L’intervista del venerdì: Antonella Scialdone e il Laboratorio ‘La Pasta Madre’

Buongiorno a tutte e tutti!

In quest’afoso venerdì, vi propongo l’intervista inedita a una meravigliosa professionista, chef, scrittrice (e tanto altro!), Antonella Scialdone, della quale ho avuto il piacere di essere ospite.
Ho conosciuto una persona splendida, con la quale si è instaurata subito una profonda intesa: da un lato estremamente rigorosa nel suo lavoro, dall’altro vera. Con Antonella ho sentito di poter parlare di tanti argomenti, forse troppi, visto che già dai primissimi incontri siamo riuscite a sforare con gli orari!

Ma lasciamo la parola e la  macchina fotografica a lei! Tutte le foto sono di proprietà dell’autrice.

Ciao Antonella, e grazie della tua disponibilità!
Inizio subito chiedendoti rapidamente di presentarti, nelle sfaccettature che in questo momento vorresti raccogliere per creare un quadro di te stessa.

Il mio percorso è iniziato ormai 6 anni fa con l’apertura del blog di cucina http//:www.pappa-reale.net che resta la mia prima palestra di sperimentazione e condivisione di ricette, all’inizio la mia esigenza era semplicemente quella di tenere un diario aggiornato della ricerca condotta in cucina, con la sfida di produrre foto che documentassero il risultato ottenuto, con una attività dettata dalla passione per la cucina e con un profilo da autodidatta assoluta per la fotografia.

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Il blog è stato un biglietto da visita che mi ha aperto nuove occasioni e possibilità, prima fra tutte quella editoriale con l’opportunità di pubblicare libri di ricette su argomenti di mio interesse e da lì è partita la seconda fase in cui sono riuscita a mettere insieme la mia passione per la cucina con le competenze acquisite nel campo della formazione, che fanno parte di quella che io chiamo la mia vita precedente. Per cui adesso, oltre a consolidare l’attività editoriale, sto sviluppando docenze, consulenze e teambuilding, tutti settori in cui l’aspetto della comunicazione delle proprie competenze è fondamentale.

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Il pane: vuoi raccontarci come nasce questa passione?

Semplice curiosità, ho sempre panificato in maniera casuale, come credo molti di noi facciano, per produrre pane per me stessa. Poi un corso, organizzato nell’ambito del primo Festival internazionale di Cinema e Cibo organizzato dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con Slow Food, mi ha fatto scoprire la pasta madre, e da lì mi si aperto un mondo immenso che sto ancora esplorando.

L’esperienza editoriale: ‘La Pasta Madre’ è stato un unicum, cinque anni fa, nel suo genere. Ne ho ammirato la splendida comunicativa unita al grande rigore: impossibile non entusiasmarsi! E’ stato il mio primo acquisto in italiano sul lievito naturale, anche perché prima c’erano sul mercato solo buoni testi anglosassoni, che presto inserirò tra le recensioni. Vuoi raccontarci come è nata quest’avventura e come si è inserita nel tuo percorso?

Agli inizi del 2010 mi è arrivata la proposta di scrivere un libro di cucina, mi è stata data libertà assoluta nella scelta del tema, nei contenuti e nell’impostazione. Ho colto la palla al balzo per mettere al centro del libro quello che era la mia “ossessione”, da circa un anno studiavo e sperimentavo con la pasta madre, con l’idea di utilizzarla per ogni impasto lievitato, abbandonando il lievito di birra. Il libro ha finito per raccontare questa mia esperienza, proprio mentre la stavo facendo.

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Volevo dimostrare che è possibile utilizzare la pasta madre in tutti i tipi di lievitati in una situazione casalinga, senza attrezzature particolari, impastando a mano e con un forno domestico, tra l’altro un po’ vecchiotto.

Ancora su Antonella scrittrice: il tuo testo successivo e quello in gestazione.

Un paio di anni dopo sono tornata alla scrittura, poiché il primo libro è andato bene, ho avuto un’altra opportunità, mi è stato proposto di continuare sul tema della lievitazione, ma con il secondo libro volevo liberarmi dell’impronta della pasta madre e presentare ricette che spaziassero su tutti i fronti.

Ho scelto come tema il Kamut, impiegandolo in tutti i tipi di preparazione, compresa la lievitazione. E’ stato un po’ come un esercizio: provare ad elaborare un ricettario variegato con un elemento ricorrente.

Adesso mi rendo conto che è stato anche liberatorio, perché, sotto traccia, il mio percorso nel mondo della lievitazione con la pasta madre così è potuto andare avanti liberamente senza obiettivi. Adesso mi sento pronta a raccontare i risultati di questo lavoro attraverso una nuova serie di ricette di lievitati con pasta madre, ma molto diverse da quelle presentate finora, sono già a buon punto e ad autunno sono pronta a raccogliere i frutti di questa nuova fase.

Come i tuoi libri hanno riflettuto il tuo percorso di panificatrice e di professionista del settore?

Mi sento e sono un autodidatta assoluta e credo che i miei libri rappresentino bene questa mia caratteristica, un elemento questo che mi fa concentrare sui miei limiti, ma che utilizzo per continuare a sperimentare.

Antonella docente: raccontaci del tuo splendido Laboratorio! Come è nato e come sta evolvendo…

Con il riscontro che ha avuto il mio primo libro ho avuto sempre più richieste di tenere corsi di panificazione, un po’ in giro per l’Italia, e questo è stato un altro tassello che ha arricchito il mio percorso.

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Pur continuando a tenere corsi fuori dalla mia città, che sono una bellissima esperienza per le realtà con cui vengo in contatto, dopo un po’ ho sentito l’esigenza di avere un luogo mio dove poter decidere tutti gli aspetti dell’offerta formativa. Dove poter svolgere con maggiore comodità le mie attività editoriali e dove poter proporre non solo corsi, ma anche workshop, incontri pubblici, presentazioni di libri in modo da affrontare il tema dell’alimentazione da diversi punti di vista, anche con il contributo di professionisti del settore.

Sono al primo anno di attività e con questo spazio sto avendo la possibilità di dare vita ad un luogo che sia uno spazio di incontro, scambio e riflessione sui diversi aspetti della cucina e sto avendo l’opportunità di conoscere persone ed esperienze molto stimolanti.

Antonella professionista, chef e consulente: che percentuale occupa nel tuo quotidiano e cosa ti sta insegnando.

Direi che sta diventando una esperienza totalizzante in termini di tempo e di energie, ma la possibilità di conoscere continuamente persone nuove attraverso il proprio lavoro è una fonte di energia.

Antonella cuoca: l’evoluzione della tua cucina e le emozioni che sai tradurre. Tra sapori e racconti, che dosi sapientemente nel tuo blog.

Sicuramente rispetto a qualche anno fa è cambiata molto la mia alimentazione anche se poi sul blog cerco di mettere la parte forse più goliardica della mia cucina. In questo momento prediligo molto i sapori autentici e per niente elaborati, sono più attenta a quello che mangio e credo che comprare cibo di qualità e biologico non sia uno spreco di denaro, anzi.

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Un sogno nel cassetto?

Con l’apertura del mio laboratorio La Pasta Madre www.lapastamadre.net un piccolo sogno del cassetto si è già avverato, adesso spero che il sogno non svanisca ma che si consolidi giorno dopo giorno.

E infine, Antonella lettrice: un libro di cucina, un saggio e un romanzo. E, visto che siamo nel 2015, un blog. Cosa condivideresti?

Faccio un po’ fatica a darti un titolo di libro di cucina, la mia biblioteca culinaria spazia molto e solitamente un libro mi attrae per delle cose, un altro per altre cose. Per esempio, il libro Season/Stagioni di Donna Hay mi affascina per degli aspetti, come quelli del food styling, a volte per la freschezza di alcuni tipi di abbinamenti e sicuramente per la mescolanza della cucina asiatica con quella occidentale, ma non esaudisce molti altri aspetti che mi interessano.

Mi è piaciuto molto il tuo Erbe spontanee in tavola per la particolarità dell’argomento, ma anche perché sa darmi molti spunti della cucina naturale e vegetale oltre che sulle piante spontanee!

Leggo volentieri le riviste di cucina straniere come Delicious, Donna Hay, Jamie Oliver che adesso c’è anche in italiano, tra quelle italiane leggo cucina naturale, la cucina italiana…..e poi non ho più molto tempo per leggere purtroppo 😦

E neanche di girare la rete come facevo un tempo quando ho scoperto i primi blog di cucina che leggevo spesso come fiori di zucca, cavoletto di bruxcelles o fashion flavors

http://fiordizucca.blogspot.it/

www.cavolettodibruxelles.it/

www.fashionflavors.it/

Mille grazie, Antonella! Alla prossima!

***

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Curioso della mia libreria Anobii?

Eccone una parte: http://www.anobii.com/neofrieda79/books

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