L’intervista del venerdì: Betty Mangiapistacchi di Tilia Tarrare

Cari lettori an(n)archici, ecco qui una nuova intervista.
So che il blog sembra semi-abbandonato, ma melium est spignattare quam chiacchierare. Specie se dovete nutrire orde di commensali affamati!
Chi ha seguito gli ultimi eventi tramite la Pagina Fb sa di cosa parlo. Per gli altri: e iscrivetevi, no?

E, ancora una volta, in questi giorni rubo qualche manciata di minuti, a ritmo costante e discreto, alle giornate, per raccogliere e trasformare le amate erbe spontanee.

Chi sarà a MiVeg 2015 questo week-end?
Occhio al Programma: mi trovate domenica 11 con due appuntamenti:
– ore 15, area bimbi: Aspettando primavera: le ultime semine del 2015!
Workshop per grandi e piccini. E…sshhh…parleremo anche di compostaggio! E praticheremo pure: c’è o non c’è la cucina diretta dalla Ravanellissima, il mio mito vivente, la donna dalle giornate di 84 ore?
– ore 17, area Workshop: La saggezza dimenticata. Erbe spontanee in cucina e non solo.
Sono emozionatissima da un lato di riproporre, con contenuti sempre nuovi e ricette sempre inedite, un appuntamento che era stato molto gradito e che è stato richiesto: l’anno scorso infatti avevo già portato le erbacce all’Idroscalo, e ne potete leggere qui. Dall’altro, sono felicissima di annunciarvi che ho sudato sette camicie a convincerle, ma si concedono accanto a me le mitiche Felicia Sguazzi con una ricetta inedita, Betty Taglietti che leggerete qui sotto nell’intervista e che ci racconterà un po’ della sua fitoalimurgia milanese, Daniela Asprone alla regia di entrambi i workshop, per curare gli aspetti estetici e la grafica. Donne, grazie infinite!

Allora, chi viene? Scrivetemelo nei commenti!

Ma lasciamo la parola a Betty!

  • Ciao Betty, e grazie per la disponibilità!

Sono io che ringrazio te, per essere sempre attenta e delicata, per il lavoro che svolgi, per come abbracci tutte noi dando un senso e una profondità ai fogli sparsi dell’internet.

maltaglietti

  • Che ci racconti di te?

Che ti devo raccontare? Che sto sorridendo imbarazzata? Sto percorrendo un sentiero ma non conosco la meta: ti dico quello che riconosco intorno a me e il mio punto di partenza, spero possa bastare.

Ho ventotto anni, dalla provincia di Brescia sono passata prima a Milano e poi fuori, dove scorre l’Adda e la mia bicicletta canta sulla ghiaia, immersa nella natura.

Mi sono laureata in Tecniche Erboristiche, ma in fondo non mi bastava. Mi sono iscritta quindi a Biologia applicata alla Nutrizione, e adesso sto facendo il tirocinio in un luogo che stimo molto, la Cascina Rosa dell’Istituto Nazionale dei Tumori.

Nel frattempo cucino: avrei tanto voluto che fosse il mio lavoro, già da bambina raccontavo sicura il mio futuro da cuoca. Poi le cose sono andate diversamente: ho studiato, ho conosciuto le persone che adesso sono la mia vita, ma ai fornelli ci sono ugualmente, in un modo o nell’altro – forse va bene così. Tengo in cucina una foto di me a due anni: lavo i piatti su una sedia, con un grembiule arrotolato dieci volte, come le maniche.

foto

  • Tilia tarrare: sonorità evocativa ed energia esplosiva. Come hai scelto il nome?

Addirittura energia esplosiva? Ho sempre pensato fosse semplicemente l’ennesimo nome difficile da ricordare. Sono un’esperta nel tirarmi la zappa sui piedi.

Tarrare è un povero freak vissuto nella Francia di fine ‘700. Soffriva di iperfagia, il che gli ha reso la vita un inferno dove il cibo non era mai abbastanza: la famiglia lo scaricò subito (mantienilo tu uno che si mangia un quarto di vitello al giorno!), lui fece l’artista di strada ingoiando ogni cosa possibile, dopodiché bazzicò l’ambiente militare e morì giovane.

logo

Mi è stato simpatico, anzi di più: mi sono sentita anche io una Tarrare (ho un appetito importante, che però va placandosi con l’età). Avevo bisogno di un nome delicato, e cosa c’è di meglio del profumo dei fiori di tiglio? Alla faccia di Tarrare che puzzava di brutto. Tilia, quindi, il mio albero del cuore (ma è lecito averne uno solo?).

  • Raccontaci del tuo progetto.

Il progetto Tilia Tarrare nasce per caso nel giugno 2012. Un caro amico mi chiede di preparare qualcosa per dividere un banchetto in un festival, magari con le erbe che mi piacciono tanto. Io preparo il mio primo ricettario-erbario vegan sulle erbe spontanee, Aiuole Fast Food (https://tiliatarrare.wordpress.com/i-ricettari/aiuole-fast-food/), e mi firmo Tilia Tarrare. Faccio anche un blog per sembrare seria ai potenziali acquirenti. Il cofanetto piace, sul blog scrivo qualche ricetta, e pian piano si ingrana. Anno dopo anno, idea dopo idea, sono arrivati altri ricettari, sempre fatti a mano in tiratura limitata, sempre portati in piccole realtà, che mi hanno fatto conoscere altre persone che fanno cose belle, che mi hanno dato stimoli, e il giro riparte. Adesso porto in giro dei ricettari monomaniaci dipinti con i colori della verdura trattata nel libello: ho aggiunto anche i semi per fare da sé: piantare, cucinare, colorare.

insalata

Sono molto legata all’ambiente dell’handmade italiano: mi piace la gente che fa le cose con le proprie mani, che baratta ciò che produce, senza limitazioni. È aria fresca, ossigeno, legna per il camino. Ho partecipato a market con designer fighissimi o con produttori di frutti antichi: un privilegio.

lab bambini

Oltre a scrivere-disegnare-rilegare (tutto in modo molto spontaneo), tengo corsi di cucina vegan, di riconoscimento delle erbe selvatiche e di acquerelli vegetali (con i bimbi). Preparo catering vegan per piccoli eventi e a domicilio. E mi dimentico di aggiornare il blog.

  • Il tuo primo approccio con le erbe spontanee.

Elena, la nonna ruspante che porta la me bambina a raccogliere i verzulì (Silene vulgaris) per la minestra di riso e patate. Eravamo in Val Ridanna, dove ho trascorso ogni mia estate, e la sera una minestra calda era più che gradita. Poi, nel 2011 forse, ho seguito un corso di riconoscimento a Brescia, tenuto dall’esperto Livio Pagliari. Folgorata, ho preparato un progetto per la scuola alberghiera di fronte all’orto botanico dove facevo il tirocinio e ho scritto la tesi sulla fitoalimurgia.

brunch

  • Il tuo primo approccio con il veganesimo.

Forse una giornata di sensibilizzazione in piazza Cairoli a Milano. Ho mangiato un riso saltato delizioso, ed ero tutta contenta. 2008? Poi vari amici vegan, chiacchiere, curiosità: nel 2009 decido di provare un mese da vegana (mossa dall’insostenibilità dell’impatto ambientale che aveva la mia dieta, seppur non tra le peggiori -carne quasi mai-). Folgorata anche qui.

cestino

  • Donne ed erbe: cosa vorresti trasmettere a tua figlia?

Bella domanda. Forse quello che ancora non so, e che mi aiuterebbe a decifrare lei. La cosa che adoro del conoscere un po’ le erbe è il salutarle in luoghi assurdi: ciao parietaria che spunti da un buco nella parete del palazzo, ciao portulaca che impreziosisci questo brutto marciapiede, ciao piccolo gallium che spunti nel mio piatto di insalata confezionata. Sono amiche, poi con le amiche ci giochi come vuoi (a nascondino vincono loro). Le insegnerei a leggere qualche parola fatta di foglie, poi probabilmente mi farei raccontare una storia.

colazione

  • Spignattare e fare didattica: il tuo linguaggio immaginifero è strepitoso. Che messaggio cerchi di veicolare e quanto c’è di Betty nelle serate che proponi?

Considera Tilia Tarrare come una finestra aperta su di me: quella sono io. Le serate, che siano presentazioni dei ricettari, corsi, buffet o chissà che altro, sono un mix di sostenibilità e occhio civettuolo, come me. Uso piatti compostabili per i buffet, verdura a km zero e di stagione, erbe spontanee se riesco, ma anche tovaglie con tessuti africani dai colori sgargianti, vecchi pentolini smaltati di tutti i colori, menu scritti a mano o stampe con i timbri che incido io. Un messaggio potrebbe essere: si possono fare cose stilose senza perdere di vista l’etica e l’ambiente. Facciamolo, possibilmente a prezzi contenuti.

corso

  • Le tue ricette sono una dichiarazione di poetica e un manifesto politico al tempo stesso. Dicci, dicci…

Si può cucinare con tanti fini: stupire, sopravvivere, sperimentare, coccolare, superarsi, confrontarsi… Per me adesso la priorità è nutrire. Lapalissiano, sto studiando nutrizione: anziché aggiungere-aggiungere-aggiungere sto tendendo a togliere, a riscoprire i sapori più puri, le forme più semplici. Un po’ perché non ho tempo, un po’ perché semplificando la ricetta mi sento più appagata. Nutrire, quindi bisogna partire alla base. Scelgo con cura gli ingredienti: farine e cereali integrali e di diverso tipo, tanti legumi diversi (che festa quando trovo le varietà locali!), erbe e verdure del momento, olio buono, e qualche droga: tahin, acidulato di umeboshi, un sacco di semi.

corso val d'intelvi

A casa come fuori, cucinare bene non è solo un piacere, ma un mezzo forte per comunicare quanto sia semplice e appagante vivere vegan. Quando sfamo decine di persone agli eventi il mio pensiero, da anni, è sempre lo stesso: se lo fai bene, vale più di mille parole. Ma il mio compito non finisce nel preparare un piatto senza derivati animali: non dimentico certo tutto quello che ci sta dietro. Chi fa il pane, chi coltiva la verdura, dove compro il resto? L’anno scorso a Liber ho proposto un piatto unico senza glutine, bio e a km 0 a 5 €, con stoviglie in mater-bi; quest’anno aggiungo alla proposta anche il pane preparato dai ragazzi dell’istituto penale minorile Beccaria.

dispensa corso

  • I contenuti e la forma: guardarti e leggerti è un balsamo per l’anima, la Bellezza è curativa! Vuoi parlarci dell’aspetto estetico e della sua importanza?

La bellezza è curativa, verissimo, e una casa bella ti rimette al mondo. Non sto parlando di ville con piscina, ovviamente, ma di curare ogni dettaglio nel luogo dove vivi. Per me è fondamentale: le pareti di casa mia, piene di stampe e libri, mi trasmettono un senso di continuità, mi guidano nelle mie giornate. Ogni oggetto ha una storia, ogni disegno un aneddoto, e insieme chiacchierano di noi. Mi cullano.

mostrino

Così è per la tavola: sarà frivolo, ma ci sono poche cose che mi fanno impazzire come tutto ciò che si usa per mangiare, dalle pentole ai tovaglioli, passando per decine di piatti e ciotoline, ognuno con una storia diversa. Anni fa, vivevo ancora a Milano, asciugando uno dei piatti di casa (tutti spaiati e trovati chissà dove dagli studenti che mi hanno preceduta), mi accorsi che era marchiato DDR. Come ha fatto, quel piatto, a finire da Dresda a Milano?

occhiaie

  • I prossimi appuntamenti di Tilia tarrare.

Domenica ci vedremo al MiVEG finalmente! Sarà un gran ritrovo di amiche virtuali, e sono molto contenta. Sarò anche in cucina ad aiutare nella preparazione dei pasti, spero che l’emozione non mi distragga…

Sabato 17 e domenica 18/10 invece sarò a Macao (viale Molise, Milano) per Liber, il salone del libro autoprodotto. Gran bella fauna, un sacco di espositori amici, produttori umorali di scritti e disegni. Io sarò doppia: al banchetto dei ricettari, e in cucina a curare la cena di sabato e il pranzo di domenica.

Sabato 24/10 tengo un corso sulle erbe spontanee allo Spazio Culturale MyG (via da Filicaia, Milano), con passeggiata e trasformazione estemporanea di quello che troviamo nei prati.

Sabato 21/11 parteciperò al Sabato di Lambrate (piazza Rimembranze e via Conte Rosso, Milano) con un breve corso sempre -indovina?- sulle erbe spontanee.

ogni tanto mangio un fiore

Sabato 12/12 torno nella bella Fioreria (in Cascina Cuccagna, via Muratori, Milano) per un corso a tre, diviso tra fiori, stampe e cucina, con Irene Cuzzaniti e Elena Campa.

Altre date sono in via di conferma: tutto bolle e ribolle in pentola!

  • Dove possiamo scovarti e come possiamo contattarti?

Beh, internet aiuta molto. Il blog contiene tanto di me, basta spulciare, spulciare senza sosta (https://tiliatarrare.wordpress.com/). Sicuramente sono più attiva (e reattiva) su facebook (https://www.facebook.com/tiliatarrare), instagram (https://instagram.com/tiliatarrare/) o via mail (tiliatarrare@gmail.com).

ortica2

In carta e inchiostro sono invece a Roma (B17 Illustrations in via Bertani 17) e Milano (La fioreria, via Cuccagna 2 ang. via Muratori; Spazio BK, via Porro Lambertenghi 20).

  • Tre libri sul comodino.

Uno sta lì fisso, è il libro definitivo prima di dormire. Notturno. Ricettario dei sogni di Isol (Logos). Disegni che mutano con la luce e con il buio, che guidano nei sogni e si affievoliscono come l’ultimo stanco bagliore del giorno trascorso. Consigliato, davvero, a tutti i bambini, e a tutti i sognatori.

Gli altri variano: ora è il momento di Tra i miei mondi. Un’autobiografia di Leo Lionni (Donzelli editore) e Viaggio di un naturalista intorno al mondo di Charles Darwin (Einaudi).

Mille grazie, cara! Mi sei stata di grande ispirazione e incoraggiamento, potremmo parlarne per ore…
A domenica!

***

Conosci una realtà interessante, che operi nell’ambito dell’associazionismo umanista o animalista, della decrescita, del consumo critico? Apprezzi un artigiano o un’azienda in linea con la filosofia ‘small is beautiful‘? Segnalamela e sarò felice, se risponde all’etica di ‘Passato tra le mani’, di intervistarla.

Curioso della mia libreria Anobii?

Eccone una parte: http://www.anobii.com/neofrieda79/books

Chiedi una recensione e ti sarà data!

Altre chiacchiere? Venite ad animare la pagina Fb di Passato tra le mani! Vi aspetto!

E per chi vuole le ricette direttamente in casella di posta, menù nella colonna di destra! Iscrivetevi alla newsletter, e mandatemi i vostri feed-back!

Se vi è piaciuto questo articolo, aspetto i vostri commenti qui sotto: ditemi cosa vi ha colpito, cosa avreste fatto diversamente e cosa non risulta chiaro. Attendo con ansia di leggervi!

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4 risposte a L’intervista del venerdì: Betty Mangiapistacchi di Tilia Tarrare

  1. lacucinadellacapra ha detto:

    Bella intervista! Pensa che volevo intervistarla anche io, sei sempre un passo avanti 🙂

  2. neofrieda79 ha detto:

    Socia ❤ Tu ci mancherai più di tutti!

  3. londarmonica ha detto:

    Grande Betty e… bell’intervista

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