Il Giovedì del Libro di Cucina: Parlare con gli alberi

Bentrovati, lettori an(n)archici e lettrici ruspanti!
Mari Zeta ci parla de ‘La cucina della Capra’, di cui avevo raccontato la settimana scorsa. Andate tutti a trovare la recensione sorella!

Parlare con gli alberi. Già.
Neofrieda, hai sbagliato blog? Nossignore.
Il cibo inizia da lì. Dal Terreno – con la maiuscola, come organismo vivente – e dal Territorio.
Troppo spesso ce ne dimentichiamo.

Tutelare il Territorio significa tutelare la salute di chi ci vive e procacciare il cibo a se stessi e agli altri, dove si spera che ‘gli altri’ non vivano dall’altra parte del globo, o non solo.
Fare agricoltura, dovrebbe essere difendere e curare Terreno e Territorio.
Fare politica, dovrebbe essere difendere e curare Terreno e Territorio.
Fare educazione, dovrebbe essere difendere e curare Terreno e Territorio.

Sapete anche la mia incapacità a scindere etica personale, scelte quotidiane e zappettate o spignattate di ogni giorno. Passato tra le mani trova il titolo nel mio sentire profondo: racconto la mia vita, senza filtri. Nelle Interviste del Venerdì, ospito persone che vivono le proprie scelte con tenacia e in modo totalizzante.

ridimensionataCOPERTINA Parlare con gli alberi

Sono onorata, oggi, di portare alla vostra attenzione questo splendido testo di Stefano Panzarasa. Amico, educatore ambientale, figura perno del Parco dei Monti Lucretili. Instancabile braccio al servizio della Giustizia e della Bellezza, letterato, musico. Uomo di cultura eclettica, che tanto mi ricorda certe figure del nostro Rinascimento. Uomo di profonda umiltà, silenzioso di fronte ai segreti di Madre Natura e ai misteri della Vita e della Morte.

Stefano è una formica, che solleva pesi esponenziali rispetto alla propria masserella. E’ un maestro e un poeta. E in questo testo, edito dal Parco dei Monti Lucretili, cui potete richiederlo, racconta proprio anni di attività didattiche e di progetti.

Disegni di bambini, tributi al grande Rodari, parole che si fanno musica ed escono dalle pagine.
E per me, che lo conosco di persona, impossibile non vedere in controluce l’altrettanto eclettica compagna, la bravissima MaVi, che avete conosciuto qui.

Un testo che consiglio a tutti coloro che si occupano di educazione; che reputo indispensabile per chi cura in particolar modo l’educazione ambientale. Che sarà un balsamo per i genitori e per quegli adulti che ricordano costantemente: ‘i semi sono dei bambini’. E, con le mani nella Terra, chiudo questa recensione chiedendo in prestito questa commovente immagine a un gruppo di colleghi contadini che ammiro sopra ogni altro, Coltivare Condividendo.

i+semi+sono+dei+bambini

I dati:

Autore: Stefano Panzarasa

Titolo: Parlare con gli alberi

Casa editrice: Parco dei Monti Lucretili

Anno: 2014

 

giovedi-del-libro-di-cucina

L’iniziativa del Giovedì vuol essere anche un cammino condiviso con il gruppo Facebook ‘Genitori Veg’. Io e le amministratrici riteniamo infatti che la recensione di testi di cucina e/o di nutrizione possa interessare ai genitori che nel gruppo chiedono e portano consigli, referenze e confronto.

Unisciti anche tu a ‘Il Giovedì del libro di cucina’!

Ti aspettiamo!

***

Curioso della mia libreria Anobii?

Eccone una parte: http://www.anobii.com/neofrieda79/books

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12 risposte a Il Giovedì del Libro di Cucina: Parlare con gli alberi

  1. londarmonica ha detto:

    Dalla Terra arriva tutto e le piante ci permettono di vivere. Ci sono piante che ci nutrono, ci permettono di respirare, altre che ci vestono, quelle che ci permettono di annotare le nostre memorie, altre ancora che ci riscaldano e quelle che abbelliscono. Insomma fanno parte della vita stessa e senza di loro saremmo persi

    • neofrieda79 ha detto:

      Cara Monica, proprio ieri sera riflettevo con i miei figli sul significato dell’Albero di Natale. E Ipazia ha ribattezzato il Natale ‘la Festa delle Piante’. Lettura che io ho sposato al volo!

      • londarmonica ha detto:

        Pensa che l’albero di Natale simboleggia la forza vitale, da qui il motivo per portarlo in casa come augurio di salute e longevità. Ecco l’uso di alberi sempreverdi che siano abies alba o picea abies, aggiungendo le palle rosse e bianche che simboleggiano le bacche di piante che si trovano in questo periodo come ilex aquifolium (rosse) e viscum album (bianche). Direi che i tuoi figli hanno colto alla perfezione il significato. Un abbraccio cara Annalisa

      • neofrieda79 ha detto:

        Il tuo articolato commento mi dà il coraggio di chiederti se hai qualche lettura da suggerirmi in merito. Finora mi sono accontentata di cenni interessanti, ma ho approfondito poco. Grazie come sempre dei ricchi spunti!

      • londarmonica ha detto:

        Argh, dovrei andare a cercare… ma vedo di darti una bibliografia prossimamente. È ovvio che qui si tratta da una parte di botanica applicata e dall’altra di miti e simboli legati alla botanica stessa.
        O ti riferisci in modo particolare a tutto quello che circonda l’albero di Natale…

      • neofrieda79 ha detto:

        Senza fretta, cara, grazie. La prima che hai scritto 🙂

  2. Stefano ha detto:

    Grazie Annalisa, sono commosso e onorato per la tua bella recensione al mio libro… Ti ringrazio anche a nome di tutte le bambine e i bambini del parco dei Monti Lucretili. E’ grazie a loro che ho potuto fare questo libro… Stefano Panzarasa

    • neofrieda79 ha detto:

      Caro Stefano, quanto condensi in queste poche righe racconta benissimo il tuo lavoro. Commuove me l’idea che i nostri figli, i protagonisti del futuro del Pianeta, possano attingere a Bellezza e Creatività. Tanta gratitudine a te e a tutti gli educatori ed educatrici che si prodigano.

  3. Mari ha detto:

    “sante parole” : difendere e curare Terreno e Territorio! un DOVERE di tutti!
    un testo molto educativo: anche per tanti gli adulti! 😉

  4. delia ha detto:

    Bambini+Natura=Futuro migliore. Anzi forse l’unico futuro possibile. Che altro dire?! Un abbraccio,Annalisa bella e uno grande ai tuoi meravigliosi bimbi❤

  5. MaVi ha detto:

    Grazie di aver ricordato il libro di Stefano, non so se fra un impegno e l’altro riesce a passare ma è molto contento.
    Più che eclettici, ecozoici in fuga, che non trovano la propria gente e il proprio mondo, abitanti di un’era chissà dove, se mai ci sarà. Per ora disadattati spaziotemporali cronici.
    I bambini e le bambine spero ci salveranno. Senonaltro con loro, come con gli alberi, gli animali, le stelle e la luna, si può ancora parlare.

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