Salsa cremosa ai ceci e siero di soia. Perché qui si cucina!

Buongiorno a tutti i  simpatizzanti della cucina an(n)archica!

Dov’è era finita Neofrieda?

A cucinare.
E non solo, ma qui si parla di cucina. Indissolubilmente legata alle mie vicende di vita, a esperienze pratiche e mondo emotivo, è vero. A incontri, relazioni, gioie e delusioni, è vero. Ma diamo a tutto il giusto spazio.

L’account è rimasto bloccato per un mese e mezzo, poi WordPress si è convinto che non sono cattiva e poteva lasciarmi vivacchiare in pace. Mi scuso per chi è passato di qui e si è trovato il commento in moderazione per giorni e giorni, o per chi ha partecipato più volte al Giovedì e l’ha trovato fermo. Riprenderò giovedì prossimo, il 7 maggio: largo al Giovedì del Libro di Cucina!
La mia penna, lo ammetto, non corre veloce. Non dipende tanto dal fatto che sto scrivendo dispense su dispense –  e presto le troverete nella sezione Materiale scaricabile, sia di questo blog, sia di Cucina Selvatica. Dipende da un mio bisogno di riflessione e di silenzio. Dalla sensazione di correre troppo, e il poco tempo che trascorro al pc ho sempre la sensazione di qualcosa che viaggia troppo veloce per i ritmi biologici di qualsiasi essere vivente. Pazientate.

Un riassunto veloce delle vicende culinarie degli scorsi due mesi.

Tanti bei progetti partiti, alcuni decollati, altri no. E va bene così.
Tante presentazioni del nostro libro, sempre associate a ricette inedite, create per l’occasione, così come tutte le volte, negli incontri divulgativi e di cucina vera e propria, cambiano sia le ricette, sia la parte teorica. Perché cambia il pubblico da un lato, cambio io dall’altro e soprattutto, da parte mia, è un piccolo gesto per ringraziare chi mi dedica il tempo di venire. Essermi per prima dedicata io a studiare e a sperimentare apposta per quell’occasione.

12 aprile, Libreria La Bassanese - Foto di Elisabetta P./NeuroPepe

12 aprile, Libreria La Bassanese – Foto di Elisabetta P./NeuroPepe

C’è stata occasione di cucinare per amici, per sconosciuti, per riunire attorno al tavolo o per un po’ di fund raising. Perché mettere le mani in pasta è pura bellezza.

SiloPromesso, cercherò il tempo nei prossimi giorni di fissare su carta per non dimenticare, per ringraziare, per onorare le persone e i cibi che abbiamo condiviso. Parto con una salsina di ceci che non è una semplice variante dell’hummus: è una vera e propria salsa..’cultured’, inoculata.

Sì, lo ammetto. Di mio ho sempre amato i cibi fermentati, ma frequentare gente pericolosa come Isabelle, Grace o tutti i fermentatori pazzi di Wild Fermentation Italia esacerba i sintomi! Si salvi chi può..Aggiungete che ho spacciato kefir, kombucha e pasta madre nel mondo intero, e che ho portato ovunque preparati a base dei suddetti fermenti, contagiando irrimediabilmente altre persone, che fomentano la mia voglia di sperimentare. Contagio letteralmente parlando, inarrestabile.

Merita un post a parte la bella serata di mercoledì scorso con Stefano Momenté e Ale Esse. Ma intanto posto questa ricettina, visto che i piatti, seppur semplicissimi, sono stati graditi e mi è stato chiesto di confezionare una dispensa.

Antefatto. Ordunque, visto che la bravissima Daria Voltazza mi ha omaggiato per ben due volte dei granuli di kefir fermentanti la bevanda di soia, detti volgarmente ‘kefir di soia’, e visto che per mesi e mesi ho sperimentato in modo an(n)archico, ho pensato di iniziare a trascrivere qualcosa in sede che non fossero appunti volanti, tetrapak, confezioni di farina del GAS, et similia. Perché due volte? Perché il primo popolo dei suddetti granuli finì nelle fauci della Nonna, che affermò: ‘Gradevole, ma dalla consistenza antipatica’. Aveva sbagliato vaso, tutto qui.

Rip

Immagine presa dal web

Fermentando la bevanda di soia otteniamo una cagliata separata da una sorta di siero. Ho usato la cagliata, dopo aver salato il kefir, per un formaggino estemporaneo, di prossima pubblicazione, e il siero avanzato, quindi già contenente sale, per una serie di preparazioni. Perché aggiungerlo a un cugino dell’hummus? Non solo per giocare con il gusto, ma anche per prolungarne il tempo di conservazione in frigo. L’avreste mai detto? Empiricamente, confrontando due campioni del suddetto cugino dopo una settimana in frigo, l’uno addizionato del magico siero, l’altro no, la differenza si è notata. L’idea mi è venuta dopo lunga frequentazione di pagine anglosassoni, tra cui questa, in cui vedevo aprire capsuline di probiotici e aggiungerli a salse grasse, tipo la mayonnaise, non solo per beneficiare dell’azione delle bestiole (piccole ❤ ), ma anche per far loro presidiare il territorio: al largo i batteri e fungazzi patogeni!

Veniamo al dunque: ecco la ricetta! Ah, il perché delle tante salse e salsine che trovate in questo blog? Mi faccio prestare le parole da Cristina L., che via mail ha condiviso: ‘ trovo molto interessanti le tue salsine, ottimo modo per rendere sfiziose molte materie prime. Alcune me le sto anche inventando, semplicemente mixando verdure fresche, mandorle o noci e un po’ d’olio. Mio marito le adora e io le trovo molto versatili, da usare sui cereali come condimento o con altre verdure fresche. Questa delle salsine per me è un’ottima idea, veloce e gustosa…perciò aspetto di conoscere l’alchimia di quelle che ci hai preparato per cena, perchè erano buonissime!

SALSA CREMOSA AI CECI E SIERO DI SOIA

Ingredienti
NB Prima di iniziare, leggete bene la Nota alle mie Ricette!
400 g di ceci secchi
80 g di nocciole sgusciate
cipolla rossa
succo e scorza di limone
siero di kefir di soia
maggiorana fresca
rosmarino
sale
olio

Foto scattata durante il diluvio, fradicia e con tutte le scusanti del caso...

Foto scattata durante il diluvio, fradicia e con tutte le scusanti del caso…

Procedimento
la sera precedente ammollate i ceci; secondo l’età degli stessi e la grandezza, occorreranno dalle 12 alle 24 ore di ammollo. Cambiate l’acqua ogni 12 ore. Ammollate anche le nocciole.
Il giorno successivo sciacquate i ceci e metteteli in pentola a pressione con acqua nuova e rosmarino. Portate a ebollizione, schiumate, chiudete il coperchio. Quando la pressione sale abbassate la fiamma al minimo, interponete uno spargifiamma e cuocete per 30-40 minuti. Spegnete e, quando la pressione è scesa, aprite il coperchio e, se siete abituati a salare, aggiungete il sale. Richiudete e lasciate riposare 10 minuti, quindi scolate e recuperate il brodo di cottura per altre preparazioni.
Lavate e mondate gli altri ingredienti; preparateli ben tritati. Scolate le nocciole e passatele sotto acqua corrente, quindi tritatele.
Lavorate i ceci con i restanti ingredienti, fino a ottenere una crema liscia e spumosa. Gustate con bruschette, verdure crude e cotte, cereali cotti per assorbimento o come ingrediente di panini e tramezzini farciti con verdure grigliate e verdure crude.

E voi?

  • Siete amanti del salsificare, con approccio anglosassone, o siete degli irriducibili roditori come me?
  • Che fermentati state sperimentando?

***

Curioso della mia libreria Anobii?

Eccone una parte: http://www.anobii.com/neofrieda79/books

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11 risposte a Salsa cremosa ai ceci e siero di soia. Perché qui si cucina!

  1. Daria ha detto:

    Un piacere rileggerti finalmente!
    Sono anch’io una grande fan delle tue salsine e questa non è da meno! Alla prossima salsa aggiungerò un po’ di siero di kefir… più o meno quanto ne hai messo in proporzione ai ceci?

    • neofrieda79 ha detto:

      Ciao cara! Ne ho messo parecchia, almeno un bicchiere e mezzo. Tieni conto che i ceci erano stati molto ben scolati. Fammi sapere se provi 🙂 un bacio!

  2. Tamara ha detto:

    Ciao Stella, bentornata 🙂
    Mi associo a Daria e propongo di aprire un Neofrieda’s sauces fansclub 😉
    A proposito di fermentazioni, io e Rodrigo abbiamo iniziato a produrre BIRRA… 😀
    Bacioni e a presto :-*

  3. isabellesiciliano ha detto:

    Bentornata 🙂
    E meravigliosa salsina ❤

  4. Ale ha detto:

    Quindi con il siero della cagliata da kefir le salse durano più a lungo? Meraviglia!!!
    Cmq io uso sempre il kefir d’acqua per cagliare il latte di soia. Mentre per i granuli di latte vaccino la trasformazione in kefir d’acqua non caglia il latte, per le bevande vegetali lo fa. Ho cagliato anche il latte di mandorla. Il risultato è stato un solo cucchiaio di yogurt ma di un buono stratosferico!
    A presto tesoro ❤

    • neofrieda79 ha detto:

      Sìì anch’io adoro gli esperimenti con le bevande vegetali! Ammetto però che la cagliata con granuli ‘puri’ d’acqua viene diversa rispetto a quella da ceppi vaccini adattati: stessa esperienza ha avuto Daria! Mi manca la tua cucina ❤

  5. Edoardo ha detto:

    Ma la nonna…! Idolo!!
    Non sapevo della possibilità di aggiungere i probiotici anche a salse tipo hummus e mayonese… ho da pochissimo iniziato a sperimentare i probiotici (chissà su consiglio di chi…eheheheh), in realtà per ora solo con ricotta di lupini e mandorle, apprezzandone il sapore e i benefici ❤ grazie per tutte queste condivisioni, mancavi!!!

  6. labalenavolante ha detto:

    Ma la nonna…! Idolo!!
    Non sapevo della possibilità di aggiungere i probiotici anche a salse tipo hummus e mayonese… ho da pochissimo iniziato a sperimentare i probiotici (chissà su consiglio di chi…eheheheh), in realtà per ora solo con ricotta di lupini e mandorle, apprezzandone il sapore e i benefici ❤ grazie per tutte queste condivisioni, mancavi!!!

  7. neofrieda79 ha detto:

    :-* grazie a te, che sei una miniera…

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