Il Giovedì del Libro di cucina: Solanina. Mangiare patate senza mal di pancia.

Bentrovati, cari lettori!

Daria ci presenta ‘Pasta Madre’ di Riccardo Astolfi. Andatela a trovare!
Caterina dedica un post a ‘Se niente importa’. Chi l’ha letto?

Vi presento un libretto tascabile che per me riveste grande importanza. Un piccolo gioiello di rigore scientifico, dal volto di Giano Bifronte: alterna paragrafi dedicati allo specialista, in cui dettaglia i metodi analitici, e box dedicati ai profani, in cui cerca di rendere appetibili concetti di biochimica e di chimica alimentare.

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Sono legata a questo testo perché lo attendevo a fine 2012: in una delle tante occasioni in cui ho avuto il piacere di sentir parlare Massimo Angelini, del Consorzio della Quarantina, egli annunciava proprio la prossima uscita di questa ricerca. E la solanina è uno dei tormentoni per chi si occupa di alimentazione. Vi ricordo che le patate in particolare, e le solanacee in generale, sono state demonizzate da un certo filone di cultura macrobiotica e vengono escluse da alcuni regimi, compresi quelli proposti da alcuni specialisti del Progetto Diana.

L’autrice, una biologa libera professionista, ci introduce il problema solanina con tanto di riferimenti dettagliati. Racconta poi la ricerca condotta sul campo da lei stessa, riguardante varietà tradizionali e varietà commerciali, analizzate in diverse situazioni di coltivazione, stoccaggio e lavorazione.

Documento acquisito

Terminano l’opera tre appendici: nella prima, Linda Sacchetti dettaglia i metodi analitici da lei usati; nella seconda, lascia la parola a ricercatori senesi quanto alla formazione di acrilammide, altra sostanza tossica molto dibattuta. Nella terza, scienziati peruviani raccontano del chuño, antico sistema di conservazione delle patate mediante essiccazione condotta in condizioni particolari – ho avuto il piacere di osservare un prodotto dal vivo e vi consiglio una breve ricerca in rete, vi incuriosità!

A chi consiglio il libro? Io direi a tutti. E’ vero, all’inizio storcerete il naso di fronte a un testo che vi apparirà tecnico e scarno. Ma credo che l’educazione alimentare passi anche attraverso una cultura della ricerca bibliografica e un po’ bel po’ di tempo da dedicarvi, contrapposto al mordi-e-fuggi cui i motori di ricerca e gli articoli divulgativo-bufalotti ci han abituato.

I dati:

Autrice: Linda E. Sacchetti

Titolo: Solanina. Mangiare patate senza mal di pancia.

Casa editrice: Pentagora

Anno: 2013

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L’iniziativa del Giovedì vuol essere anche un cammino condiviso con il gruppo Facebook ‘Genitori Veg’. Io e le amministratrici riteniamo infatti che la recensione di testi di cucina e/o di nutrizione possa interessare ai genitori che nel gruppo chiedono e portano consigli, referenze e confronto.

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Ti aspettiamo!

***

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Eccone una parte: http://www.anobii.com/neofrieda79/books

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5 risposte a Il Giovedì del Libro di cucina: Solanina. Mangiare patate senza mal di pancia.

  1. Isabella ha detto:

    Questo mi interessa molto. Berrino però le sconsiglia perchè sono ad alto IG (cosa che non condivido) e interessante invece che siano uno dei pochi amidacei largamente tollerati anche nella terapia Gerson 😉
    Mi tocca l’acquisto! Grazie come sempre 🙂

    • neofrieda79 ha detto:

      Grazie a te, invece..leggendoti mi sono resa conto di essere stata confusa: l’intento era mettere il dubbio sia sui parametri di pericolosità della solanina, sia sulle patate per se. Che sono state demonizzate spesso e volentieri. Non certo dalla FAO, che le considera una risorsa e una volta tanto ha ragione 🙂
      D’accordissimo su Berrino. Però è interessante vedere che nel sito ufficiale di Progetto Diana viene consigliato di consumarle, come le altre solanacee, in quantità moderata; le persone che sono state coinvolte nel progetto – e qui ti racconto cosa mi è stato riportato – si sono viste proibire la patata, designandola come ‘veleno’. Ti parlo anche di professionisti, non della casalinga che ha frequentato la II elementare. E che si è visto demolire la patata, per la solanina e per un’altra serie di motivi, alcuni fantasiosi se letti da un agricoltore, da parte di medici e ricercatori. La mia sensazione è che anche nell’ambiente – non per criticare, ci mancherebbe – ci siano correnti, paure, personalismi.

  2. Daria Voltazza ha detto:

    Molto interessante, in effetti su questo argomento se ne sentono sempre di tutte, lo cercherò anch’io! Questa settimana ci sono anch’io e visto l’avvicinarsi del PMDay propongo il nuovo libro di Riccardo Astolfi sulla pasta madre: http://www.goccedaria.it/item/pmday14-fermenti-in-biblioteca.html

  3. letissia ha detto:

    Grazie della recensione, cara. L’argomento del libro è decisamente interessante, mi darò da fare per averlo.
    P.S. Quaggiù, per tradizione, secchiamo al sole melanzane, pomodori e peperoni 😉

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