Risotto alla zucca violina e tempo di bilanci

Bentrovate e bentrovati!

La breve parentesi festiva volge al termine. Si ricomincia, arricchiti dal raccoglimento delle serate fredde e buie, talvolta condivise con persone amiche.

Più passano gli anni, meno di accorgo delle luci scintillanti. I fuocherelli discreti che risplendono nei volti degli altri, invece, mi restano dentro, riscaldanti. Qualche piccolo guizzo, qui sotto:

AlberoScalata224 sera: le dolci creature intente a montare e decorare l’Albero di Yule. Non è stato per partito preso: il 2014 e l’inizio del 2015 sono stati segnati da un po’ di vicissitudini familiari e i tempi sono stati ora compressi, ora dilatati.

AlberoScalata1Si possono attribuire tanti significati a un albero decorato. Devo dire che questo ne ha tanti, e diversi per i bambini e per me. Da un lato avevo bisogno di riconciliarmi con vecchi ricordi prima di poter godere di questo simbolo; dall’altro, ho trovato la mia dimensione annunciandolo come l’ Albero di Yule. Dono di una splendida amica, e quindi ricco anche della sua storia personale, è arrivato con un viaggio rocambolesco e per i bimbi ha avuto subito un valore immenso.

Ho parlato più volte con Ipazia, in occasione delle festività che segnano, secondo la sensibilità di ognuno, momenti di un percorso religioso o piccoli spazi di riflessione tutti umani. Il bambino percepisce in ogni caso la dimensione della festa: la serenità e la gioia che dovrebbero pervadere questi periodi dell’anno. A 6 anni, la mia primogenita dichiara senza problemi che io festeggio una cosa, il padre un’altra e lei e il fratellino festeggiano tutto. Senza angosce.

Scalata2Qui sopra, un piccolo Silvano ci dimostra l’uso della spazzola in fibra di cocco, per pulire le verdure senza sbucciarle. Vi ricordo che nella buccia troviamo importanti nutrienti e antiossidanti: perché privarcene?
Se qualcuno ha consigli per combattere la muffa, grande nemica di questi mesi, mi dica. Purtroppo, finché non ci sposteremo da qui, sarà una battaglia persa in partenza.

Scalata1E questo è stato il nostro 25 dicembre, con un pranzo semplicissimo dedicato a festeggiare il nonno, nato proprio in quel giorno!

IMG_7249Le occasioni di cene condivise non sono mancate. Io non ho variato la mia dieta e ancora una volta ho proposto agli altri di aumentare il proprio crudo nella dieta. Un simpatico giocattolo, che ultimamente va parecchio di moda, ci regala i risultati che vedete nella foto sopra. Lo trovate in rete come ‘spiralizer’ e ammetto che da un lato velocizza il lavoro, dall’altro riempie bambini e adulti di gioia infantile. Spero che la lame non mi perdano subito il filo, perché non riesco a immaginare come recuperarlo. E ho maturato una certa insofferenza per le caccavelle plasticose che finisco presto nella spazzatura.

20150101Questo il nostro risveglio la mattina di Capodanno. Ipazia ha proposto il water bar e per una buona mezz’ora lei e Silo han sperimentato la fisica delle bolle.

150105LunZuccaBucceScalataVeniamo ora a una ricettina semplice e di vecchia tradizione, perfetta da ottobre a marzo. E con un seguito partorito invece da Neofrieda, per il solito principio che in cucina non si butta via niente.

Vi parlo oggi del Risotto con zucca al forno. Nella foto sopra, potete riconoscere una zucca violina, varietà tipica del ferrarese di C. moschata. A chi non mastica il botanichese, ricordo che la zucca allungata si chiama infatti così, che si tratti della violina ferrarese, a buccia arancione, o della lunga di Napoli, a buccia verde. La zucca tonda, tipo berretta piacentina o tipo Marina di Chioggia, invece, è una C. maxima. Le differenze come consistenza e come contenuto d’acqua, nonché come sapore, sono ben note agli estimatori di questo delizioso ortaggio. In particolare, la buccia delle zucche tonde si consuma spesso, quella delle zucche allungate, a quanto so io, è sempre stata destinata al cestino dell’umido e da lì, sperabilmente, al compost. Eppure non è la prima volta che ne ricavo delizie! Una ricetta per voi, domani. Torniamo ora al nostro risotto, in una versione veloce che ci richiederà solo un po’ di programmazione. Trovarsi la zucca precotta sveltisce decisamente!

150108RisottoZuccaScalato

Ingredienti per 6-8 persone

NB Prima di iniziare, leggete bene la Nota alle mie Ricette!

750 ml di brodo vegetale*
650 g di zucca violina ferrarese già cotta al forno
500 g di riso semi-integrale**
1 porro
1 scalogno
Tocai o vino bianco di sapore simile
50 g di mandorle ridotte in farina
salvia secca sbriciolata***
olio
sale
noce moscata****

Procedimento:

mondate, lavate e tritate finemente il porro e lo scalogno. Se la zucca non è sufficientemente dolce e/o saporita, aggiungete anche mezza cipolla rossa. Saltate le verdure affettate in olio e brodo vegetale, così che la temperatura dell’olio non salga troppo. Unite la salvia e  il riso e tostate brevemente; alzate la fiamma e unite il Tocai, goccia a goccia. Se il piatto è destinato a bambini, sconsiglio di usare alcolici, anche facendo evaporare l’alcool: come misura precauzionale, è meglio non abituarli al sapore.
Schiacciate la zucca con una forchetta o, se volete un risultato più cremoso e omogeneo, frullatela. Portate il riso a metà cottura, unendo via via il brodo vegetale caldo; unite la zucca e lasciate asciugare. A cottura quasi ultimata togliete un mestolo di risotto dalla pentola e frullatelo con la farina di mandorle e un goccio di olio; se necessario, unite brodo vegetale o bevanda di soia al naturale. Unite il frullato al risotto, mantencate, spolverate di noce moscata e servite caldo.
*brodo vegetale: io ho usato l’acqua di cottura dei fagioli cannellini
** io privilegio il riso integrale, che ha tempi di cottura più lunghi e consistenza diversa. Il mio consiglio è di tenerlo a bagno nel brodo vegetale stesso per qualche ora, scolarlo, procedere come da ricetta riciclando il brodo di ammollo. Per chi non è abituato al riso integrale, meglio prevedere un semi-integrale, almeno in prima battuta: eviterete i pregiudizi
*** da autoproduzione
**** Fairtrade (CTM)

Vi aspetto domani: come avrà trasformato Neofrieda le bucce, apparentemente così coriacee?
Condividere questo risotto, semplice e tradizionale, è un modo per ricordare cene campagnole dai miei nonni, illuminate da una flebile luce, ma anche il Capodanno 2015, festeggiato con amici che sento vicini. Gratitudine.

***

Curioso della mia libreria Anobii?

Eccone una parte: http://www.anobii.com/neofrieda79/books

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8 risposte a Risotto alla zucca violina e tempo di bilanci

  1. Daria ha detto:

    Grazie cara per la condivisione dei vostri momenti così intimi… belli Ipa e Silo, quando rientrano le bimbe mostrerò loro le foto. Anche noi siamo stati benone, molto rilassati in questi giorni, senza orari e senza fretta. Oggi si riprende ben riposati e felici!
    Sempre buonissimo il risotto alla zucca, neppure io butto le bucce che mangio così o al posto dei crostini… in effetti è vero che molti la buttano e a me sembra un sacrilegio!
    Buona ripresa a voi e un abbraccio!

    • neofrieda79 ha detto:

      Speriamo di rivedervi presto! Vi abbiamo nominato un sacco di volte 😉 e sono contenta di sapere che vi siete riposati!

  2. labalenavolante ha detto:

    Che sorpresa potersi affacciare nella vostra cucina! Avrei fatto volentieri le bolle anch’io, la mattina di capodanno con Ipa e Silo ghghghgh
    Il risotto alla zucca per me è il piatto del cuore, quello che più riassume la mia milanesità tutta risottara e le origini zuccose mantovane trasmesse dalla mamma.. e infatti la zucca la mangiamo davvero in tutti i modi e soprattutto senza buttare nulla, semi compresi. Un po’ finiranno nella terra (se la zucca è buona, s’intende), gli altri li tostiamo. Uno dei ricordi più cari della mia bisnonna sono proprio le bucce appoggiate sulla stufa a legna a cuocersi.. per me una ghiottoneria! Le mangiavamo con un filo d’olio e l’origano!
    Un bacione

    • neofrieda79 ha detto:

      Grazie a te di questa condivisione! tra l’altro il mantovano è decisamente vocato per la coltura delle cucurbitacee. Che ricordi..Un abbraccione ❤

  3. Mari ha detto:

    Mi piace molto la gratuggiatina di noce moscata su questo risotto gia’ di suo delizioso. Non riconosco mai i vari tipi di zucca, so solo che quella che mi piace di piu’ ha la buccia verde: dopo averla lessata la faccio asciugare in forno con del rosmarino, ma adesso son curioso di veder cosa ci combini tu con quelle bucce!!! 😀

  4. Ciao tesoro, leggo solo ora! Sono presa con dei corsi di aggiornamento ultimamente e riesco a leggere pochissimo online. Che carini i Ipa e Silo che fanno le bolle!
    Qui da noi l’albero è sempre stato di Saturnalia e sono felicissima che se lo possano godere i bimbi. Visto che quest’anno ci siamo impegnate e barcamenate nella consegna rocambolesca, l’anno prossimo ci impegniamo a venire a vederlo di persona e magari aiutiamo nell’allestimento 😉 Per la muffa ti scrivo via email, troppo lungo, comunque noi abbiamo risolto in due modi diversi in due case diverse 🙂 Un abbraccione!

    • neofrieda79 ha detto:

      Grazie ancora! Ammetto che la mia formazione mi aveva fatto annunciare l’ Albero dei Saturnalia, ma era troppo complicato ed è diventato Albero di Yule. Ipa tra l’altro dice ‘Yuland’ 😛 Grazie anche per la mail ^_^

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