L’intervista del Venerdì. Stefania: una tesi di master su vegetarismo e DCA

Bentrovati!

Spero che la pausa estiva sia stata un momento di stacco rispetto alla routine quotidana. Un viottolo mentale in cui passeggiare, guardare, riflettere. A brevissimo vi racconteremo della nostra fugace passeggiata oltre i soliti percorsi. E qui si cresce, ora piano piano ora troppo velocemente.

IMG_6110Nelle scorse settimane avevo postato un’intervista in Fb. E vi avevo un po’ raccontato la storia: Stefania, una carissima amica, sta lavorando alla propria tesi di master e cerca testimonianze di vita vissuta.

Ha acconsentito a raccontarci direttamente le motivazioni e ora potete leggere la sua voce e guardarla in faccia. Mi emoziona postare qui la sua presentazione, in quanto porto vivo in me il ricordo di momenti felici e riflessioni, sogni e decisioni. Sono passati più di dieci anni, e i nostri rispettivi contesti di vita sono cambiati, ma non l’ammirazione e l’affetto reciproci. Ora lascio davvero la parola a lei!

Per voi, un invito: condividete il più possibile quest’intervista, che resterà anonima. Stefania è una professionista seria, una scienziata pura e merita di poter svolgere il proprio lavoro al meglio, ovvero con un campione scientificamente valido. La scadenza è per il 15 settembre.

Mi chiamo Stefania, sono una psicologa clinica anche se di fatto non esercito ancora la professione, ma mi occupo a tempo pieno dei miei due figli e continuo a studiare.
Spinta dalla mia storia personale, mi sono interessata sempre di più all’alimentazione, ai disordini alimentari, alla gestione del peso corporeo, al rapporto con la propria immagine.
Dal gennaio 2012 sono vegana, il che mi ha portato pian piano a considerare l’alimentazione in una cornice più ampia e a cogliere le grosse contraddizioni legate al nostro ruolo forzato di consumatori. Al momento sto preparando una tesi per un master sui disturbi alimentari e sto cercando di capire in che modo le scelte etiche possano influenzare le storie di vita di chi soffre di  un disordine alimentare. Pur non potendo definirmi un’esperta, ho una mia opinione in proposito e sono grata ad Annalisa che, ospitandomi nel suo apprezzatissimo blog, mi permette di esporla.

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In sintesi, io credo che scegliendo di alimentarci in modo etico, abbiamo la possibilità di  tornare ad una dimensione più umana nei rapporti con l’altro – e il concetto di altro a questo punto si fa più ampio, includendo le altre specie –  e con noi stessi. Possiamo connetterci alla parte bella del mondo e delle persone, riconoscere che la vita è sacra, la felicità è concreta, e il cibo nutre non solo il corpo ma anche la nostra interiorità (spirito, anima o comunque vogliamo chiamarla). Nel momento in cui ci rendiamo conto di non poter più accettare di mangiare a spese della sofferenza di esseri senzienti, scopriamo anche che la nostra vita stessa è da rispettare, che non possiamo alimentarci in un modo che ci porti sofferenza, e molti comportamenti autolesivi – mangiare fino a star male, vomitare, affamarsi fino a morire – non hanno più senso di esistere. Nella realtà le cose non sono così lineari, perché è la nostra parte non razionale ad avere il timone e il comportamento alimentare è solo il sintomo di un disagio emotivo ben più profondo, ma l’impatto emotivo di una scelta etica convinta può essere abbastanza forte da scardinare qualche abitudine insconscia, dannosa e arrugginita.
Mi chiedo se in un percorso di guarigione da un disturbo alimentare si potrebbe far leva su questi aspetti, mi chiedo se una riflessione più ampia su come, cosa e chi mangiamo potrebbe aprire una nuova porta sul mondo, per chi si trova bloccato su una strada che gira in tondo. Me lo chiedo, ma soprattutto lo chiedo a chi si è trovato o si trova nelle maglie di un disordine alimentare ed ha prima, durante o dopo, compiuto una scelta etica come quella vegana.
Ho preparato una breve intervista a cui si può partecipare in forma assolutamente anonima e volontaria.
Ringrazio di cuore chi leggerà le mie parole, chi vorrà rispondere al questionario, e soprattutto ringrazio di nuovo Annalisa, che mi sostiene e che rende il pezzetto di mondo che le compete profondamente bello e sereno.

Mille grazie a te, Stefania! E in bocca alla lupa per il tuo splendido e appassionato lavoro!

***

Curioso della mia libreria Anobii?

Eccone una parte: http://www.anobii.com/neofrieda79/books

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4 risposte a L’intervista del Venerdì. Stefania: una tesi di master su vegetarismo e DCA

  1. Dany Pepeazzurro ha detto:

    Passo, leggo, studio e assimilo in modo sempre silenzioso… Ma questa volte devo rendere omaggio in modo pubblico al lavoro encomiabile che sta portando avanti Stefania. Ho collaborato appena hai esposto la tua richiesta su Facebook. In modo istantaneo! Ora, leggendo le parole di spiegazione di questa ammirabile (davvero, senza perbenismi, ne sono profondamente convinta) psicologa, non mi resta che annuire, poichè mi trovano totalmente d’accordo.
    Stefania, spero che tu riesca a raggiungere un campione scientificamente valido: il tuo lavoro è importantissimo.
    Annalisa: grazie. ❤

    • Stefania ha detto:

      Grazie di nuovo Daniela, il tuo contributo mi ha dato molto davvero. Devo chiarire che non sto svolgendo una vera e propria ricerca con metodo scientifico. La mia è una tesi “compilativa” a cui voglio aggiungere le testimonianze di chi ha vissuto o vive sulla propria pelle l’esperienza di un dca e allo stesso tempo ha scelto di rivoluzionare la propria cultura alimentare. Il valore di queste testimonianze in questo momento, per me, ha più peso della migliore statistica, perché si tratta di capire verso cosa tendere e come. Mentre lavoro alla tesi, mi diventa sempre più chiaro che, se c’è una determinante psicosociale su cui intervenire al fine di abbassare l’incidenza dei dca, questa è lo stile alimentare collettivo. Viviamo in un ambiente alimentare tossico ed è ora di respingerlo, e chi legge questo blog lo sta già facendo. Io sono qui per imparare, perché già nella mia modesta esperienza ho percepito che alle terapie classiche (affrontate di persona e studiate) manca qualcosa, ma è importante sentire altre voci. A presto e grazie di cuore di nuovo.

  2. neofrieda79 ha detto:

    Grazie a te, cara..arrivo anche sulle altre! Le tue parole mi toccano nel profondo e sono sicura che anche Stefania trarrà un incoraggiamento importante! un abbraccio forte forte, tanto noi ci vediamo presto ❤

  3. neofrieda79 ha detto:

    @Stefania: sono d’accordo che in questa fase si tratta di Case Report. Ma non per niente il Case Report è contemplato pure negli studi scientifici. Consapevolezza,stai facendo un ottimo lavoro!!!

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