L’intervista del venerdì: Francesca Bresciani, alias Cesca QB

Cari lettori an(n)archici, ecco qui una nuova intervista.
Nell’articolo precedente vi avevo promesso che avrei portato tra queste pagine la mitica Cesca QB. Ed eccola a voi! Buona lettura.

  • Buongiorno Francesca, e grazie per la tua disponibilità! Parto chiedendoti di te: com’è nato il tuo nick, e com’è nato il tuo blog?
    Ciao Annalisa! Ringrazio te per l’ospitalità in questa tua casa che, per quanto sia virtuale, ha sempre saputo trasmettermi l’atmosfera di una casa accogliente. Potrebbero essere parole dovute le mie ma in realtà sono spontanee e sincere, sei una delle prime blogger che ho iniziato a seguire anni fa e una donna che ammiro.
    [Svenimento di Neofrieda…]
    Il mio nickname Cesca*QB nacque un po’ per gioco e un po’ per necessità nel momento in cui quattro anni fa  decisi di aprire il blog “Briciole di Cesca*QB”. Cesca era già da anni il mio soprannome e QB era diventato a quel punto irrinunciabile vista la mia passione per la cucina dato che in molte ricette viene riportata la dicitura q.b.(= quanto basta), espressione poco amata dai più che con uno sguardo rapito nel vuoto si chiedono in maniera amletica “ma quando è che basta?”
  • Ahah! Verissimo…
    La scelta vegana: qual è stata la scintilla?
    C’è stato un momento in cui, pensando al fatto che alcuni animali per cultura e abitudine vengono considerati “da allevamento” mentre altri “da compagnia”, ho iniziato a sentire un profondo disagio interiore. Non era di certo una scoperta, semplicemente fino a quel punto  non avevo messo in discussione queste posizioni; il farlo, mi ha obbligata moralmente a rivedere molte visioni del mondo che mi circondava, che avevo fino a quel momento dato per scontate. Non aveva più senso continuare ad indignarmi solo per i soprusi subiti da umani, e continuare ad accettare le crudeltà e le violenze sulle altre specie animali, semplicemente perché queste prevaricazioni erano socialmente accettate e facenti parte delle nostre tradizioni. Quando si parla di animali dobbiamo iniziare a pensare che si include anche la specie umana: siamo animali anche noi, troppo spesso animali arroganti che abbiamo deciso di schiavizzare altre specie per il nostro tornaconto. Straziante dovere ammette che gli altri animali (mucche, maiali, conigli, polli, galline…) erano detentori naturali degli stessi nostri diritti dalla nascita ma noi abbiamo fatto della loro vita ciò che più ci ha convenuto.
    Abbiamo un grande lusso tutti noi, talmente grande da non rendercene conto: possiamo fare la differenza in questo meccanismo. Le nostre scelte quotidiane di vita possono fare la rivoluzione, in questa cosa credo profondamente.

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  • Ci credi e lo trasmetti, puoi starne certa! Il tuo blog si caratterizza da un lato per la spensieratezza e l’ironia, dall’altro per la travolgente operosità: forse il video della mayo veg è il simbolo del tuo ‘poche scuse, datevi da fare che è semplice’! Cosa ci racconti al riguardo?
    Hai colto nel segno! Scuse del tipo “in cucina non ci so fare” qua non reggono. Basta un pizzico di buona volontà per ritrovarci già davanti la strada spianata. Dopo aver reperito i pochi ingredienti basta accendere lo stereo con la propria musica preferita e concedersi qualche minuto di lavoro per ottenere dei piatti sfiziosi con ingredienti sani.
    Grazie per ricordarti del video “Rock-in’-mayo” spero che i Led Zeppelin non me ne vogliano per essere finiti in una video ricetta! Dovessero mai prendersela mi offro come loro cuoca da tour!
  • Sono sicura che apprezzerebbero e che tanti li invidierebbero!
    Com’è evoluto il tuo blog e in che misura te lo saresti aspettata?
    Era tutto un’incognita per me all’inizio, non avevo previsioni o aspettative, ciò che ne è seguito è stato quindi motivo di gioia e gratificazione. Grazie al blog ho conosciuto persone fantastiche con le quali ho condiviso inizialmente la passione della cucina vegana e poi sono anche nati veri e propri rapporti di amicizia e per quanto lontane non ci facciamo mancare qualche incontro ogni tanto.
  •  Gotica e solare al tempo stesso: un po’ bifronte?
    Il mio segno zodiacale è gemelli, devo aggiungere altro?! Ahahahah! Scherzi a parte, questa sono io. Attraverso il blog do libero sfogo alla Cesca solare, propositiva e che non vuole prendersi troppo sul serio perché quello che voglio trasmettere in fin dei conti è l’energia positiva che una golosona come me prova cucinando. Ma chi come te mi conosce anche un po’ dietro le quinte ha un’immagine più completa della mia persona e… sì, ammetto che in me convivono caratteristiche opposte e contrastanti. In certi momenti amo stare in compagnia, scherzare e fare baldoria; in certi altri, invece, mi rivelo solitaria e dai toni più cupi e riflessivi. Eppure in tutto ciò credo di avere trovato da tempo un equilibrio, il mio centro, forse proprio grazie ai contrasti. Lascia che ti faccia un esempio semplicissimo, pensa al tao, l’armonia raggiunta grazie agli opposti, lo yin e lo yang.
    Sorrido, ora, pensando a quanto accaduto con la copertina del libro. Verso la fine del lavoro, quando oramai la data di consegna del materiale si stava avvicinando, portando a termine la fase più laboriosa, ho mandato alla casa editrice la mia proposta per la copertina. Mi sentivo esaltatissima, perché ero riuscita a racchiudere molto di me in un immagine, grazie all’aiuto della mia amica Barbara che ha fatto lo scatto. Le amiche e gli amici la videro, ed esaltati quanto me dissero: “cavoli questa copertina parla proprio di te”. Diversa la reazione della casa editrice – e qua si ride – che con tatto mi ha fatto capire che la mia idea di copertina era più adatta ad un ricettario scritto da Tim Burton! Allora mi ha aiutata la loro grafica preparando una coloratissima copertina a quadretti con un bel titolo evidente e disegni stilizzati di frutta e verdura! Insomma, tutta un’altra cosa! Ma devo dire che esprime al meglio il contenuto di Happy Vegan Kitchen, dopo tutto è un libro di ricette non la mia biografia, per quella c’è ancora tempo! : )

    F2

  •  Mannaggia a te, così ci lasci in sospeso! Ti toccherà riparare a breve!
    Il libro: ci vuoi raccontare la genesi? E magari qualche retroscena!
    L’inverno appena passato Ultra Edizioni mi ha contattata, per chiedermi se ero interessata a collaborare con loro e fare arrivare sugli scaffali dei negozi un mio libro di ricette. Lì per lì rimasi un po’ attonita, con la bocca spalancata e il cuore in tachicardia. Un po’ perché sono estremamente pragmatica, un po’ perché ho imparato a volare basso per non avere delusioni; questa offerta mi è arrivata tra capo e collo senza che me l’aspettassi. Sono sì dotata di una fervida fantasia e non nego che spesso e volentieri fuggo in un universo parallelo per prendere boccate di ossigeno da questo mondo troppo inquinato, ma ricevere una proposta da una casa editrice … mi ha lasciata davvero spiazzata. Piacevolmente spiazzata però, è stato come rendermi conto che tutte le bricioline” seminate lungo la strada in questi ultimi hanno stavano iniziando a dare i loro frutti. A loro interessavo per il linguaggio fresco e informale con il quale mi propongo, anche per i miei tentativi di fare informazione senza mai scadere nel banale e nell’accademico. In fin dei conti sfogliare il mio libro sembra un po’ come rubare da un’amica il suo quaderno con sopra appuntate le ricette ben riuscite.
  • Le tue foto: uno stile pulito, essenziale, ma sempre curatissimo nella sua semplicità. Qual è stato il tuo percorso e cosa cerchi di comunicare?
    Quello che desidero suscitare nella persona che guarda la fotografia che accompagna una ricetta è … l’acquolina. In parole povere vorrei che venisse voglia di afferrare al volo la pietanza e assaggiarla, far nascere interesse grazie alle sue forme e ai suoi colori quasi farne percepire il profumo e la consistenza contro il palato. Ma senza includere troppe distrazioni nell’immagine, altrimenti non si lascia nessun sapore in bocca.
    Insomma, cerco da sempre di valorizzare il soggetto e spero di riuscirci al meglio e di non smettere mai di migliorare in questo.
  • Il libro: potremmo definirlo ‘colloquio in ricette’, visto che al rigore delle preparazioni, tutte descritte benissimo, si accompagna il tono dialogico e scanzonato delle introduzioni. Ammettilo: quanto lavoro di cesello c’è stato?
    Ci tenevo tantissimo che le ricette potessero esser fatte dai lettori con agilità senza lasciare a loro dubbi sui passaggi delle preparazioni e quindi ho cercato di essere più eloquente possibile. Un’altra cosa alla quale non volevo rinunciare era il mio stile amichevole con il quale ho portato avanti il blog in questi anni, raccontare di pensieri che semplicemente svolazzavano nella mia la testa o di esperienze vissute è stato irrinunciabile per me; con gioia ho capito subito che era quello che cercava anche la casa editrice, volevamo far arrivare in libreria un libro che non venisse scambiato con i soliti ricettari fini a stessi insomma.
  • Ricette golosissime, ma al tempo stesso salutari, chilometro zero o quasi, visto che tu stessa le hai definite ‘mediterranee’. Coloratissime, da mettere in cantiere senza spendere miliardi su siti di food porn. Vuoi raccontare ai nostri lettori il significato di questa indovinatissima e ‘giusta’ scelta?
    Il mio obbiettivo principale era quello di mostrare quanto facile, sana, appagante e alla portata delle tasche di tutti potesse essere una cucina 100% vegetale. Tutt’ora mi imbatto in persone convinte che la cucina vegana sia basata quasi esclusivamente su seitan e tofu; in realtà, basta andare nel negozio di alimentari dietro casa o nel più banale dei supermercati per renderci conto che ci sono tantissimi legumi e cereali (entrambi notevoli fonti di proteine) che snobbiamo. Per non parlare della fortuna che abbiamo a vivere in un paese come il nostro: terra fertile per frutta e verdura tutto l’anno. Insomma, nella nostra tradizione mediterranea abbiamo tutto ciò che ci serve, ma ogni tanto ammetto che mi piace viaggiare con il gusto, e raggiungere attraverso i loro piatti paesi lontani ma non per questo inarrivabili.
  • Un sogno nel cassetto e tre libri sul comodino, vuoi condividerli?
    Il sogno più grande di tutti: la felicità, avere ogni giorno un motivo in più per il quale sorridere sia con il volto che con il cuore.
    Tre libri … mumble mumble …
    “Se niente importa perché mangiamo animali?” di  Jonathan Safran Foer
    “Alta fedeltà” di Nick Hornby
    “Hanno tutti ragione” di Paolo Sorrentino
  • Mille grazie, alla prossima!
    Grazie, Annalisa! Un saluto a tutte e a tutti. Nel frattempo, se volete sbriciolare allegramente con me, sapete dove trovarmi: in libreria!

***

Conosci una realtà interessante, che operi nell’ambito dell’associazionismo umanista o animalista, della decrescita, del consumo critico? Segnalamela e sarò felice, se risponde all’etica di ‘Passato tra le mani’, di intervistarla.

Curioso della mia libreria Anobii?

Eccone una parte: http://www.anobii.com/neofrieda79/books

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7 risposte a L’intervista del venerdì: Francesca Bresciani, alias Cesca QB

  1. CescaQB ha detto:

    Grazie ancora ❤

  2. naturalentamente ha detto:

    Che bella intervista! E che bellissima nuova scoperta, questo libro…lo voglio! 🙂

  3. letissia64 ha detto:

    Che gran bell’articolo! Sono felice per Cesca e non vedo l’ora di avere il suo libro!

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