L’intervista del venerdì (e gli eventi!): Salviamo Wirikuta!

Bentrovati, cari lettori an(n)archici!

Domani sarò a MiVeg a parlare di erbe spontanee commestibili, come vi ho raccontato qui. Sono emozionatissima, non vedo l’ora di incontrarvi! Ho preparato un assaggino dolce e uno salato e adesso sono qui a imballare. Trovate tutti i dettagli nell’evento Fb: ci vediamo in area workshop alle 18, non mancate!

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E ora, un invito per il week-end successivo. Un doppio invito: Ferrara e Bologna.
Sono stata infatti coinvolta come spadellatrice e chiacchierante dalle splendide donne di Salviamo Wirikuta per due incontri dedicati a conoscere la realtà del popolo Wixarika e del territorio desertico di Wirikuta, culla di biodiversità e di sciamanesimo.

Il 4 ottobre Salviamo Wirikuta propone un’apericena, contaminazione tra cucina messicana e ingredienti km zero. Ricette della sottoscritta, che oltre a essersela studiata ha avuto numerose frequentazioni con la cucina messicana. Ai primi 20 iscritti all’apericena viene offerto gratuitamente, la mattina, un corso di cucina multietnico, in cui dimostrerò e spiegherò le ricette nel dettaglio rispondendo a tutte le domande. Prima dell’apericena, un fitto programma di scambio e di racconti per inquadrare il mondo che ci parla attraverso il progetto di questa splendida associazione. Qui trovate l’evento Fb relativo a Ferrara.

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Il 5 ottobre saremo a Bologna, per un aperitivo ancora una volta fitto di riflessioni e informazioni. Non vedo l’ora! Qui tutti i dettagli.

Ma chi sono i membri di Salviamo Wirikuta e di cosa si occupano?
L’intervista del Venerdì oggi è dedicata a loro!

***

  • Buongiorno a tutte e grazie della vostra disponibilità! Raccontateci prima di tutto la vostra associazione: di cosa vi occupate?

Buongiorno cara Annalisa, e grazie a te per l’invito di oggi. Siamo Maria Mendicino, Stefania Ging e Alessandra Faustini dell’associazione “Salviamo Wirikuta”. Nel 2012 abbiamo iniziato ad appoggiare gli indios wixarika (huichol) nella difesa della loro terra sacra con la Campagna di informazione “Salviamo Wirikuta, cuore sacro del Mexico”.

Ci occupiamo della tutela e del valorizzare le antiche culture e tradizioni spirituali ancestrali, e di promuovere una maggior coscienza ecologica rispettosa della terra e degli ecosistemi.

  • Come nasce ‘Salviamo Wirikuta’?

All’inizio del mese di settembre 2011, a Estacion Catorce nello stato di San Louis Potosì in Messico si è tenuto un’incontro importante, volto a definire nuovi parametri di protezione del territorio sacro di Wirikuta. Erano presenti sessanta Wixarika, capi delle varie comunità, insieme a governativi, poliziotti, antropologi e tecnici per il rilevamento cartografico. In quell’occasione, uno dei Marakame (sciamani) presenti, don Juan Josè Ramirez, ha espresso il desiderio a di poter venire in Italia e ha chiesto alla sottoscritta Maria, in quanto sciamana occidentale riconosciuta dalla tradizione, di fare da ponte tra i due mondi: il mondo huichol e l’occidente.

Al ritorno dal mio viaggio ho coinvolto le qui presenti Alessandra, Stefania ed altre amiche e da qui ha avuto inizio il nostro operato come “Salviamo wirikuta”.

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  • Che fonti di finanziamento avete avuto finora?

Abbiamo avuto qualche appoggio economico da parte del comune di Ferrara e del Festival dei Diritti, che hanno coperto due biglietti aerei e il vitto e l’alloggio per i giorni di permanenza a Ferrara. Rimangono comunque l’autotassazione e la raccolta fondi le nostre principali fonti di finanziamento.

  • Perché il Messico, e perché il territorio di Wikiruta?

Wirikuta è stata dichiarata Riserva Ecologica Naturale e Culturale dal Governo Messicano ed è in lista dal 2004 presso l’Unesco per essere inserita come sito Naturale e Culturale Patrimonio dell’Umanità. Qui si concentra la maggior biodiversità e ricchezza endemica cactacea per metro quadrato dell’intero pianeta. Nella terra sacra di Wirikuta, il popolo wixarika compie ogni anno il Pellegrinaggio (per oltre ottocento chilometri), parte essenziale della loro identità, attraverso decine di siti naturali sacri. Dal momento che la loro lingua non ha una forma scritta, il Pellegrinaggio svolge una funzione importante a tal punto da essere definito “università itinerante mesoamericana”, ove è possibile trasmettere alle nuove generazioni un sistema di conoscenza ancestrale basato sulla natura. Wirikuta è oggi minacciata dalle imprese per l’estrazione di oro e argento e dalle coltivazioni intensive di pomodori delle imprese agro-industriali i cui progetti occupano più del 70% della superficie della Riserva Ecologica Naturale di Wirikuta, che il Governo Messicano ha loro concesso. La distruzione di questo territorio naturale sancirebbe la pena di morte del popolo Wixarika e della sua tradizione culturale e religiosa millenaria.

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  • Quali sarebbero le conseguenze ambientali di questi progetti di sviluppo?

È scientificamente documentato che tali progetti porterebbero all’esaurimento delle risorse d’acqua che non sono in grado di sopportare nuove attività. Inoltre la popolazione locale, le loro coltivazioni e allevamenti verrebbero colpiti da malattie e da una contaminazione irreversibile a causa della tecnica del taglio a cielo aperto usata dalle miniere che comporta l’impiego di cianuro e xantatos, con enormi quantità di acqua.

  • Come possiamo contribuire al vostro progetto, tramite competenze o tramite donazioni?

Se qualcuno fosse interessato a dare una mano o se volesse fare una donazione lo può fare contattandoci (salviamowirikuta@libero.it). Suggeriamo, a chi non lo ha fatto di andare a firmare la petizione e chiedendo ai propri amici di fare altrettanto:

https://secure.avaaz.org/it/petition/Wirikuta_Messico_Patrimonio_dellUmanita/?launch

  • La situazione dei bambini e delle donne. Quale la vostra esperienza?

Il livello di scolarizzazione è basso. Raramente i bambini arrivano a frequentare la scuola media, e gli abbandoni scolastici maggiori avvengono soprattutto da parte delle bambine. Nonostante all’interno della tradizione wixarika sia stata una donna a portare il popolo in salvo dai conquistadores spagnoli, indicando loro di rifugiarsi nella foresta della Sierra Madre, le donne non godono di grande libertà e sono spesso relegate alle sole incombenze del focolare domestico. La vendita del loro artigianato, assieme all’economia domestica, la svolge l’uomo ed è spesso questa mancata libertà nella gestione del denaro, che toglie alle donne la libertà. Io (Maria) durante il mio recente viaggio in Messico ho ricevuto la confidenza di diverse donne wixarika che mi esprimevano un profondo desiderio di cambiare questo sistema che non combacia con il loro desiderio di maggiore libertà ed autonomia. Sappiamo tutti molto bene quanto sia importante l’aspetto economico, poiché senza di esso la libertà non può esistere. Sarebbe fantastico se in queste realtà si potessero realizzare dei progetti di microcredito per le donne.

  • Vuoi dire che sarà uno dei vostri prossimi progetti, quello del microcredito?

In questo momento è prematuro parlare di progetto. Certo è che l’idea arrivata con questo ultimo viaggio è molto interessante e la stiamo mettendo a fuoco per capire che possibilità possono esserci.

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  • Il bene più prezioso: l’acqua. Volete raccontarcene un po’?

Il territorio dove vivono i Wixarika non conta di grandi sorgenti e fiumi, e negli ultimi anni sta risentendo molto anche dei cambiamenti climatici, che talvolta hanno compromesso il buon esito del raccolto.

Nella comunità della Laguna ad esempio la fonte di acqua più vicina è a due ore di cammino. Per raggiungerla le persone devono andare a piedi con i recipienti in mano o sulla testa. Oltre a questa fonte ci sono nel villaggio un paio di bacini che si riempiono di acqua piovana stagionalmente, ma qui la riserva è di qualche mese, senza contare che comunque si tratta di acqua stagnante. Tutta questa situazione genera problemi seri alla salute, e molti bambini all’interno delle comunità sono colpiti da malattie gastrointestinali che talvolta risultano essere mortali.

  • I Wirarika in Italia: siamo curiosi degli scambi pregressi, delle campagne precedenti

Questo è il terzo anno da quando è partita la prima campagna di Salviamo Wirikuta. In questi anni la nostra campagna di informazione è stata accolta in molte città italiane (Bologna, Milano, Roma, Verona, Sansepolcro, Courmayeur, Modena, Ferrara, ecc…) dove si sono incontrate associazioni, scuole e gruppi che hanno partecipato a momenti informativi, e culturali-spirituali della tradizione wixarika grazie alla presenza dei rappresentanti e marakame (sciamani) don Josè Ramirez e don Enrique Ramirez. 

Nel 2014, una cosa molto importante per la nostra associazione è stata la  prima edizione del “Bio Per Tutti”. Questo per noi è stato un passaggio importante perché parlare, qui in Italia, di salvare un territorio in Messico, significa innanzitutto diffondere una sensibilità verso la tutela della Terra e della vita anche partendo da casa nostra.

  • La campagna “Salviamo Wirikuta” di ottobre: vogliamo sapere tutto! Io non vi aiuto, sono emozionata di essere stata coinvolta e devo ancora riprendermi 😉

Abbiamo in programma delle iniziative molto interessanti coinvolgendo, questa volta delle nuove figure come Annalisa Malerba, una chef vegana molto in gamba (la conosci??) e Sofia Trentini dell’Associazione Donne in Campo per le iniziative di Ferrara del prossimo sabato 4 ottobre. Il programma prevede dalle ore 9.00 alle ore 13.00, presso il Fienile di Baura (FE) un corso di cucina multietnico, in cui la nostra Annalisa ci proporrà dei piatti vegani-messicani in piacevole combinazione, e che potremmo gustare la sera all’ “Aperi-cena dei diritti” (al centro documentazione donna di Ferrara). Dal pomeriggio in poi si entrerà più nel vivo della conoscenza del popolo wixarika: presso il Centro Documentazione Donna di Ferrara si potrà partecipare alle ore 15.00 alla proiezione del Film Documentario; alle ore 18:00 alla conferenza “La scelta alimentare quotidiana è l’atto più piccolo e più potente che abbiamo in mano”. Infine, a chiusura della giornata alle ore 19.30 “l’aperi-cena dei Diritti” con menù vegano-messicano a buffet.

In programma nello stesso fine settimana ci sarà poi l’iniziativa a Bologna dalle ore 19:00 in poi, organizzata assieme alla “Banda del B.U.C.O.” e all’Associazione Oltre in Via Zago, 11 (sotto il ponte di Stalingrado).

  • Come possiamo renderci utili per il tour di ottobre? Avete avuto già riscontro da parte di qualcuno?

Con la partecipazione e con la diffusione dei nostri appuntamenti presso i vostri contatti sia tramite i social network, che tramite e-mail.

Blog: http://salviamowirikuta.wordpress.com/

face book: https://www.facebook.com/SalviamoWirikuta

https://www.facebook.com/events/148721658631946/?ref=22

https://www.facebook.com/events/700650096678619/?ref=6&ref_notif_type=plan_user_invited

Ringrazio qui tutti coloro che ci hanno aiutato nella realizzazione degli eventi descritti.

Per Ferrara: il Festival dei Diritti, il Comune di Ferrara che ci ha offerto il Patrocinio, la Provincia di Ferrara, la Regione Emilia Romagna, il Centro Documentazione Donna che ci ha offerto ospitalità (http://www.cddferrara.it/index.php/salviamo-wirikuta-consapevolezza-di-genere-agri-cultura-diritto-alla-salute-4-ottobre-2014) e infine l’Associazione Donne in Campo che ha offerto i prodotti della terra utilizzati nel corso di cucina multietnico.

Vorrei ringraziare per l’appoggio e il sostegno anche il gruppo di Vandana Schiva “Navdanya”, “Seed Freedom” con il quale ci siamo messi in rete dal 2014: http://seedfreedom.in/events/incontro-salviamo-wirikuta-consapevolezza-di-genere-agri-cultura-diritto-alla-salute/

Per Bologna grazie a: Gruppo musicale Trio Arama, Banda del B.U.C.O. (??), Associazione Oltre, Giuditta de Concini e Davide Bolzoni dell’Associazione Jaya di Bologna.

  • Lasciateci un blog, un sito o una mail di riferimento, così da contattarvi agevolemente

Il nostro blog: http://salviamowirikuta.wordpress.com/

E la nostra pagina facebook: https://www.facebook.com/SalviamoWirikuta

e-mail: salviamowirikuta@libero.it

***

Quindi, che aspettate? Ci vediamo a Ferrara o Bologna, non mancate!

***

Curioso della mia libreria Anobii?

Eccone una parte: http://www.anobii.com/neofrieda79/books

Chiedi una recensione e ti sarà data!

Altre chiacchiere? Venite ad animare la pagina Fb di Passato tra le mani! Vi aspetto!

E per chi vuole le ricette direttamente in casella di posta, menù nella colonna di destra! Iscrivetevi alla newsletter, e mandatemi i vostri feed-back!

Se vi è piaciuto questo articolo, aspetto i vostri commenti qui sotto: ditemi cosa vi ha colpito, cosa avreste fatto diversamente e cosa non risulta chiaro. Attendo con ansia di leggervi!

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2 risposte a L’intervista del venerdì (e gli eventi!): Salviamo Wirikuta!

  1. Marina Zendri ha detto:

    Ciao Annalisa! Ho acquistato il tuo libro: è bellissimo, completo, competente, pieno di note interessantissime e di spunti. Volevo iniziare con qualcosa ed ho provato con la bevanda di riso germogliato. Volevo chiederti quanto ci mette a germogliare e se va bene il riso integrale, perché è da giovedì scorso che sto aspettando, ma nessun germoglio: forse sono abituata coi semi di alfa alfa che germogliano subito… o forse sto sbagliando qualcosa

    Baci Marina

    ________________________________

    • neofrieda79 ha detto:

      Ciao Marina! Sono contenta che il libro ti piaccia. Il riso integrale è certamente più lento dei semi degli ortaggi e richiede una temperatura tra i 16° e i 26°. Ti raccomando un ammollo di almeno 24-36 ore, prima di mettere a germogliare. Purtroppo è capitato anche a me che alcuni tipi di riso non germogliassero, a causa forse della lavorazione o delle condizioni di conservazione. Fammi sapere!

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