Farifocaccia al cavolo cappuccio e ricordi politicamente scorretti del w-end!

Buongiorno a tutti!

Ricetta promessa già da quest’occasione, piano piano arrivo. Altro non è che la variante ennesima della farinata, o padella di ceci o farifrittata che dir si voglia. Ma con lo zinco regalato dalla farina di mais, e la fibra solubile data dalle verdure!

fariFG1 Prima, però, voglio condividere qualche tocco dello splendido week-end passato. E snocciolare un paio di frasi politicamente scorrette, così non dite che sono sempre Peace&Love e che vivo con la testa nell’Iperuranio. Ho accuratamente dimenticato quasi tutto di filosofia e lascio certi ambienti – l’Iperuranio, dico – a chi ha la cultura per affrontarli!

Quindi, leggendomi
1. sarete d’accordo con me
2. mi toglierete definitivamente dalle vostre amicizie
3. mi consiglierete strategie comunicative diverse – le imparo volentieri.

Vediamo che rischio!

Sabato 5 aprile, lo sapevate, tutti a Rovigo! Vi avevo invitato a presenziare raccontandone qui. L’organizzazione è stata impeccabile, il locale accogliente, la cucina superba. C’erano anche piatti crudi, sì! Ancora un grazie alla bravissima Debora e all’organizzatrice, Arianna, autrice della foto sotto. E grazie anche a tutti i partecipanti, vivacissimi. Non ho smesso un attimo di chiacchierare! E ho pure avuto un attimo a tu per tu con il boss, da non credere!

Sopra vedete Enrico, che ha sostenuto quasi tutta la serata da solo, mentre io e Silo facevamo i valletti passeggiatori. Eh sì, una bel sabato sera caldo e fertile, da primavera anche dell’animo!

Cosa mi ha colpito? Ho sentito, parlando con i presenti, molto entusiasmo ma anche un po’ di ansia. Soprattutto nel tentare un discrimen tra proposte nuove e modaiole e punti di riferimento vecchi e solidi. Quest’anno, poi, sembra che il tema ‘corsi di cucina’ sia bollente, specie nella cucina raw ;-). Condivido due riflessioni vagabonde, piazzatele dove volete.

Allora, il mio percorso è datato ed è iniziato ben prima di internet. L’aspetto etico e pure quello ecologico per me sono fondamentali. Da non credente, ho un mondo emotivo dentro di me che pretende di essere saziato, e che forse un credente di qualsiasi religione riesce, almeno in parte, a saziare affidandosi al trascendente. Io devo affidarmi ai miei atti, alle mie parole, ai miei dubbi e alle mie paure. Che qualcuno cucini vegan per salutismo è importante e forse c’è pure un senso civico profondo nel non occupare indebitamente i letti di ospedale. Che diventi di moda sì, a una bestiola selvatica come me fa impressione. Vivo di foglie, di Terra e di pelle, chi mi ha visto con Silo addosso se ne è reso conto, forse con un impatto un po’..forte! Ma d’altro canto sono felice che se ne parli. Instilliamo almeno il dubbio.
Oh ragazzi, scrivo qui quello che ho condiviso con alcuni di voi a voce.

1vegan_ambiente

Forse trovate qualche accenno fuggitivo in vecchi articoli, ma ho scelto deliberatamente di non inserire qui i corsi di cucina cui ho partecipato. Spesso griffati e stra-pagati, e non sempre di qualità. Se qualcuno mi contatta per lavoro non ho problemi a fornirgli referenze mie e curriculum vitae et studiorum. Chi mi chiede consiglio per un investimento in termini formativi mi può contattare al telefono: vi racconto la mia esperienza e sottolineo che i parametri di giudizio sono miei. Miei personali, magari non condivisibili.

Quanto a me: non mi mantengo proponendo corsi di cucina o cucinando. Si tratta quasi sempre di volontariato e ogni tanto firmo qualche ritenuta d’acconto che mi aiuta a pareggiare. Il materiale che trovate qui è fruibile liberamente, se non trovate inserito qualcosa, per favore, non provvedete voi. Ho già spiegato che tante associazioni si servono dei corsi o delle cene per riuscire a chiudere il bilancio e a volte produrre un opuscoletto del costo di 1-2 euro, in cui finiscono le mie ricette, fa loro comodo. Concorrenza? Concetto che per me non esiste. Sono felice se si parla di veganesimo e se mi mandate le vostre iniziative le pubblico qui o me le mettete direttamente in bacheca. Repetita iuvant.

Poi, detto tra noi, i problemi si autoeliminano. Siete capitati da una persona incompentente? Alla seconda non vi frega più. Siete stufi dei palancai (termine mantovano per ‘persona che ha per scopo nella vita il mero lucrare’)? E non invitateli!

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Ma, ragazzi miei, rilassiamoci. Sabato sera io e il piccolo Silvano ci siamo sentiti accolti, spero anche voi. Non me la sento di giudicare. Mi faccio già abbastanza schifo io (lo so, lo so..atteggiamento perdente di per sé) per le frasi che mi escono, per i miei atti, le mie paure, le mie rigidità. Ho da lavorare a sufficienza, prima di ergermi a giudice di chiunque. Chi mi conosce sa che non parlo per retorica.

Ok, veniamo al Raduno delle Pentole Felici.

1920163_520807878034006_1060247906_nSi sono strenuamente impegnate per la buona riuscita dell’evento Felicia e La Ravanella, e le ringrazio ancora. Avrei voluto fare tanto di più, è meglio. Soprattutto, sono rimasta molto triste dell’atteggiamento nei confronti dei cani tenuto dal Centro che ci ha affitato lo chalet: visto che avevamo cercato chiarezza fin dall’inizio e chiarezza non c’è stata. La prossima volta sarò più martellante e più diffidente. Mi sto abituando a farmi mettere tutto per iscritto, forse è l’unica linea da tenere.

1radunoRubo le foto alla carissima Daria, perché io non ne ho scattate. Non ne avuto tempo, ho passato la giornata a correre in tondo come i personaggi di Ludovico Ariosto, tanto per restare a Ferrara 😉 E infatti il mio cruccio sono tutte le chiacchiere appena abbozzate. Dobbiamo rifarci, lo dico a tanti di voi.

3raduno Riconoscete qualcuno? Ho avuto il piacere di rivedere alcuni, incontrare finalmente chi conoscevo solo via internet, coinvolgere ferraresi che da poco si sono avvicinati alla scelta vegan, insomma, ambiente variegato!

E a ognuno vorrei dire un ‘grazie’ personale. Chi non c’era, mi è mancato. E lo sa perché si è sentito fischiare le orecchie.

2raduno

Da mammifero, mi ha regalato forte benessere la presenza importante dei bambini. Chissà che adulti diventeranno! Speriamo in bene, come non farlo con questi colori e questi volti?

..e una menzione d’onore al nostro coach fruttariano Francesco! Sugarless non è stata l’unica ad apprezzare!

Cosa vorrei ricordare a tutti per la prossima volta? Ecco, sabato notte sono rincasata e ho trovato un sacco di notifiche. Tanti avevano postato già le foto dei piatti, con un orgoglio contagioso, che mi ha fatto tanto piacere e mi ha entusiasmata. Mentre ho sentito opprimenti le ansie da prestazione. Ragazzuoli, non da noi, su! Ci si trova per stare insieme, per divertirsi. Non è una gara di cucina, se volete ne organizziamo una apposta – non che io sia proprio portata per questo genere di eventi 😉 . Ma qui il senso è trasmettere gioia dell’incontro con l’altro, anche attraverso la condivisione del cibo, certo, proprio per la forte valenza fisica ed emotiva che il cibo ha. Rilassiamoci. Uno dei momenti più allegri e coinvolgenti mi pare sia stata proprio la lezione di cucina di Felicia: non vi è forse rimasta l’idea che, approfittando dello studio e dell’esperienza degli altri, diventi tutto facile e divertente? Ecco, tenete per l’anno prossimo l’immagine di Silo che sta apprezzando un cibo elaborato e costoso..(stavolta la foto è di Elena!). Tenete come discrimen il piacere. Quando si trasforma in mancanza d’aria, piantate lì tutto e andate a raccogliere arance o fragole..porterete quelle!

Hanno raccontato meglio di me:
Ravanello curioso, che ha anche organizzato la raccolta ‘Album dei ricordi’: rivedere lei e la ravanellina mi ha commossa;
Felicia, che ha lavorato per giorni e giorni, con un’attenzione ai dettagli che solo lei sa avere;
Daria, che mi ha emozionato rivedere prossima al parto;, che ho conosciuto personalmente dopo ore interminabili al cell o al pc;
Elisa, nuovo incontro piacevolissimo;
Elena e Mario, che non cessano di stupirmi con la loro sincera amicizia.

Chiudo questo post chilometrico sperando di avervi fatto sorridere, emozionare, arrabbiare. E vi abbraccio uno per uno! Aspetto di leggervi, anche in un sincero ‘abi in malam rem!’ 😉

La ricetta!
Ingredienti per 10-12 persone:
1 lt di acqua
270 g di farina di ceci
60 g di farina di mais*
olio extravergine d’oliva (facoltativo)
sale marino integrale
Per il ripieno:
1/4 di cavolo cappuccio
3 carote
2 coste di sedano
1 cipolla bionda
1 scalogno
2 bacche di ginepro
una manciata di semi di zucca decorticati
olio evo
sale marino integrale

Procedimento:
la sera prima ammollate le due farine con l’acqua. Mescolate bene, coprite e mettete in luogo fresco. Quando passate di lì, date una bella mescolata 🙂
L’indomani tritate finemente tutte le verdure. Saltate il ginepro, la cipolla e lo scalogno con l’olio, salate. Unite il sedano e le carote, cuocete per un minuto. Unite il cavolo e stufate finché inizia a divenire tenero, ma è ancora croccante. Se volete, a questo punto il ginepro può essere tolto. Accendete il forno a 200°.
Condite la pastella con sale e olio, entrambi facoltativi, intendiamoci! Versate il ripieno nella pastella e mescolate accuratamente. Rovesciate il composto nella leccarda, foderata di carta forno biodegradabile, e infornate. Dopo 40′ controllate il grado di cottura, togliete dal forno e attendete che intiepidisca prima di tagliare a fette. Ottimo cibo per le scampagnate primaverili! Ovviamente variate le verdure secondo l’offerta della stagione.

***

Curioso della mia libreria Anobii?

Eccone una parte: http://www.anobii.com/neofrieda79/books

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19 risposte a Farifocaccia al cavolo cappuccio e ricordi politicamente scorretti del w-end!

  1. elenadir ha detto:

    Vedi cara, ogni volta che tu ti stupisci per noi, io mi stupisco per sentirmelo dire, perché non faccio altro che seguire il mio istinto, apprezzarti per le cose che ci accomunano e accettarti per quelle che ci differenziano, ma spesso ti apprezzo anche per quelle. Un abbraccio forte a te e ai tuoi cuccioli ❤

    • neofrieda79 ha detto:

      :-* Senza gli amici, la mia vita sarebbe stata una lunga notte senza stelle. Il giorno che dessi per scontato l’affetto di qualcuno, o l’esistenza dei piccoli, sarebbe la fine 🙂

  2. Felicia ha detto:

    Mi sono emozionata…. ♥ Interessante la tua farifocaccia, mi piace l’aggiunta di farina di mais, la proverò! un abbraccio ♥

  3. oh ne avrei di cose di cui parlare dopo aver letto questo post ma approfitto del fatto che ci vediamo domenica e lo possiamo fare vis à vis e sopratutto cuore a cuore. una cosa però la dico: ma il raduno non è stato domenica??? 😉

  4. Linda ha detto:

    Annalisa, dopo quello che hai scritto, ti richiederei l’amicizia su FB altre cento volte!! Non sai che significato abbiano per me quelle tue parole!!!
    Donata

  5. Daria Voltazza ha detto:

    Grazie Annalisa, noi recuperiamo sabato le chiacchiere perse, giusto? Comunque personalmente segno la risposta 1 fra quelle iniziali!

  6. Tamara ha detto:

    Carissima, come sai mi trovi d’accordo con te su tutta la linea (tranne per l’opinione troppo modesta che hai di te!), perchè le mode vegan-salutiste perdono d’occhio il punto cruciale della scelta etica per tornare a una visione egoistica e antropocentrica… idem per i corsi o peggio le collaborazioni con ristoranti super-carnivori dove gli “ingenui” (?) cuochi vegani portano a mangiare i propri amici (a guadagno del ristoratore?!)… ma forse come te sono un po’ troppo selvatica 😉
    Per il raduno: è stata una grande emozione rivederti e rivedere i bambini (e Silo che trasformazione!). Il posto era molto bello, il cibo molto buono e tanto, le persone tante, ma il tempo troppo poco… e così ha proprio ragione Elena (che approfitto di ringraziare ancora da qui per tutto :-*) la sensazione che rimane è quella di aver perso qualcosa, come quando ci si addormenta nel mezzo di un bel film senza aver la possibilità di tornare indietro.
    Unico appunto – e credo che tu mi capisca 😉 – tutti quei cocchi buttati… vabbè che la polpa di ognuno era pochina, ma le due cucchiaiate della polpa di quello che mi avevi ceduto tu e che mi sono rigorosamente portata a casa nella mia borsa frigo, son finite in un ottimo frullato con fragole e latte di soia 🙂
    Un abbraccio grande e a presto

    • elenadir ha detto:

      Nel corso che sto facendo si parla anche di antroposofia e ad un certo punto è saltato fuori che si conoscono tante persone, ma solo alcune si “incontrano” e sono quelle con le quali si hanno scambi ed arricchimenti … ed io sono contenta di avervi incontrato! 🙂
      e valutando il fatto che spesso ho l’impressione di conoscervi da una vita, credo di avervi incontrato anche in vite precedenti ^_^

      • Tamara ha detto:

        Cara Elena, sono d’accordo: alcune conoscenze ci scivolano addosso senza lasciarci nulla, altre pesano come cappe di piombo opprimendoci, poche invece sono incontri fertili e fruttuosi che ci riempiono di sentimenti ed emozioni… anche noi abbiamo l’impressione di conoscervi da sempre anche se ogni volta ci stupiamo per questa sensazione di familiarità, per la vostra generosità e per il legame che si è instaurato in così poco tempo. E lo stesso vale per Annalisa e per pochissime altre persone 🙂
        Un abbraccio a tutti

      • elenadir ha detto:

        Piccola precisazione, ma ci tengo, le mie parole sono rivolte anche ad Annalisa e la sua splendida famiglia :*

      • neofrieda79 ha detto:

        Elena, non avevo fatto in tempo a rispondere – sto rimontando piano piano nella pause dal lavoro, perdonatemi! – ma mi ero già arrogata la gloria ^-^ lo ammetto! E adesso mi dovrai anche raccontare che cosa sei tornata a studiare, perché sono curiosissima ^_^

  7. Laura ha detto:

    grazie Annalisa per la generosità con cui condividi il tuo sapere di cucina, ma questo è solo l’inizio di quello che meriterebbe essere un lungo elenco di grazie a te ( e alle tue care amiche) per la ricca esperienza del raduno delle pentole felici di domenica, per il lungo post che offre tante riflessioni con sui concordo e mi suscita sensazioni che sento così autentiche (! ), per la spontaneità e il clima rilassato che ho vissuto in occasione del raduno di domenica, che mi ha fatto sentire accolta anche se era la prima volta che entravo nel vostro mondo, tanto che andarmene a metà pomeriggio mi è costato un bel po’.
    Ora non dico di più perchè sento di vivere tante emozioni “fresche”, che vorrei gustare e far sedimentare ancora un pò, però è bellissimo quello che sento.
    Annalisa, sii amorevole con te stessa, perchè te lo meriti davvero 🙂
    Grazie ancora, di cuore per tutta la ricchezza, anche per me la sensazione è di conoscerti da molto tempo.
    Un abbraccio grande

    Laura

  8. londarmonica ha detto:

    Ebbene, mi sono persa proprio tutto… L’amicizia anche se per il momento ancora solo virtuale da parte mia viene confermata. Leggerti è sempre un piacere e condividere come sai fare tu e molti altri dovrebbe far capire che la competizione ha poco spazio. Ti abbraccio e… a presto? Buona giornata

    • neofrieda79 ha detto:

      Te l’ho detto e te lo ripeto: qui la porta per te è sempre aperta. Così vieni a vedere le ‘tue’ piante :-*

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