L’intervista del Venerdì: Enrico Berardi ci invita tutti a Verona!

Bentrovati e bentrovate. Bentrovati soprattutto ai genitori che non smettono di porsi domande. E i genitori erbivori, di sicuro, sono della razza di quelli che non smettono!

Tuttavia, sarei felice di rivolgere l’invito di oggi soprattutto a chi sente dentro di sé l’esigenza di approfondire la fisiologia della propria natura di umano mammifero, sostanzialmente erbivoro/frugivoro, ma si è appena avvicinato all’alimentazione vegetariana/vegana o non si è ancora appropinquato.

Forza, allora: chi ancora non si è iscritto al 2° Incontro Nazionale di ‘Bimbi sani e veggy ❤ ‘ è ancora in tempo per farsi avanti! E vorrei invitarvi con le parole dell’organizzatore, Enrico Berardi, che considero un Maestro e un amico.

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  • Buongiorno Enrico, e grazie per il tempo che ci dedichi. Come è nata l’idea del convegno?

Buongiorno Annalisa, grazie a te. L’idea del convegno è nata lo scorso anno, pochi mesi dopo la fondazione, da parte della pediatra Carla Tomasini, del gruppo fb “Bimbi sani e veggy”, con l’intento di aprire un tavolo di confronto e discussione tra genitori di bimbi vegani e appassionati o esperti di alimentazioni vegane. Il gruppo ha avuto un enorme successo, e oggi conta più di 3200 iscritti. Conversare via web, naturalmente, promuove anche le amicizie, seppur virtuali, e stimola anche la curiosità reciproca. Abbiamo allora pensato di conoscerci di persona, per quanto consentito dalle distanze nazionali. Nell’incontro dell’anno scorso, ad Ancona, pianificammo una serie di relazioni scientifiche tenute da specialisti diversi, e aprimmo l’incontro a tutti. Riscuotemmo un ottimo successo, consolidammo le amicizie e ne avviammo di nuove. Anche la nostra pagina ne trasse utili frutti, e cominciò a registrare incrementi di iscritti mai visti sino allora. Decidemmo quindi di farne un appuntamento annuale, alternando le sedi per cercare di rappresentare, di volta in volta, le diverse grandi-zone italiane.

  • A chi è rivolto il convegno? E’ circoscritto ai soli membri del gruppo Facebook ‘Bimbi sani e veggy ❤ ‘?

Anche quest’anno, a Verona, il convegno sarà aperto a tutti. Il programma è pensato sia per i genitori di bimbi vegani, ma anche per coloro che auspicano di modificare la propria dieta orientandosi verso diete più etiche e sostenibili; molti di tali genitori hanno urgente necessità di ricevere sostegno solidale e indicazioni tecniche.

  • Vuoi raccontarci meglio l’organizzazione della giornata di sabato? Quali sono i costi per chi desidera partecipare?

Il convegno si terrà il 20 settembre 2014, ed è è gratuito. Si articolerà presso il Centro Servizi Formativi (CSF) di Via Cavalcaselle 10, a Verona.

Chi desideri fermarsi a pranzo potrà farlo a un prezzo di 15 euro (bimbi 10), naturalmente dopo aver prenotato.

Chi abbia dei bimbi e desideri inserirli in un asilo potrà segnalarlo. Se raggiungeremo le 10-15 richieste, i piccoli saranno affidati a una maestra d’infanzia (i prezzi saranno modici)

  • Cosa proponi per la mattina della domenica?

Il giorno 21, domenica, si può frequentare un corso di cucina vegana, tenuto da uno chef professionista, al costo di 30-40 euro, secondo gli iscritti. Occorre naturalmente prenotarsi.

  • E’ necessario prenotarsi, come e per quali iniziative?

Come detto, occorre prenotarsi per il pranzo, per un’eventuale assistenza ai propri piccoli (asilo), e per il corso di cucina del 21.

  • Prevedi di registrare il convegno, almeno in parte?

Abbiamo intenzione di eseguire riprese video, e stiamo organizzando le operazioni necessarie..

  • Ci racconti qualcosa sulla struttura ospitante?

La struttura ospitante appartiene al Centro Servizi Formativi (CSF) di Verona, più noto come Istituto degli Stimmatini. Questo Centro si dedica ai servizi di formazione professionale e culturale per adulti. Lo abbiamo scelto perché ha eccellenti strutture, tra cui un bellissimo auditorium con 200 posti, un refettorio, diverse salette di servizio, una splendida cucina didattica.

  • Quale dovrebbe essere il significato del convegno e cosa ti aspetti?

In primo luogo mi aspetto un bel momento di amicizia e di confronto per tutti. Poi un’interessante crescita conoscitiva, in virtù anche dell’eccellenza dei relatori invitati. Infine, mi aspetto un miglioramento delle conoscenze tecniche relative all’allevamento e alla crescita dei bimbi vegani e delle loro alimentazioni, con – speriamo – un bel guadagno in sicurezza e disinvoltura da parte di tutti quei genitori ancora incerti nei confronti delle alimentazioni vegane.

  • Quali sono stati i criteri che ti hanno guidato nella scelta dei relatori? Vuoi anticipare qualcosa su di loro?

I relatori sono tutte personalità eccellenti, ciascuna nel proprio ambito. Il dottor Giorgio Fabbro è un ottimo nutrizionista di ultima generazione, molto ferrato in alimentazioni vegane per sportivi, un tema che dovrebbe incoraggiare anche i genitori più titubanti nei confronti delle diete vegane. La dottoressa Isabella Siciliano è oggi una delle massime nutrizioniste italiane: vive e opera in Piemonte, ed è anche lei una specialista di ultima generazione, splendida per le alimentazioni cosiddette “naturali”, infantili e adulte, piena di buon senso e sensibilità. Il prof. Leonardo Pinelli è una delle massime autorità pediatriche vegane nazionali, punto di riferimento per centinaia di famiglie italiane. Non credo occorra aggiungere altro sul suo conto. Le dottoresse Annalisa Cazzadori e Morena Cortesi, pedagoghe, ci racconteranno di un’interessante asilo infantile vegano, proprio nella città di Verona, e serviranno da esempio a tutti i partecipanti, spesso smarriti di fronte alle impreparazioni croniche delle nostre istituzioni scolastiche. Annamaria Manzoni è una brillante filosofa morale, che ci racconterà degli speciali feeling che i cuccioli dei fratelli-animali sanno intrattenere coi nostri piccoli. Concluderanno la giornata due relatori di eccezione: Annalisa Malerba, che credo tu conosca… ahahahah! Sono certo che saprai trasmetterci almeno un briciolino delle tue formidabili conoscenze sulle erbe spontanee, e sul loro utilizzo nelle nostre alimentazioni vegane. Sono anche certo che la tua relazione (ri)avvicinerà alla campagna e alle erbe spontanee più di una famiglia. Ultimo, ma non meno importante, il dottor Gennaro Muscari Tomaioli, omeopata vegano e studioso di medicina olistica. Mi auguro che quest’ultima relazione possa favorire l’avvicinamento di molte famiglie verso terapie prive di effetti collaterali ed efficaci sui nostri corpi sottili, così fortemente coinvolti nella gran parte delle malattie.

  • Ci sarà spazio per un dialogo con il pubblico?

Naturalmente… Dopo ciascuna relazione vi saranno 15-20 minuti per porre domande al relatore di turno e poterle discutere.

  • Come ti è stato possibile proporre gratuitamente un convegno di questa portata?

Abbiamo ricevuto supporto finanziario da due aziende meravigliose: 1) la ditta “Nuovo Mulino Rosso” di Verona (farine integrali e biologiche) e 2) la ditta “Luzi” di Senigallia (farro e cereali biologici, paste alimentari biologiche, alimenti vegani e insalate di farro pronto-uso).

Grazie di cuore a questi cari sostenitori.

  • Come hai fatto a organizzare un evento così rilevante?

Mi auguro davvero che lo sia…! Abbiamo avuto un anno di tempo per organizzarlo e, come puoi immaginare, io sono solo il coordinatore di un bel gruppo di attivisti e volontari. Ricordo in primo luogo, e ringrazio di cuore, le veronesi dottoresse Annalisa De Pasquale e Margherita Sperotti, senza il cui aiuto non avremmo combinato granchè. Ricordo anche la nostra fondatrice, dottoressa Carla Tomasini che non ha mai smesso di sostenere questa iniziativa. Fondamentale è stato poi il grande aiuto organizzativo e logistico dell’Associazione Verona Vegana Antispecista, co-promotrice del convegno. Gli attivisti di questa associazione proseguiranno l’impegno aiutandoci, durante il convegno, a servire i pasti, a vendere i libri, e a promuovere il veganismo con materiale promozionale. Per concludere, ringrazio di cuore la dottoressa Arianna Trombini, per lo studio grafico della locandina, e tutti i relatori, per la loro disponibilità a titolo gratuito.

  • Parliamo un po’ di te. Come concili i tuoi interessi poliedrici con la tua attività accademica?

Sono sempre stato critico nei confronti del nostro sapere “frantumato”, non perché si possa fare a meno degli specialisti, indispensabili in ogni ambito del sapere, ma perché trovo che le specializzazioni si muovano all’interno di un orizzonte esclusivamente tecnico, e abbiano perduto un orizzonte di senso. Muoversi orientati dal senso significa che ogni agire dovrebbe essere indirizzato verso il bene dell’umanità nella sua interezza e integralità. La natura è un universo di legami inseparabili che andranno trattati come un tutto, e non, invece, come un semplice deposito passivo di materie prime e di ricchezze diverse, come siamo ormai abituati a considerarla. La conquista ecologica del pensiero fatica a tradursi in cultura diffusa e tarda (purtroppo) a entrare nel cosiddetto senso comune. Negli anni ’30 del 900, un grande filosofo sostenne che “il radicarsi delle scienze nel loro fondo essenziale si fosse già inaridito e spento”. Saperi senza domande, insomma, mancanti di un pensiero che faccia da sfondo. Divenuti semplici strumenti di calcolo e di dominio su frammenti separati della natura, sempre meno capaci di parlare il linguaggio universale della complessità del vivente. E’ opportuno, secondo me, adoperarsi per rimuovere gli ostacoli che si frappongono alle azioni necessarie per riunificare il sapere.

Sono un genetista e biologo molecolare dei lieviti e, oltre ai miei corsi canonici di microbiologia e genetica microbica, partecipo come docente e supervisore a un dottorato di ricerca dal titolo “Alimenti e salute”, in cui propongo un corso dal titolo “Alimentazione, alimentazioni”, che riscuote un certo successo. Come appassionato di filosofia poi, tengo un corso non obbligatorio di Etica Agraria, frequentato da ca. 30 studenti ogni anno. Devo proprio dire che questa è un’attività che mi stimola e mi diverte.

  • Ci vuoi raccontare brevemente la tua esperienza di padre e la tua proposta di non-violenza, a partire dalla tavola?

Grazie della domanda. L’esperienza di padre è stata meravigliosa e pregnante. Andrea e Chiara, i miei figli (14 e 12 anni), hanno stimolato ogni mia curiosità relativa alle diverse facce della crescita. Sono stati allattati per oltre due anni, hanno sempre dormito con noi genitori e non abbiamo mai lasciato che piangessero. La dieta non era ancora vegana, ma “naturale”. Introducemmo i cereali integrali, montagne di frutta e verdura, pochissimi condimenti, e ci sensibilizzammo agli alimenti non-acidificanti, secondo le modalità descritte dalla dottoressa Kousmine e dal dottor Muramoto. Gli ex piccoli ora consumano pasti vegani con me e vegetariani, o quasi, con la mamma. Amano quasi tutti i sapori, consumano frutta e verdura e, anche se con gli amici fuori di casa hanno diete più concessive, non conoscono le bevande gassate e gli alimenti del supermercato.

La non-violenza, quella attuata da bapu Ghandi in particolare, ha sempre esercitato su di me un fascino assoluto. Dopo i tumultuosi anni settanta, nei quali ero coinvolto nei movimenti politici studenteschi, scoprire Gandhi è stata per me un’illuminazione. La satyagraha, cioè la resistenza all’oppressione tramite la disobbedienza civile di massa che ha portato l’immensa nazione indiana all’indipendenza da uno degli Stati più potenti del mondo, rimane un esempio unico nella storia, che ci insegna come solo attraverso la pace e il pacifismo la Terra potrà sostenere un’umanità così varia e complessa, vocata al dialogo e non alle guerre. Sono persuaso che la non violenza vada esercitata ed espressa anche a partire dalle piccole cose che ci circondano: dalle relazioni umane, dai dialoghi, dalla predilezione degli incontri rispetto agli scontri. E sì, anche dal rispetto dei nostri fratelli-animali, quindi anche a partire dalla tavola. Vengo dalla Sardegna, e so cosa abbia significato per questa terra l’allevamento animale, proprio in termini di sostentamento. So anche che l’uccisione di un animale era comunque rara, e mai vissuta con leggerezza. Essa avveniva solo per necessità familiari. Prima di sacrificare un agnello, ogni pastore recitava una preghiera a Dio, per connettere quel sacrificio a una necessità. Quando ero bambino, queste cose avvenivano ancora ovunque. Niente a che fare con l’odierna industria della morte, nella quale quotidianamente mettiamo in atto un’uccisione industrializzata e detestabile di miliardi di animali, dai pesci ai mammiferi. In un’epoca in cui il 98% dell’umanità potrebbe consumare solo alimenti vegetali, ormai ottenibili ovunque, dai poli all’equatore, il mondo occidentale deve fronteggiare la gravissima emergenza delle malattie croniche, per lo più strettamente associate a diete onnivore ormai giudicate pericolose dai medici, e non sostenibili dagli ecologi.

Ancora grazie per la tua disponibilità e per questa bellissima opportunità! E grazie alla Dr.ssa Carla Tomasini per aver voluto condividere nel quotidiano la sua esperienza di professionista e di madre.

Allora, cari lettori, ci vediamo a Verona?

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2 risposte a L’intervista del Venerdì: Enrico Berardi ci invita tutti a Verona!

  1. Suaviter ha detto:

    Buongiorno. 

    Ho letto con interesse l’articolo.

    Delizioso, il passaggio in cui Lei dice di non aver mai fatto piangere i bambini. 

    Sono una rigorosa vegana, antispecista. Vivo in Sardegna. Sto cercando vegani per “veganizzare” un territorio appartenente ad un’unica famiglia ove ho acquistato un appezzamento. Darò in donazione una porzione del medesimo a chi (vegano) vorrà gestirlo con me, fosse pure a distanza. Nello stesso territorio forse acquisirò un’antica casa di famiglia che vorrei destinare allacucina vegana. I proprietari hanno agito per stabilirvi il divieto di caccia ma non ce l’hanno fatta. Sto sperando di incontrare vegani che siano interessati. Mi rendo conto della distanza! Chi vi sta scrivendo giudica una tragedia l’essere nata in questa isola (sono barbaricina e vivo a Cagliari città che non mi è mai piaciuta) ma ho accettato il fatto, capirò un vostro eventuale disinteresse.

    Non è necessario rispondermi, se non avete tempo da dedicarmi.

    Cordialità.

    Maria Antonietta Cucca.

    Sotto, i profili in cui ho pubblicato la notizia dell’evento di verona

     

     

    https://www.linkedin.com/profile/view?id=146853104&trk=nav_responsive_tab_profile https://twitter.com/BrbMaria https://plus.google.com/u/0/112873105536187078182/posts  

     

     

     

     

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