Il Giovedì del Libro di cucina: La verdura non la mangio!

Bentrovati, cari lettori!

Una recensione che mi permette di introdurre un tema sempre scottante, anche nelle famiglie in cui si apprezza e si consuma molto cibo crudo: il rapporto bambini-verdure!

Chi ha voglia di intervenire è benvenuto: mettetevi comodi.

Come pretesto e come introduzione, questo articolo su un libro trovato in biblioteca e preso a prestito proprio per curiosare sulla trattazione dell’argomento più che nelle ricette per se.

Documento acquisito-1Molti di voi conosceranno Giuliana Lomazzi, giornalista e divulgatrice di cucina naturale e in particolare del metodo Kousmine.

Come è strutturato il testo? Quasi la metà dell’opera non è costituita da ricette, ma da consigli di sana alimentazione e da idee generali di presentazione o spesso di occultamento delle verdure.

Non si tratta di cucina vegan: l’autrice propone una dieta che corrisponde al modaiolo termine di ‘flexitariano’. Poca carne e poco pesce, uova e latticini in quantità ragionate. Ammiccando al vegetariano e vegano, ma senza raggiungerlo. La maggior parte delle preparazioni sono vegetariane, alcune vegane, un paio contengono pesce.

Chi non se la sente di passare a modelli plant-based, a mio parere, trova schemi equilibrati. Ovviamente non posso dirvi di aderire totalmente a quanto è scritto: sono erbivora, ragazzuoli. E per tanti motivi. Viene detto esplicitamente che la carne non è indispensabile, mentre il veganesimo è relegato nel sottinteso. Non giustifico, ma comprendo. Nonostante alcuni piatti, per mia esperienza, siano ‘hard’ anche per bambini concepiti già vegan! Senza etichetta per le nuove generazioni, ci mancherebbe. E’ per capirci. Diciamo che la parte generale, anche il capitoletto ‘Dedicato ai bambini’, contiene indicazioni di massima e non dedicate in modo forte all’infanzia e alla giocosità in cucina. Del resto, la taglia è minuta: nemmeno 100 pagine!

Approfitto di questa recensione per portare alla vostra attenzione un fenomeno di cui mi ha resa edotta la mitica Socia: corrispondenza tra foto e ricette. Neofrieda ha il difetto di scansire ingrediente per ingrediente i piatti proposti, ma di snobbare le foto, siano esse da premio o siano esse..simil-Neofrieda, ovvero inguardabili. Va bene, è un mio limite. Però la Socia mi ha indicato la seconda o terza di copertina: guardate un po’! Non è detto che le foto siano state scattate appositamente per il testo che avete tra le mani. Possono anche provenire da siti-banca – mi piace l’immagine! – da cui acquistarle. E abbinarle come si riesce.La ricetta sotto e la parte iconografica: notate nessuna discrepanza?

Documento acquisito-2Non è un processo: io non so fare foto, nonostante i buoni propositi. E capisco i costi da sostenere. Però, un po’ di riflessione critica non fa male. Specie per chi è vegetariano e ancor più vegano. Ci sono stati scandali al proposito, qualcuno di voi ricorderà: non è simpatico scoprire che leggevamo una ricetta di seitan e guardavamo carne ‘vera’.
In questo libro, il divario riguarda soprattutto gli impasti usati nelle torte salate e i tipi di farina o cereali impiegati, che l’autrice caldeggia integrali. Ma sicuramente risultano più ‘marroncini’, e quindi meno invoglianti per il grande pubblico.

Concludo! Sicuramente un testo consigliabile a chi si approccia all’alimentazione ragionata per la prima volta. Ragionata nel senso di sana.
E la ricetta per far abbuffare i nostri figli di verdura? To be continued!
Nel libro, a mio parere, non c’è, e del resto..ecco, del resto..

Alla prossima!

Autore: Giuliana Lomazzi
Titolo: La verdura non la mangio! Trucchi, consigli, ricette semplici e gustose per far mangiare frutta e verdura ai nostri figli
Casa editrice: red!
Anno: 2010

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12 risposte a Il Giovedì del Libro di cucina: La verdura non la mangio!

  1. Elisa ha detto:

    Mah… che dire… il discorso è che, a parer mio, o si fa un libro vegetariano o vegano, o onnivoro. Le vie di mezzo mi lasciano perplessa. Mi spiego meglio: perché parlare di alimentazione sana “ammiccando” all’alimentazione vegetariana/vegana se poi si parla di carne/pesce/latticini? (Sono di parte, lo so 😉 ) E poi questa storia che i bambini non mangiano verdura…boh…non sono madre e il mio parere è appunto il mio parere, ma se un bambino vede i genitori mangiare tanta verdura, la mangia anche lui e basta. Ovvio che avrà i suoi gusti come li abbiamo tutti, ma non si è mai sentito di un bambino vegano che snobba le verdure a priori. O sbaglio? Infine, pubblicare un libro con foto errate…no, qui non ci sto proprio! Sì, sono pignola, puntigliosa, ma per me le cose si fanno bene o per niente. Se parlo di seitan, la foto SARA’ del seitan, così come se parlo dei calzoni all’ortica sarà dei calzoni all’ortica e non di una pseudo lasagnetta o crespella che sia.
    Poi è chiaro: errare è umano, ci mancherebbe. Vorrà dire che allora perdoneremo anche ;).

    • neofrieda79 ha detto:

      Come ho scritto in risposta ad altre, credo dedicherò altri spazi a questo tema perché mi sembra piuttosto scottante! Anche per ch mangia crudo 😉
      Non vorrei aver lanciato un ‘J’accuse’ privo di senso: a me viene spontaneo, via via che il veganesimo cresce e inizia a rappresentare una fetta di pubblico consistente, cercare testi che siano già orientati al 100% vegetale. E quindi ‘quotare’ la quantità di veganesimo presente in un libro. Ma ahimé non siamo il 100% della popolazione 😀

  2. Daria ha detto:

    Non conosco il libro… il titolo avrebbe ispirato anche me, ma il contenuto non mi proprio no… Dalla mia personalissima esperienza, vedo che le bimbe sono invogliate a mangiare quello che vedono mangiare noi e in particolare frutta e verdura le mangiano perchè sono le prime proposte sia per merenda che a pranzo e noi le consumiamo abitualmente. Stessa cosa per gli alimenti integrali (che trovo invece bellissimi da fotografare, piuttosto che tutto quel bianco… ;-)) e per lo zucchero, se il loro palato è abituato non avranno difficoltà. Un’altra cosetta che a me non piace è il concetto di “mascherare” frutta e verdura, nel senso, che un conto è usarla come ingrediente per una salsina, un altro è fare di tutto perchè non si capisca che c’è (coprendone il gusto con sale o altro) e non dirlo. Io ci tengo che sappiano bene cosa stanno mangiando!

    • neofrieda79 ha detto:

      Grazie della tua voce, che è importantissima. Dal poco che ho visto penso che un importante fattore sia il tempo che le tue figlie trascorrono con te, l’averti come modello costante nelle loro giornate. Magari fosse così per tanti bambini! Di sicuro il tuo è un esempio amorevole e coraggioso.

  3. Tamara ha detto:

    Non ho bambini, ma ho una modestissima esperienza di asilo nido (6/7 mesi con una quarantina di bambini dai 3 mesi ai 3 anni) e questa è la mia testimonianza : per quanto riguarda i bambini molto piccoli (onnivori) non ho notato un rifiuto a priori delle verdure, al massimo un po’ di diffidenza nell’assaggiare cibi nuovi, poi ogni bimbo ha i suoi gusti, ovviamente. Comunque con un po’ di insistenza/pazienza anche i più restii ne mangiavano un po’. Ho notato un maggior rifiuto della carne tal quale, mentre piacciono sempre molto – purtroppo – insaccati e formaggi 😦 Quando crescono i bambini si formano i propri gusti personali, influenzati da quelli degli adulti che li circondano. Comunque l’educazione alimentare può andare oltre a “mangio solo quello che mi/ci piace”: io sono stata abituata fin da piccola che si mangia quello che c’è, se non mi piaceva pazienza, lo mangiavo lo stesso… al pasto successivo sarei stata più fortunata ;-). Il massimo dell’abiezione, poi, l’ho sentito dalla parrucchiera (tipico ambiente dove si possono ascoltare le idiozie peggiori): una tale, che orgogliosamente (sic!) sosteneva di odiare le verdure e di non mangiarle mai, raccontava alla parrucchiera paziente (perchè se l’avessii avuta io sotto le mie forbici…) che quando dava la minestrina alla figlioletta infante la esortava a sputarla se non le piaceva!
    Tornando al libro, questi “furbi” che non prendono posizione, vorrebbero ma non proprio, li trovo piuttosto squallidi, insicuri e bisognosi di consenso (devono vendere i propri libri oltre che se stessi). Poco seria anche la mancata corrispondenza tra ricetta e foto, comunque trascurabile quando la ricetta è valida.

    • neofrieda79 ha detto:

      Grazie della tua lettura, trovo sempre molto interessante il punto di vista di chi non ha figli e lo sai 🙂
      Non ho dato una lettura così negativa della posizione di Giuliana, dai cui testi ho imparato parecchio. Penso che banalmente questo sia il suo approccio!

  4. Francesca ha detto:

    Mah, io ritengo che i bimbi comincino a definire il proprio stile alimentare e di seguito anche i propri gusti a partire dallo svezzamento. Ricordo che nelle pappe non si metteva sale, così come si somministrava solo una punta di miele nel latte, che di fatto era assai poco dolce: tuttavia entrambi erano consumati d’appetito dai miei figli.
    Sono le tendenze e i gusti dei genitori che creeranno la maggior parte delle preferenze e delle avversioni nei figli, e quindi anche le cattive abitudini. I bambini piccoli sono molto elastici, si tratta di proporre loro il maggior assortimento di alimenti da gustare, a mio modesto parere, senza nascondere nulla. E concordo con Tamara: la sana abitudine di consumare ciò che è stato preparato, senza eccessive coercizioni che sarebbero controproducenti, farà in modo che i bimbi mangino di tutto in modo naturale e si abituino anche a ciò che meno amano gradualmente.
    Caspita!, sennò sembra quasi che mangiare verdure sia una roba da alieni!!
    Per quanto riguarda la foto, francamente a me non sembra affatto pasta da pane… L’impasto del pane è un lievitato e penso che in cottura si comporterebbe in modo diverso (peraltro non è neanche una brisée). A me pare invece una pasta sfoglia ; )
    Resta il fatto che le torte salate o le focacce coperte da tanta buona verdura mi fanno impazzire!! Si tratta di adottare qualche precauzione, come i formaggi vegan, magari autoptodotti, e olio anziché burro nella sfoglia. Uhmmm, che acquolina!
    Ciao a tutte
    Francesca

    • neofrieda79 ha detto:

      A mio parere è una pasta fillo. Grazie per il tuo contributo, mi sembra che il tema interessi e sarò felice di svilupparlo in un momento dedicato!

  5. coco ha detto:

    Voglio intervenire perché quel libro lo conosco ne parlai nel mio blog un po’ di tempo fa http://www.saleepepequantobasta.com/2010/05/le-pappe-di-giulio.html dandone un giudizio positivo perché credevo davvero che seguendo i suoi consigli ce l’avrei fatta a far apprezzare il cibo sano a Giulio. Il fatto è però che da allora di strada con due bambini ormai di 4 e 2 anni ne ho fatta ed ho scoperto che il cosiddetto palato vergine dei bambini di cui parla l’autrice è un’utopia. Le contaminazioni, salvo a vivere in una famiglia vegana forse, ci sono ed è difficile lasciare i bambini “puri”.All’asilo gli danno i bastoncini di pesce pronti e i wurstel e se a casa passi il pomeriggio a sfilettare il pesce per panarglielo e infornarlo alla fine mio figlio dirà purtroppo che gli “fa da vomitare” e per sfinimento alla fine anche un genitore, stanco da un giorno di lavoro, si troverà a comprare qualcosa di pronto e poco sano pur di vedere il bambino sorridere. Io continuo a pensare che il buon esempio va dato e se mio figlio mi vede mangiare frutta e verdura ogni giorno un giorno o l’altro (avendola a portata di mano) mi chiederà d’assaggiare.

    • neofrieda79 ha detto:

      Ciao Coco, e benvenuta! Sono contenta della tua testimonianza e ti capisco fin troppo bene per esperienza diretta. Credo che il tuo post servirà a tante mamme che soffrono di ansia di prestazione – indotta anche, a parere mio, da un certo misuso della rete e dallo scarso realismo di tanti testi in circolazione. Ti leggerò volentierissimo!

  6. brii ha detto:

    No dai..un libro per far mangiare le verdure ai bambini????
    Scusami ma mi viene da ridere.
    Io ne ho 4 di figli, dai 22 ai 29 anni (in Giugno divento nonna :D) e non mi sono mai posta il problema se piacesse o non piacesse. Io preparavo e loro mangiavano..punto basta.
    L’unica cosa non sono riuscita far piacere al figlio n°1 sono i legumi e non pensate che non abbia provato. Ancora oggi non li mangia. Mentre gli altre 3 ne vanno pazzi.
    Figlia n° 4 è diventata vegetariana a 17 anni, io mi sono impegnata ancora di più perché ho pensato che fosse giusto che lei seguisse quello che sentiva, l’ammiro.(io sono carnivora). Eravamo lei ed io contro il resto del mondo…tipo al supermercato, le amiche, mia mamma..”ma non mangia nemmeno la carne bianca??? il pollo???” Ma se ti dico che è vegetariana!!! :DDD
    Ma oggi ne 22 e non è ancora morta..tanto pericoloso non era o no??
    Secondo me i genitori devono avere un po’ più di polso e non farsi comandare da bambini superviziosi, martellati dalla televisione e succubi da ogni stupida moda che passa.
    o no?
    🙂
    Baciusss

    • neofrieda79 ha detto:

      Dev’essere stato importante per lei avere il tuo sostegno e il tuo rispetto! A me è pesato molto l’atteggiamento della mia famiglia di origine e tuttora mi spiace del dialogo mancato. In questi anni ho incontrato più adulti problematici che bambini problematici, in fin dei conti i piccoli sono molto collaborativi e la loro attitudine proteiforme li porta a modellarsi sull’ambiente che li circonda. Anche quando non ce ne accorgiamo. Come scrivevo a Daria, penso che un fattore importante sia il tempo dedicato a loro e sicuramente tu ne hai dedicato tanto. Dev’essere emozionante diventare nonna, l’ennesimo cambio di prospettiva 😀 Grazie della condivisione!

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