L’orto an(n)archico

Un post sbarazzino, selvatico ma ahimé poco silvano.

Per raccontarvi un po’ di me e per ringraziare tutti di mail, telefonate e messaggi che arrivano copiosi nei momenti in cui non pubblico.

1

Cosa racchiuderanno queste foglie?

Ecco, vi racconto di me tramite queste immagini.

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Un bel broccolo romanesco (che ho raccolto quando ha raddoppiato la taglia che vedete!)

Come sapete, dopo il terremoto ho dovuto subire – sì, subire! – due traslochi. Ho dovuto abbandonare la casetta dei nonni materni, che sognavo di ristrutturare, e mi sono dovuta spostare nel centro del piccolo paese che mi offre residenza. Spero residenza temporanea.

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Un cavolo cappuccio che ha trovato azoto insufficiente per chiudere la ‘testa’..

A settembre 2013 ho voluto trapiantare qualche creatura nei 100 mt di scoperto che ci sono sotto casa: terreno di riporto, in ombra per la maggior parte della giornata. Tutti poco convinti in famiglia. Nessuna concimazione, mi sono limitata a due colpi di vanga in corrispondenza del buco da effettuare.

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..e un bel testone!

La Nonna mi aveva già elargito due indesiderate strisce di film plastico nero, ovviamente non biodegradibile – sigh sob.

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E ancora: una verza dalle foglie color porpora

Ecco i risultati, lascio che le immagini – metà febbraio 2014 – parlino per me. Mentre un sentimento di gratitudine mi pervade.

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Finocchio e stellaria media (foglie vagamente cuoriformi, in basso)

Il mio percorso personale? Nulla di più icastico che la storia di queste fave.

IMG_1067

Acquistate al mercato di Siracusa nell’estate 2012, metà erano state seminate nell’autunno dello stesso anno e miseramente marcite: ricordate la primavera affogata del 2013? A novembre avevo provato a farle germogliare mettendole nell’acqua: nulla! Ma ho provato lo stesso a interrarle, intervallate al grano Verna, una vecchia varietà di grano duro, portata con me dal RIVE di settembre 2013. Ed ecco queste splendide piante. Mai perdere la speranza.

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I crisantemi: han germogliato anche se non avevo fatto in tempo a trapiantarli a terra

Me lo scrivo e me lo dico. Tante volte le piante me l’hanno insegnato. Tante volte ho sentito chiaramente di non poter buttare steli rinsecchiti e foglie marcescenti. E hanno germogliato nuovamente. Tempo qualche mese, a volte tanti mesi. Un seme affidato alla Terra non vuol saperne di spuntare? Forse le condizioni non c’erano. Forse nella ignoranza non ho considerato fattori diversi da spannometriche condizioni di temperatura e umidità. Lasciamolo dormire, e dopo qualche settimana la gioia!

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Rafano/cren, dono di Tamara: spuntano i nuovi getti

Le mie adorate malerbe? La ‘banca semi’ del terreno può sonnecchiare per anni e poi tornare a vita. Questo se conservata nella Terra. Complicati e misteriosi parametri sono perfettamente mantenuti dall’utero fresco e imbibito. Ma la loro storia vede ormai un luogo deputato ed esclusivo!

Nei prossimi giorni vi racconterò le avventure degli ultimi due week-end e ci godremo qualche ricettina di fine inverno. Vi aspetto!

La vostra fava imperterrita.

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13 risposte a L’orto an(n)archico

  1. Leonor Room ha detto:

    Complimenti per tutto il sentimento e la perseveranza!!!

  2. valentina ha detto:

    sei una gran donna!e lo dico col cuore.io povera tapina di piccola cittadina ai margini di una grande città…mi sono stupita di vedere i miei vasi di: erba cipollina, salvia, issopo, timo limone e rosmarino sul davanzale delle mie finestre, riprendere vita.in particolare l’erba cipollina credevo fosse morta e rinsecchita, invece in questi giorni ha ricominciato a crescere rigogliosa e io sono troppo contenta.pensa te, che tipo tre settimane fa volevo buttare il vaso, poi ho tagliato quasi tutto e ho parlato col vaso (no, non sono pazza giuro!). ho detto…ancora un pò e ti elimino.lei ha ricominciato a crescere.e io sono felice.gran lezione di vita.

    • neofrieda79 ha detto:

      Assolutamente! Anche se non sembra, l’erba cipollina è un bulbo come le sue cuginette cipolle e il cugino aglio. Quindi, se non la tagli, compie rapidamente il ciclo e poi resta quiescente fino a primavera :-*

  3. Daria Voltazza ha detto:

    Anch’io come te ho imparato ad attendere pazientemente i frutti e doni della natura… a volte tanta teoria sull’orto non serve. Anche noi persone spesso siamo come le piante e attendiamo il momento giusto per rifiorire e ripartire con nuovo slancio! Un abbraccio!

  4. letissia ha detto:

    Le immagini che hai pubblicato descrivono la tua gioia. Grazie di questo contagio così positivo 😉 Baci.

  5. emee ha detto:

    Concordo e condivido l’esperienza!!! Anche il mio OrtoPeloso, disordinato, anarchico, biologico, appena appena zappettato e ricco di gramigna ogni anno mi dà soddisfazioni gustative alla facciaccia di chi passando mi propone disinfestanti e macchinari, “ma guarda che è terra da riporto!” mi dicono “è sterile!” aggiungono.. ma no, basta avere pazienza, Madre Natura sa il fatto suo, io ci credo, e lei mi ripaga donandomi i suoi frutti! PS sono allle prime armi con i cavoli romaneschi, come faccio a sapere quando sono da raccogliere? =^.^=

    • neofrieda79 ha detto:

      Appena vedi che i capolini iniziano a perdere compattezza procedi!Magari tienine uno da testimone per valutare la grossezza massima a partire dalla quale poi iniziano ad aprirsi 🙂 E’ anche vero che nei terreni di riporto dipende..da mt a mt!

      • emee ha detto:

        grazie! allora mi sa che uno è pronto, dopo lo tiro su e lo cucino.. vediamo che ne esce!!

  6. Tamara ha detto:

    Sono felice di vedere la tua energia vitale che si espande nelle piante che coltivi. E dalla quiescenza invernale si torna all’entusiasmo primaverile: nostro e delle piante, che sempre ci insegnano pazienza e perseveranza anche quando le condizioni ambientali non sono ottimali, anche quando gli attacchi esterni dei parassiti umani e non umani sembrano non dar pace…
    Anche da noi tutto si sta risvegliando e in questi giorni cominceremo i lavori nell’orto e prepareremo i semenzai… gioia e serenità vere 🙂
    Un abbraccio

    • neofrieda79 ha detto:

      Eh, il tuo cren è un pezzettino di Boscat direttamente trapiantato ❤ ti scrivo stasera se mi danno un attimo di tregua :-*

Mani che han lasciato un'impronta

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