Il Giovedì del Libro di Cucina: Cibo per la pace

Un testo che profumava di interessante già dal titolo. Un dono prezioso ricevuto in una piovosa mattina di ottobre, mentre organizzavo gli ingredienti per il corso di cucina che avrei tenuto la sera.

Cibo per la pace è l’opera di un personaggio eclettico: filosofo, pianista, compositore e docente, Tuttle ha esplorato la via orientale alla spiritualità. Da monaco buddhista zen in Corea è passato al Tai Chi e poi allo yoga, proseguendo poi nell’ambito delle tecniche di meditazione e di ricerca interiore.

A questo punto, i più scettici di voi penseranno a un libello condito di massime ex cathedra, elevate e incomprensibili. Non è così. Il percorso che ha condotto l’autore a ricevere, nel 2007, il prestigioso Courage of Conscience Award di The Peace Abbey è stato complesso, variegato, coraggioso.

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Tutto quello che avreste voluto sapere sul veganesimo e non avete mai osato approfondire.
Ecco il mio personale sottotitolo a un bel librone, rigoroso e crudo, superscientifico e contemporaneamente ricco di empatia vera e profonda. Colpisce a ogni riga l’ottica compassionevole che muove la penna di Tuttle. Regala dati ferrei e riprende documenti di protocollo dei macelli e degli allevamenti, proprio per mostrare che si tratta di nuda realtà. Ma tra una citazione e l’altra emerge il suo sguardo addolorato e carezzevole. Mi sono sentita presa per mano, e invitata a sedermi lì, accanto a lui, a contemplare la sofferenza animale, umana e non-umana, e quella dell’ambiente. In un misto di dolore impotente e consapevolezza di voler annunciare a tutti, per cambiare.

Articolato in ben 15 capitoli, il testo parte con una carrellata storica sulla pratica dell’allevamento, ma anche sulla filosofia sottesa. L’autore passa dall’analisi minuziosa della fisiologia umana e dei meccanismi mentali ed emotivi della nostra specie, al resoconto dettagliato dei danni ambientali e della carneficina legati alla cultura del carnismo.
Mi ha colpito particolarmente il titolo scelto per il capitolo che dedica agli allevamenti intensivi, siano essi per l’industria dei latticini o per quella delle uova: Il dominio sul femminile.

Dopo la pars destruens, tuttavia, Tuttle ci impone un lavoro attivo per uscire dalla situazione presente. Ci indica tante strade da percorrere, per crescere nella consapevolezza, nell’empatia, nell’impegno. E in uno degli ultimi capitoli racconta in dettaglio la propria storia personale, in cui mi sono parzialmente ritrovata.

Consiglio questo libro un po’ a tutti: a chi ha già iniziato il proprio percorso, a mio parere mai terminato, nel vegetarismo – che non è solo mangiare tutto vegetale, è compassione in senso molto più ampio; a chi è titubante, ma vorrebbe compiere il primo passo; a chi non ne sa nulla e ancora non è stato coinvolto.
Vi troverete un animo forte e delicato, una voce amica che, senza colpevolizzare, e un po’ rotta dall’emozione, vi svelerà i segreti nascosti dietro la macchina sanguinosa che produce il cibo di origine animale.

Trovate qui il sito ufficiale del libro, con interessanti approfondimenti. Nell’edizione italiana, prima dell‘imponente bibliografia (imponente come piace a me, ormai lo sapete!), trovate una nota di Nanni Salio.
La traduzione e la cura del testo mi hanno piacevolmente colpita. Mi è sembrato di trovare un tocco lieve ma utile, per chi legge nella nostra lingua, a contestualizzare ulteriormente i contenuti; la resa in italiano è accattivante e scorrevole.

I dati:

Autore: Will Tuttle

Titolo: Cibo per la pace. Mangiare in armonia con se stessi e con tutti gli esseri viventi.

Casa editrice: Sonda

Anno: 2014

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11 risposte a Il Giovedì del Libro di Cucina: Cibo per la pace

  1. Daria ha detto:

    Già segnato come auto-regalo natalizio!

  2. londarmonica ha detto:

    Eh no, se è anche pianista… Devo leggerlo assolutamente!

  3. Interessante…..questo non l’ho ancora letto! Da vegana, molto interessata a Oriente e spiritualità “devo” leggerlo ^_^
    Appuntato tra i preferiti….prossimo ordine di libri lo prendo!
    Grazie per il suggerimento
    Buona serata
    Serena

  4. Dany Pepeazzurro ha detto:

    Lo prenderò quanto prima, perchè “temo” possa essere uno di quei libri cardine che potrò utilizzare per argomentare le mille domande che mi vengono fatte e soprattutto per rafforzare la consapevolezza di molte persone a me accanto, compresa la mia. Grazie, come sempre, grazie.

  5. Valentina ha detto:

    bellissima recensione, come sempre! io ti adoro, ma questo lo sai già. Per l’ entusiasmo che trasmetti, la competenza, l’ italiano corretto con cui scrivi ( non ridere, sta diventando cosa rara ). Questo libro lo compro di sicuro. P.s. la batata ripassata è buonissima.

  6. neofrieda79 ha detto:

    Sai che mi costa proprio fatica scrivere? Mi sono abituata a un mix di maghrebino e dialetto veneto meridionale sul lavoro, con incursioni nel ferrarese e nel mantovano. Aggiungi la lingua silese e quella ipaziese, come dice mia figlia, e poi capisci perché mi sento analfabeta. Sono contenta di risultare ancora un minimo capibile 😛
    La batata ha avuto uno strano successo, forse nel procedimento si sviluppa qualche funghetto 😉 sono felice ti sia piaciuta! Un abbraccio!

  7. naturalentamente ha detto:

    Un libro che ho amato, che custodisco con cura e che consulto sempre con rinnovato interesse. Ai laboratori di cucina vegan che tengo lo porto sempre con me e alla fine ogni volta leggo un passo del libro. Tutti e dico TUTTI ne rimangono colpiti. Il carisma, la passione e l’amore dell’autore saltano fuori dalle pagine e investono chiunque legga.Impossibile non fermarsi a pensare dopo aver viaggiato fra quelle pagine.
    Buona notte.
    Valentina

Mani che han lasciato un'impronta

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