L’intervista del Venerdì: Serena Bonura e l’ Aula Permanente di Ecologia o APE

Cari lettori an(n)archici, ecco qui una nuova intervista.

La settimana scorsa avevamo parlato de ‘L’orto dei bimbi‘. Oggi intervistiamo la deliziosa autrice, Serena Bonura. Presto sarà al Nord per il lancio del libro: non perdetevela!

  • Ciao Serena, e grazie per la tua disponibilità!

    Vuoi raccontarci brevemente il tuo percorso?

Ebbene, ho iniziato a occuparmi di ecologia già ai tempi dell’università, anche se devo dire fin da piccola ero molto attenta alla vita vegetale e animale, pensa che, avevo solo 6 anni quando ho creato il “club amici della natura” con tanto di tessera associativa home made. La mia formazione è trasversale, così come lo è la sostenibilità, almeno per me, e anche le esperienze lavorative lo sono, anche se legate tutte da un unico filo rosso: la cura della Terra. Mi sono infatti occupata di commercio equo, energie rinnovabile, comunicazione ambientale, Educazione alla sostenibilità, sia in ambito pubblico che privato. Alla fine sono approdata all’orticoltura didattica, perchè mi ha dato la possibilità di racchiudere in una sola attività i molteplici aspetti del mio percorso formativo e lavorativo.

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  • L’orto dei bimbi, che Passato tra le mani ha recensito la settimana scorsa: come è nato questo testo?

E’ nato dall’esperienza diretta sul campo. E’ una raccolta di tutto quello che ho realizzato negli anni, sia da sola, che con le socie della mia Associazione, Ape Aula Permanente di Ecologia. Nel corso del tempo mi sono resa conto della necessità di avere dei supporti didattici che orientassero l’azione dell’educatore. E così, di laboratorio in laboratorio, di scuola in scuola, piano piano tutta questa esperienza, si è concretizzata, fino a diventare il libro che è adesso. Si tratta di un manuale pratico rivolto a Insegnanti, educatori, genitori e spero davvero possa essere utile a tutti coloro che vogliono realizzare un orto insieme ai bambini.

  • Qualche retroscena del libro: ce lo concedi?

Mhmmm. L’elogio della lentezza. Ci son voluti 3 anni per vedere stampato il libro. Dico solo questo.Ma adesso sono pienamente soddisfatta e mi fa piacere ricevere dei feedback così positivi, da più parti.

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  • La tua esperienza didattica: cosa consiglieresti a un educatore a un’educatrice che vuole integrare la coltura/cultura dell’orto nel programma?

Mi sento di consigliare l’orto come strumento didattico perchè attraverso questo si possono veicolare competenze e accrescere le capacità dei bambini e ragazzi. L’orto infatti è uno strumento multifunzionale. Attraverso il lavoro in orto possiamo incidere sull’aspetto psicomotorio e emotivo relazione, in più, possiamo trasmettere contenuti relativi alle diverse materie scolastiche.

Direi di iniziare anche da piccoli spazi, anche da un orto in vaso o in cassetta. Il nostro obiettivo è quello di fare didattica e non necessariamente di assicurarci un orto produttivo.

  • La collaborazione con istituti pubblici e/o privati: cosa vuoi condividere e quale messaggio vorresti lanciare?

In base alla mia esperienza, sono convinta che l’educazione alla sostenibilità è un servizio pubblico, al pari dell’istruzione o della sanità. Per questo motivo, agire all’interno o con il pubblico è molto importante. Certamente non è facilissimo, per via delle ristrettezze economiche degli Enti pubblici o per la scarsa professionalità di questi (parlo nel secondo caso, specialmente per il Sud). Io, comunque continuo ad insistere e a propormi come agente per gli Enti. L’ideale, potrebbe essere un connubio tra pubblico e privato. Delegando al privato le parti del lavoro che necessitano di più agilità, come la parte commerciale dell’azione, che è presente anche se parliamo di educazione.

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  • Tua madre. Ti chiedo di condividere qualcosa di tuo e di regalarlo ai genitori che leggono.

Si tratta dei semi, quelli che hai ricevuto in dono fin dall’inizio e che poi al momento giusto si aprono e diventano pianta che da frutti. Mia madre, maestra d’infanzia e ortolana, è stata colei che mi ha donato questi semi, fin da quando ero piccola. Aggiungo poi, che è stata decisiva per la realizzazione di questo libro. Prima che diventasse il manuale che è adesso era un diario scritto a 4 mani, le mie e quella di mia madre. Silenziosamente ognuna aveva messo su carta un proprio diario dell’orto che poi io avevo riassunto in un unico diario. Successivamente, la casa editrice, mi ha consigliato di far emergere solo la mia parte, perchè più didattica, è così è stato. Ma fin dall’inizio c’era mia madre e tuttora è presente nel libro stesso.

  • La Permacultura. Sorprendentemente presente nell’impostazione di questo testo. Raccontaci un po’ come è parte della tua vita e qual è stato il tuo percorso.

Anche l’approdo alla Permacultura è stato naturale lungo il percorso ed è stata una parte importante della mia formazione e non solo. Il mio corso di 72 ore l’ho frequentato nel 2009, nel 2013 mi sono diplomata all’Accademia Italiana di Permacultura e nel 2014 ho fatto un bellissimo viaggio in Australia, andando a conoscere di persona le realtà presenti li e sopratutto uno dei padri fondatori, ovvero David Holmgrein . Ma non è questo quello che conta, gli aspetti più importanti sono legati ai principi etici e di progettazione, che si rivelano utili anche nella didattica e all’aspetto legato alla rete. In Sicilia, per esempio, c’è la Rete Permacultura Sicilia a livello regionale che è un grande esempio di co-operazione e scambio di competenze e servizi.

  • Il gioco e l’arte. Come la gioia e la Bellezza sono fondamentali in un viaggio di apprendimento. Cosa puoi dirci al riguardo?

E’ giocando che si apprende, fa parte di quelle modalità di auto-apprendimento che ritengo fondamentali. Per me educare non vuol dire, infatti, passare dei contenuti o delle visioni ma facilitare il personale processo di comprensione della realtà, il gioco, in questo senso, è lo strumento privilegiato per conoscere e scoprire da se. La bellezza può essere davvero nelle piccole cose, come negli elementi vegetali, ad esempio. Creare un mandala vegetale, raccogliere e dipingere sassi, osservare le forme della natura nelle spirali dei fiori, sono tutti atti artistici che partono e arrivano alla bellezza di questo nostro immenso pianeta terra.

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  • Torniamo a te. Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Sono abbastanza vulcanica e anche se dico di voler prendere tempo e osservare quello che accade, in realtà non mi fermo mai. Per cui, sul piano lavorativo, mi sto dedicando alla formazione degli adulti, continuando il percorso iniziato con il libro, partirà infatti a novembre il primo corso sull’orto dei bimbi, che replicheremo in primavera 2016. Poi mi dedicherò a diversi progetti sempre con l’Associazione APE, tra cui un progetto sulla custodia dei semi autoctoni che mi sta molto a cuore.

Mi trovate qui:

www.lortodeibimbi.it

http://aulapermanentecologia.wordpress.com

Sul piano personale, mi sto dedicando allo studio della naturopatia e di altre discipline attinenti e spero di portare avanti altri progetti legati all’ospitalità sostenibile. Come sai, vivo in Sicilia e ho già un piccolo B&B e mi piacerebbe, citando la Permacultura, partire ancora una volta “dalla porta di casa mia” per riprogettare l’esistente con uno sguardo sempre diverso.

  • Il book tour. Avremo il privilegio di ospitarti al Nord: puoi già dirci date e luoghi?

Si, non vedo l’ora, anche per riabbracciare vecchi amici conosciuti nei diversi anni in cui ho vissuto al “Nord”. Le tappe al momento sono 9, tra Emilia, Veneto e Lombardia. La prima è prevista per il 21 ottobre.

Alcune date e luoghi non sono definitivi per cui vi rimando al sito www.lortodeibimbi.it per conoscere i dati aggiornati.

  • Tre libri sul comodino.

Fiabe Italiane di Italo Calvino, perché noi tutti, non solo i bambini, abbiamo bisogno di mondi simbolici e della leggerezza delle fiabe

Vita sociale e amorosa delle piante di Jean-Marie Pelt, Jean-Pierre Cuny, perché mi ha svelato le astuzie e la meraviglia dell’evoluzione delle piante

Verde Brillante di Stefano Mancuso, perché è veramente sul mio comodino e, avendo già letto Mancuso, non vedo l’ora di leggerlo ancora.

  • Grazie davvero, un abbraccio!

Grazie Annalisa, non è stato facile raccontarmi! Spero di vederti presto.

***

Conosci una realtà interessante, che operi nell’ambito dell’associazionismo umanista o animalista, della decrescita, del consumo critico? Apprezzi un artigiano o un’azienda in linea con la filosofia ‘small is beautiful‘? Segnalamela e sarò felice, se risponde all’etica di ‘Passato tra le mani’, di intervistarla.

Curioso della mia libreria Anobii?

Eccone una parte: http://www.anobii.com/neofrieda79/books

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4 risposte a L’intervista del Venerdì: Serena Bonura e l’ Aula Permanente di Ecologia o APE

  1. lacucinadellacapra ha detto:

    Pensa che ho comprato 2 settimane fa questo bellissimo libro! Complimenti all’autrice, so che non è facile fare spazio al verde in un mondo che vorrebbe solo cemento. Buon lavoro!

  2. londarmonica ha detto:

    Donna interessante, il suo libro sarà presto anche nella mia libreria!

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