco qui una nuova intervista.
In questi giorni Neofrieda cammina tra file di alberi illuminati senza vederli. Per attitudine personale e per esperienze pregresse vecchie e vecchissime, ogni anno quasi non mi rendo conto che le festività si avvicinano al galoppo. Cerco di onorare gli altri ricordandomi di porgere loro gli auguri, come formula consolidata di attenzione e di rispetto; auguri che personalizzo ogni volta, in modo che forse all’interlocutore suonerà bizzarro, ma che a me rende familiari frasi altrimenti lontane e gelide.

Ai miei lettori, e a ognuno, vorrei augurare di sentirsi parte di una rete di relazioni. Una bolla d’aria tiepida in cui spogliarsi delle paure e della violenza che la paura stessa genera, in cui farsi abbracciare nella propria nudità di animali umani, in cui parlare con la bocca e con tutto il corpo, con la fiducia che la comunicazione, per quanto talvolta difficile, resta un obiettivo sempre prioritario. Ve lo auguro con la passione e la tenacia del muscolo cardiaco che irrora il nostro organismo, con la fertilità di un terreno di sottobosco, con la testardaggine di un animo innamorato.

E in questo augurio prendo per mano una coppia di amici, un essere meraviglioso fatto di due teste pensanti e di tanti desideri comuni. Grazie, Tamara e Rodrigo, per essere sempre disponibili a tenere aperta la vostra porta, in legno e cardini, e in simbolo.

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Li avete già conosciuti, presenza discreta e attenta, ormai da anni, nelle settimane che mi scorrono tra le mani.
Nella barra delle Pagine, subito sotto la foto, trovate segnalata la sezione ‘Le Ricette di Tamara’, apprezzatissima dai lettori. La nostra brava letterata e cuoca si era raccontata a noi in due brevi paragrafi e in tante, squisite preparazioni.
Rodrigo, filosofo colto e sensibile, mi aveva concesso un’intervista, nella quale raccontava del suo bel libro Veganesimo e famiglia.

Nelle scorse settimane, Tamara e Rodrigo hanno finalmente spalancato le porte virtuali della loro frequentatissima dimora, con il blog CaVegan.
Ma lasciamo la parola a loro!

Ciao Annalisa, innanzitutto grazie per l’ospitalità che ancora una volta ci concedi su Passato tra le mani.

Prendendo un tè virtuale insieme ti racconteremo del nostro neonato blog CaVegan e dei nostri progetti.

Come ben sai, CaVegan è la nostra dimora, il nostro nido: una vecchia casa colonica sulla laguna interna di Grado, a breve distanza dall’isola dove Pasolini girò la Medea, dal punto in cui D’Annunzio precipitò con il suo aereo, dalla pineta celebrata nei versi di Biagio Marin.

CaVegan vorrebbe essere un’officina di ricette, di idee e di esperienze di vita, culturali e artistiche, dove lo scambio tra le persone fondi le basi di una nuova cultura antispecista. Un esempio di questi intenti, che si è concretizzato, è il raduno che organizziamo ogni anno a fine luglio ormai da cinque anni, quando numerosi amici, alcuni di lunga data, altri appena conosciuti, provenienti dal Friuli e dal Veneto, si ritrovano a casa nostra in un’atmosfera di allegria e spensieratezza. Persone tanto diverse che, con le loro esperienze e il loro vissuto, ci portano sempre un arricchimento personale.

dicembre 2010 (33)

Ma, dato che non vorremmo che questo si limiti a una sola giornata e a un piccolo gruppo di persone, abbiamo sentito il bisogno di creare uno spazio virtuale dove comunicare e incontrarci sia con gli amici che già sono stati a CaVegan, sia con le persone che non ci conoscono ancora.

Nel nostro blog tratteremo di tutte le cose che ci entusiasmano, degli argomenti che ci sono più cari: spazieremo quindi dalle mie ricette agli articoli filosofici e animalisti di Rodrigo, dal cinema alla poesia.

Se l’antispecismo è la nostra anima, il cinema è il nostro cuore, perciò ogni pagina del nostro blog richiama il titolo di un film più o meno conosciuto, per inserire anche gli argomenti più seri in una cornice di levità e leggerezza.

Così i nostri “venticinque lettori” potranno leggere gli articoli di Rodrigo ne Il gabinetto del dottor Codermatz, che richiama il famosissimo film muto di R. Wiene “Il gabinetto del dottor Caligari”, capolavoro espressionista del 1919, dove la realtà e il sogno, la follia e la “normalità” si sovrappongono e si intrecciano in un’atmosfera assurda e angosciante.

LOGO CAVEGAN gruppo

Poi troveranno le mie ricette vecchie e nuove in Invito a cena senza delitto: una cena in una casa isolata nella campagna, nebbia e umidità, nessun lampione a illuminare la strada, strani versi di uccelli notturni, lampade funebri di fine ‘800, qualche amico o tanti amici, ma nessun delitto… perché la mia cucina è senza crudeltà e, a differenza del film (“Invito a cena con delitto” di R. Moore, 1976) la cuoca non è né sorda né muta, un po’ di sale nella zuppa ce lo mette e, soprattutto, gli ospiti non restano mai a digiuno! Peccato, dice Rodrigo, che a capotavola non ci sia veramente Truman Capote!

In Entr’acte parleremo di cinema, del cinema che piace a noi, un cinema d’altri tempi a volte dimenticato, mentre in La poesia mangia l’anima ci sarà qualche mia poesia, poi parleremo anche di altri poeti e vorremmo offrire alcuni spunti di riflessione su poesie e testi letterari che trattino dei sentimenti che proviamo confrontandoci con gli altri e con la loro diversità, un po’ come ne “La paura mangia l’anima” di R.W. Fassbinder, film del 1973 sul razzismo e la quotidianità, sull’amore, i pregiudizi e la felicità.

Infine nella pagina Il sapore dell’achillea vorremmo raccontarvi del nostro piccolo orto botanico e del nostro amore per le erbe spontanee, che crea veramente un doppio legame nella nostra amicizia.

Ancora una nota sul motto di CaVegan che, nonostante il nostro proverbiale pessimismo sul progresso del veganesimo, è la vida es hermosa vivela en un mundo vegan: Rodrigo ha parafrasato un cartello che abbiamo visto in Argentina, ad Orense, durante il nostro viaggio di nozze, la vida es hermosa vivela en un mundo lindo.Ma perchè la vita sia veramente hermosa per tutti, non basta che il mondo sia pulito, ma deve necessariamente diventare vegan.

Grazie mille, ragazzi! Siamo felici di accompagnarvi in questa nuova avventura.
Alla prossima!

***

Conosci una realtà interessante, che operi nell’ambito dell’associazionismo umanista o animalista, della decrescita, del consumo critico? Apprezzi un artigiano o un’azienda in linea con la filosofia ‘small is beautiful‘? Segnalamela e sarò felice, se risponde all’etica di ‘Passato tra le mani’, di intervistarla.

Curioso della mia libreria Anobii?

Eccone una parte: http://www.anobii.com/neofrieda79/books

Chiedi una recensione e ti sarà data!

Altre chiacchiere? Venite ad animare la pagina Fb di Passato tra le mani! Vi aspetto!

E per chi vuole le ricette direttamente in casella di posta, menù nella colonna di destra! Iscrivetevi alla newsletter, e mandatemi i vostri feed-back!

Se vi è piaciuto questo articolo, aspetto i vostri commenti qui sotto: ditemi cosa vi ha colpito, cosa avreste fatto diversamente e cosa non risulta chiaro. Attendo con ansia di leggervi!

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6 risposte a L’intervista del Venerdì: Ca’ Vegan, ovvero Tamara e Rodrigo

  1. Quasiliberi ha detto:

    Che belle realtà che ci sono…sembrano un sogno.

  2. isabellesiciliano ha detto:

    Che bello! Grazie dell’intervista 🙂

  3. Tamara Sandrin ha detto:

    Grazie Annalisa dell’introduzione alla nostra “intervista”: le tue parole sono veramente toccanti e confortanti allo stesso tempo. Un abbraccio forte ❤
    Tamara e Rodrigo

  4. neofrieda79 ha detto:

    Tamara e Rodrigo han saputo raccontarsi splendidamente, per me è stato emozionante ritrovarli qui 🙂

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