L’intervista del Venerdì: Simona e ‘Menù Vegano’

Bentrovati, cari lettori!

Avrei migliaia di racconti da fissare, ma quando si deve scegliere tra vivere e vivere per raccontarla non ho dubbi. Prometto di tornare presto!

Vi lascio con l’intervista a una splendida coppia e al loro bel progetto: fatevi sentire numerosi!

Vi ricordo che erano stati loro gli artefici dell’interessantissimo e partecipato convegno di Salò, organizzato il 9 marzo scorso.


1. Buongiorno Simona! So che lo staff di Menù Vegano sta lavorando
 
alacremente: che invito ci rivolgi?

Attualmente stiamo organizzando la realizzazione di un banchetto informativo, circa lo stile di vita vegano, da posizionare all’interno della 16^ edizione della BIO FESTA di Polpenazze del Garda. Una festa che ogni anno accoglie migliaia di persone, si sviluppa per tutte le vie del Paese e dura quattro giorni. Stiamo inoltre contribuendo per la realizzazione, presso la BIO FESTA, di un ristorante vegano che verrà realizzato da un ristoratore. Per quest’anno lo spazio vegano sarà limitato a queste sole offerte sperando di riuscire a crescere ed ampliare l’area vegana nelle future manifestazioni.

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Il nostro progetto nato un anno fa, ha come obiettivo quello di divulgare uno stile di vita vegano, iniziando dalla ristorazione perché è nella scelta del cibo il primo passo verso l’essere vegano, perchè è il cibo la prima causa di sofferenza, propria e altrui. Ci nutriamo scegliendo senza sapere di cosa il nostro corpo ha bisogno e quindi senza riuscire a vedere quello che c’è nel piatto e ci limitiamo a dire se è buono o non è buono. L’ignoranza ci rendo cechi e insensibili.

Abbiamo scelto di proporre l’aggiunta di un menu vegano ai ristoratori tradizionali per penetrare quel mondo ancora inconsapevole e per rispondere ad una esigenza dei vegani di poter mangiare vegano ovunque.

Il nostro invito è quindi di non fermarsi ad ascoltare false verità divulgate dai mass media. Ricercate la verità, non siate vittime e complici della sofferenza; ovunque siate domandate senza timore cibo privo di prodotti animali; domandate cappuccini, cioccolate con latte di soia; non accontentatevi di una insalatina, domandate pizze vegane magari chiedendo di farvi delle modifiche dal menu. Perché solo così i ristoratori potranno accorgersi che il cambiamento è iniziato, che siamo in tanti a sapere e che si devono adeguare acquistando nuovi prodotti più salutari per il benessere nostro e dell’ambiente.

2. Ora siamo curiosi di voi: la vostra storia in due parole, chi siete e cosa fate?

Siamo una coppia che circa 15 anni fa ha iniziato quello che noi chiamiamo il ‘percorso della consapevolezza’. La consapevolezza di quanta sofferenza l’uomo genera in ogni atto della sua giornata. Atti inconsapevoli perché il nostro agire è frutto di un insegnamento che per generazioni e generazioni ha ignorato ogni altra forma di vita se non per servirsene credendo che fosse l’unico modo per la propria sopravvivenza. Così i nostri genitori svolgendo il loro ruolo con amore, e ignari degli sbagli, ci hanno trasmesso abitudini e certezze errate e dannose per ogni forma di vita e quindi anche la nostra.

4. Quali progetti per il futuro?

Il voler vedere un cambiamento generale della società verso uno stile di vita vegano. Siamo ottimisti nel credere che ogni individuo primo o poi inizierà il percorso della consapevolezza, ognuno con motivazioni diverse, e intanto cerchiamo di contribuire ad innescare input consapevoli, perché ciò che conta è iniziare il percorso, è riuscire a vedere, è voler sapere e capire. Quindi cerchiamo di divulgare, sfruttando ogni occasione: il convegno di Salò è stato un contributo di consapevolezza così come le bancarelle informative. Alla prossima presso la festa BIO di Polpenazze del Garda che si terrà dal 1 al 4 agosto 2014 ove sarà presente anche un’offerta di ristoro vegano, la prima credo del Lago di Garda all’interno di una festa tradizionale.

Le idee per il futuro sono molte, essendo poi un’insegnante, molti sono i progetti presenti nella mia testa, spero di riuscire a realizzarli in quanto credo nelle generazioni future quale base per una società migliore. Te ne accenno solo uno, eliminare i distributori di bottigliette di plastica di acqua minerale nelle scuole. In che modo? Sono una insegnante di economia e quindi programmando un progetto pluridisciplinare di economia sostenibile che preveda la realizzazione, da parte degli alunni, di un bilancio ambientale legato ai consumi di bottigliette di plastica annui di una scuola per far conoscere l’enorme e inutile danno ambientale. Progetto che si dovrebbe concludere con la richiesta al Comune di installare un depuratore di acqua, così come si trova in alcune piazze, per una distribuzione gratuita di un bene comune accessibile con borracce proprie e riutilizzabili.

Mille grazie per il vostro infaticabile lavoro, e in bocca alla lupa!

***

Curioso della mia libreria Anobii?

Eccone una parte: http://www.anobii.com/neofrieda79/books

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