Il Giovedì del Libro di cucina: Nobili Scorpacciate Vegan

A questa recensione semiseria, che vuol fare scorazzare un po’ di selvaticume in un mondo di furbi, olezzoso di denaro stropicciato, fa da contraltare l’emozionante recensione di Erbaviola. Andate di là a leggere: ‘Il Manuale Sagrado del fai da te’

Che cosa? Neofrieda che mescola le patacche di fango al sangue blu?

Tranquilli! La condotta an(n)archica non devìa. Nuovo anno, ma vecchie certezze. Alcune, almeno.

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Fonte: il web

Qualche accorta lettrice mi ha fatto notare che ho sempre e solo recensito testi caldeggiandone l’acquisto o la lettura. Beh, credo anche di essere stata molto critica. Ma è anche vero che non ho proposto ancora nulla da..lasciare sullo scaffale oppure occultare dietro testi più meritevoli. Credo che qualcuna l’abbia fatto con il famigerato Estivill, ma è un’altra storia.

Ordunque, una splendida persona che mi onora della sua amicizia mi ha consegnato un copia di questo libello. Perché potessi toccare con mano che è materia (materia? meglio: contenitore di abbozzo!) da cui stare lontani. E, presa da premura verso i miei pochi ma affezionati lettori, ho sentito l’imperativo morale di procedere.

Non tutto è da buttare: c’è una parte introduttiva di Grazia Cacciola – Erbaviola, come al suo solito ben scritta. Ma penso che per 13,90 euro sia meglio andarla a trovare nel suo blog o comprare uno dei suoi libri. Onestà intellettuale: le recensioni costituiscono il mio pensiero personale, quindi dipaniamolo!

Una parte consistente del testo, una percentuale variabile di ogni ricetta, è occupata dallo spazio per le note. Sì, avete letto bene: spazio bianco.

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Fonte: il web

Per il resto le preparazioni, divise in antipasti e portate successive, sono sullo stile ‘prendete una pasta di formato grazioso – spadellate una verdura – unite il tutto’. Quando va bene. Del resto, io invoco sempre la semplicità in cucina..
Ma per lo più è tutto un volo di wurstel vegan, salmone vegan, pasta sfoglia vegan. Alla faccia del passo-passo: abbiamo semplificato e siamo all’ ‘assembla-assembla’. Forse le ricettine sulle confezioni dei wurstel stessi sono più complicate.
Il top è nel ‘risotto ai 4 formaggi’, dove si lascia al lettore la scelta dei suddetti 4. Già. E si precisa che si debbono armonizzare bene tra loro. Soprattutto, l’armonia. Meditiamo nella posizione del loto.

Interessante la Casa Editrice: Quantic Publishing. Ecco, probabilmente io non ho capito bene lo spirito del libro, l’impegno e la difficoltà che l’autrice ha dovuto spicozzare per arrivare a cotanto risultato. Mi manca il salto quantico. Provvederò e poi scriverò una successiva recensione, stavolta da illuminata.

Il vantaggio: è tascabile e ha pure la copertina rigida. Quindi lo sentite quando vi sedete e non correte il rischio di schiacciarlo.

Autore: Renata Balducci
Titolo: Nobili scorpacciate vegan – cucina cruelty free. Selezione di ricette vegan spiegate passo passo.
Casa editrice: Quantic Publishing
Anno: 2011

Curioso della mia libreria Anobii?

Eccone una parte: http://www.anobii.com/neofrieda79/books

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41 risposte a Il Giovedì del Libro di cucina: Nobili Scorpacciate Vegan

  1. valentina ha detto:

    ah ecco!ma sai che all’inizio leggendo, mi son detta….noooo….vuoi vedere che l’annalisa a furia di mangiare erbe spontanee, ha trovato quella che le ha offuscato la mente?ahahaha.dunque, sulla “nobiltà” di certi personaggi, potrei aprire un libro per le esperienze da dimenticare provate sulla mia pelle.Mi asterrò per evitare di incorrere in querele.magari te lo scriverò in privato.sono solo certa di una cosa: che spero nella mia vita di non arrivare mai ad essere tanto offuscata dal dio denaro, come è successo a certi nobili.
    p.s. che figata il nuovo progetto.

  2. Venus In Fur ha detto:

    ahahahahahhahahah anch’io come Valentina ho avuto un brivido quando ho visto il titolo della recensione. Pauraaaaa, ma poi fiuuuuuuuuuuuuuu. Cmq una nota positiva ce l’ha, questo libro nemmeno io (che come sai vivo di microonde e pasti precotti) avrei potuto scriverlo peggio, il che è tutto dire! Ed ora vado a cercare 4 formaggi confezionati che ben si armonizzino tra loro. Bacio

  3. MARI ha detto:

    Bè, ma non dici nulla sulla prefazione di Red Canzian? è l’unica cosa che mi ha colpito della copertina! 😉
    Grazie per la recensione…e corro a vedere cosa scrive Erbaviola!
    …a presto!

  4. erbaviola ha detto:

    OMMAMMA!! non riesco a smettere di ridere! La ricetta del dessert di cachi è meravigliosa!!!
    Comunque vorrei puntualizzare che io dopo aver visto dal vero cos’era la faccenda veganok & c. ho chiesto formalmente che le ristampe non contenessero la mia prefazione.
    Comunque chapeau Annalisa, con triplo salto carpiato: hai detto che il re é nudo, lo sanno tutti ma nessuno aveva ancora avuto il coraggio di dirlo apertamente. Hai tutta la mia stima (anche prima eh, ma ora è totale!)

  5. Anna ha detto:

    Comunque vorrei puntualizzare che io dopo aver visto dal vero cos’era la faccenda veganok & c.
    Scusate spiegate a chi segue da poco e ha le idee confuse?

  6. 😀 meraviglia!!!
    Non ci ho mai pensato a spendere soldi per quel libro e poi vista la ricetta del dessert di caco e lo spazio per le note O.o ahahahah
    Brava! 😉

    • neofrieda79 ha detto:

      Noo Ale tu no! Tu sei una cuoca vera :-* (Vabbé, in qualche modo dovevamo incontrarci io e te..prendiamo il positivo :-*)

  7. Francesca ha detto:

    Mi hai fatto morire dal ridere!!! : D
    E nel contempo mi hai salvata, non si sa mai nella vita…. l’avevo visto in rete, ma fino ad ora non mi aveva convinta. Per fortuna, qui il libro ci tocca scriverlo da sole!!
    Vabbè, vado a meditare anch’io…
    Ciao
    Francesca

    • neofrieda79 ha detto:

      Eh, Francesca..a darmi lo spunto per le recensioni, ma anche per ricette, sono vicende reali – talvolta un ‘reale’ che passa per il web, ma anch’esso con una qualche tangibilità. Un abbraccio.

  8. Greta ha detto:

    Allora,scrivo anch’io il mio Dessert di arance… tagliate a fette un arancio,in armonia sempre,e disponetelo con armonia sul piatto. Un filo di olio e un po’ di pepe. NOTE…….. :d
    Ho cambiato da poco la mia alimentazione,ma per fortuna seguendo blog come ricetteveg sono abituata a livelli differenti. Di libri mi sono regalata quello sui formaggi vegani,meraviglioso,ricco di ricette sfiziosissime e foto. Unica pecca,mancano le note. Forse,una dimenticanza dell’autrice.
    Non mi abbatto,ho una agenda. Eventuali pensieri geniali,li annoterò li e non sul libro di cucina.

    Ho scoperto le varie e gravi magagne che ci sono dietro al re nudo e scalzo nonchè alla regina,che ormai è in mutande,grazie proprio ad un gruppo di vegani che mi ha ben illustrato il modus operandi del palazzo reale.
    Uso solo il termine imbarazzante. Si,anche il termine vergognoso.
    Non c’è nulla di male nel guadagnare con tematiche vegane,ci mancherebbe,ma bisognerebbe farlo rispettando il veganesimo e i principi minimi che lo caratterizzano. Il palazzo è solo una macchina da soldi,che sfrutta il lavoro gratis di tanti volontari in buonafede che danno tempo,energie e dedizione,mentre il re ingrassa. Ho notato anche,infatti non lo seguo più,le sponsorizzazioni sul famoso blog del palazzo a ditte e realtà non vegane e che sfruttano gli animali. Certificazioni,senza essere un ente per farlo,dato a casaccio pur di pubblicizzarsi e guadagnare,a realtà non veg,a prodotti con latte e uova,a ristoranti prettamente carnivori. Trovo scandaloso non restituire ai legittimi proprietari le ricette pubblicate e impradonirsene,per continuare a mantenere visualizzazioni.Proprietari in fuga,i cuochi migliori sono tutti fuggiti e non pubblicano più,non volendo partecipare all’ingrassaggio del palazzo.

    Sono dispiaciuta,da persona vegana è chiaro che la vedo come un’occasione persa.
    Scoperte le dinamiche,proseguo il mio cammino seguendo persone meno autoreferenziali ed impegnate ad autocelebrarsi,ma coerenti e oneste.

    • neofrieda79 ha detto:

      Tu guarda, scrivi una recensione dal taglio tecnico e vieni a scoprire sotto tutto un mondo fiabesco 😀 😀 Oh poretta me disgraziata me! 😀 😀 Un abbraccio, cara. Noi silvani ne abbiamo abbastanza ogni giorno per salvare un albero piantato da noi o dal nonno, per sfuggire ai cacciatori, per tenere pulito il box di un canile. E va bene così, vero 😀 ?

  9. londarmonica ha detto:

    Sono senza parole… Non oso pensare come siano le altre “ricette”.
    Io a un libro di cucina richiedo che ci siano foto, che sia spunto per la mia creatività, che gli ingredienti utilizzati siano di reperibilità, che mi racconti qualcosa delle ricette e/o ingredienti, che mi faccia capire gli abbinamenti e il percome delle proporzioni fra i vari ingredienti, che sia semplice da capire, che sia possibile sostituire facilmente degli ingredienti (ok: prendete 4kiwi, invece dei cachi, tagliateli a metà, spolpateli e impiattate la polpa, aggiungete poi una fetta d’arancia, notate come ho abbinato cromaticamente questi due frutti in maniera armoniosa?, ho lasciato a briglie sciolte la mia creatività 😄. Se vi piace il sapore del cioccolato potreste aggiungere qualche ricciolo. Se scrivessi di sciogliere il cioccolato e inzuppare metà della fetta d’arancia, forse sarebbe troppo elaborato. Allora Sostituire la fetta d’arancia con una fogliolina di menta, cromaticamente non crea contrasto ma quando si parla di vera arte (una botta di autostima alla mia creatività)! Questo per due persone, ma se avete una voglia incontenibile di QUESTO dessert potreste aumentare il numero di kiwi) che mi insegni qualcosa di nuovo, ma che CI SIANO anche delle ricette 😭
    Scusa mi sono lasciata andare…

  10. diana ha detto:

    Scusate, sono arrivata qui dal blog di Erbaviola, e già mi pento di non esserci capitata prima.
    Attenzione! Quello che segue è uno scherzo…
    Ho la sensazione che qui bruci cocente un’invidia per le “nobili” scorpacciate di pappetta di cachi, condite da prefazioni di mature quasi-personalità pseudo-vippesche (mature come i cachi? chissà)
    Attenzione! Qui finisce lo scherzo…
    Confesso che seguo poco i blog di ricette, ma fra la recensione di questo libro e quello di Elia fatto dalla Erbetta, ho un solo dubbio/domanda: come faccio a procurarmi il capolavoro di Elia dato che vivo lontana da Bologna?
    Posso solo aggiungere l’esperienza personale sulla mitica pseudo-certificazione farlocca: oltre tutto i commenti (giuro senza insulti né calunnie) di richiesta di chiarimenti riguardo a ristoranti specializzati in abbacchio con menu certificato vengono censurati.
    Ai Paloma, che tristezza!
    Vabbè, consoliamoci con un formaggino vegan autoprodotto

  11. Greta ha detto:

    Certo che vengono censurati (scelta non particolarmente intelligente,dato che poi le persone interessate si ritrovano nei forum dedicati e tutto salta fuori) o al massimo ti viene risposto che una distrazione può capitare,certo,ma qui capitano come regola quotidiana. E’ una certificazione non di aiuto al consumatore,bensì alle loro tasche.
    Alcuni ragazzi,in un gruppo,li scanzonavano (cosa piuttoso frequente) sul fatto che tra poco mezza Italia visti i parametri di selezione inesistenti sarà certificata 🙂

    Rimango infastidita dal fatto che si arrogano il diritto di parlare a nome di tutti le persone che seguono una alimentazione vegetale con slogan atti a creare una sorta di comunità o senso di appartenenza.
    Per carità,parlassero per loro… Io,di certo,non h bisogno di rappresentanti,tanto meno di questa bassa statura. Per iniziare,io cammino con le scarpe sull’asfalto,non ho bisogno di fare la macchietta per fare l’originale.
    Mi dispiace per tutti i volontari sfruttati,perchè un’organizzazione che crea denaro (e non c’è nulla di male!) deve pagare i collaboratori,non sfruttare la manodopera volontaria,mentre i capi ai vertici guadagnano.

    Rispetto alle ricette,i cuochi più meritevoli,hanno guadagnato l’uscio da tempo.
    Li seguo infatti nei loro rispettivi blog.

  12. erbaviola ha detto:

    Sì ma molti come me che hanno chiesto più volte di essere tolti, hanno ricevuto email fiume sul nulla per cui non li avrebbero tolti. Quindi io che proprio disdegno questa roba e ne sono stata anche ampiamente danneggiata, devo ritrovarmi a promuovere il peperoncino vegan e l’insalata della bisteccheria… in alternativa incaricare il mio legale e spendere mille-duemila euro per la loro bella faccia. Oltre il danno, anche la beffa.

    • Ilaria ha detto:

      Scusate se intervengo,chiedo per capire…Ma le ricette non sono di chi le ha postate?
      Perché non vengono rimosse dietro esplicita richiesta?
      Cancellando il vostro account non viene rimosso tutto come nei blog normali?
      Capisco la noia di contattare un legale,ma dato che leggo sopra che siete in tante se vi mettete tutte insieme richiedendo l’eliminazione,dividendo le spese,dovreste riuscirci e sarebbe meno oneroso…

      • valentina ha detto:

        no ilaria, purtroppo no.non si può ne cancellare l’account, ne cancellarsi come “chef” e tutte le ricette pubblicate rimangono del re e la regina.io l’ho chiesto, prima educatamente, poi in modo più esplicito di essere cancellata.la risposta è stata… è .nelle regole del blog, c’è scritto che ogni cosa pubblicata poi rimane di nostra appartenenza.poi il re dell’impero, ti infarcisce il discorso dicendoti che quelli che parlano male del suo impero, sono solo troll pieni di invidia.e velatamente (ma poi non tanto ), ti fanno capire che è meglio se lasci perdere.ho chiesto ti dirò, anche consiglio ad un avvocato, che ha letto il tutto e mi ha detto che era meglio lasciare stare.del resto loro vivono nella terra promessa, un castello costruito sulla buona fede di tante persone come noi.se vuoi puoi fare delle ricerche in internet sul re, ti si aprirà un mondo.vi dirò che essendo io una positiva, li ringrazio anche sti personaggi.se non li avessi conosciuti di persona, forse ancora oggi, avrei creduto ancora che la terra promessa esiste.ora sono più forte, anche se ne ho sofferto al momento.Ma ho capito che anche il mondo vegan, non è al riparo dai mali di questa società ormai decadente : mediocrità, avidità, ipocrisia, arroganza e prepotenza.

  13. Ilaria ha detto:

    I migliori è vero che se ne sono andati. MissVanilla,la ragazza di Ricetteveg,Erbaviola,Mirko e tanti altri….loro facevano quel posto. Io so di tutti i volontari sfruttati in eventi che creano profitti e che quindi dovrebbero servire anche per pagare chi ha collaborato. Ho già letto sufficientemente su questi individui e credo che davvero siano nudi. Basta bazzicare i post giusti veg 😉 Credibilità zero,ormai sono oggetto di scherno e risate.

  14. Ilaria ha detto:

    In privato dove scusa l’ignoranza?

  15. Elisa ha detto:

    Ciao a tutti! Sono nuova qui, ho trovato il link grazie ad un gruppo su Facebook. Che dire…mi sono soffermata a leggere perchè conosco personalmente il re e la regina, ma da mooolto tempo non li frequento più. Non che prima io li abbia frequentati chissà quanto…diciamo qualche cena a casa di loro (e credevo anche miei) amici veg. La mia domanda è: di quale sito di loro appartenenza state parlando? Inoltre mi chiedo…visto che ho avuto qualche delusione con il gruppo veg di Firenze (non faccio nomi né cognomi, ma i capi al vertice si sa bene chi siano), credete che anche loro, che sono amici di questi “reali”, siano fatti della stessa pasta?
    Un ringraziamento sentito per le delucidazioni che seguiranno, se ci saranno 🙂

    • neofrieda79 ha detto:

      Ciao Elisa, benvenuta! Come ho scritto, questa è una recensione. Anche alle superiori ho faticato a imparare a memoria le dinastie 😉 e non sono una lettrice di ‘Chi’ e affini. Ciò detto, se qualcuno ritiene di mettersi in contatto con te e tu mi dai il permesso, vi giro le rispettive mail.

      • Elisa ha detto:

        Permesso accordato ;). Comunque la mia era solo semplice e pura curiosità :). Son contenta di essere capitata su questo blog. 🙂

  16. erbaviola ha detto:

    Rispondo ai vari discorsi in un unico commento 🙂 Per il copyright, sulla carta è tutto molto semplice, nella realtà è altrimenti. Nel mio caso particolare con il sito Veganblog (si possono fare nomi o dobbiamo continuare a chiamarli con nomignoli mentre gettiamo la pietra e nascondiamo la mano? 🙂 ) le mie ricette e foto pubblicate vengono pari pari dal mio blog. Prima sono state pubblicate sul mio blog, poi lì. Le foto contengono addirittura l’indicazione del mio sito, a scanso di equivoci per chi non sa o non vuol leggere un digimark più nascosto.
    Non approvo che i miei contenuti vengano utilizzati per pubblicizzare le schifezze non vegan che abbiamo elencato sopra, facendo guadagnare una srl non vegan che possiede anche siti in cui si consigliano in dettaglio medicinali allopatici testati su animali.
    Non ho firmato nessun accordo di cessione dei contenuti con loro. Ho partecipato a titolo gratuito esattamente come partecipo gratuitamente ad altre manifestazioni vegan (quelle sul serio, questa purtroppo m’è scappata ma constatato dal vero come sono ho tagliato).
    Ora, per la legge, per il copyright e per il buonsenso, io ho ragione al 100%.
    Però per dimostrare che ho ragione, devo ricorrere al mio legale, fare una diffida (euro da 50 a 200 a seconda dei casi e solo perché siamo clienti per lavoro), ricevere un’altra lettera fiume da Martella (il marito dell’autrice sopra), citarlo allora in giudizio per far valere le mie ragioni (euro 1200 solo di istruzione pratica, deposito ecc. poi ci sono altre spese se non si risolve).
    Ovviamente, citandoli in giudizio, chiederei anche il rimborso delle mie spese e i danni di immagine (non si va in giudizio solo per far rimuovere delle pagine da un sito, altrimenti si fa prima lanciando banconote dalla finestra).
    A questo punto saltiamo tutta la parte udienze ecc. che è uno standard e arriviamo alla soluzione: il giudice mi dà ragione perché ho ragione. Ordina che le pagine vengano rimosse, i danni quantificati e che mi sia dovuto tot per le spese sostenute.
    Chi me lo deve dare? Una srl dalla liquidità dubbia. Che in Italia vuol dire nel 50% dei casi che nessuno pagherà niente. Certo, si può fare un decreto ingiuntivo e ricorrere persino al pignoramento… e cosa pignoriamo? Dei siti finto vegan che valgono zero? Dei marchi spacciati per certificazioni?
    Così, siccome siamo in Italia, per togliere la mia ricetta del panettone dal Veganblog, spenderei tra i due e tremila euro.

    In quanto alla questione ‘mettetevi insieme’ e ‘causa comune’: no. Purtroppo tra molta bella gente come Annalisa, ci sono anche soggetti tendenti all’isteria che a metà del procedimento si metterebbero a insultare tutti, scrivere lettere minatorie e altre belle prodezze di cui siamo stati più volte spettatori. Non ho intenzione di farmi odiare da un tribunale né di gestire querele per atti che non mi riguardano 🙂

  17. Ilaria ha detto:

    Mi è sfuggita la sponsorizzazione dei medicinali.
    Comunque,da quando personalità come le vostre e altre hanno lasciato la baracca il livello è sceso e ci sono sezioni del forum più deserte di un deserto vero.
    La faccenda delle ricette è una MASCALZONATA terrificante.

  18. tiliatarrare ha detto:

    …grazie!
    Sono passati anni da quando anche io mi feci tentare dal mondo di veganblog, per poi scappare a gambe levate come la maggior parte di voi. Sono stati anni diversi e distratti, ho perso contatti, dimenticato (come una colpa che non volevo riconoscere… possibile che fossi stata così stupida? ). Ma tu mi avevi mandato le giuggiole a casa! Tu mi avevi fatto piangere quel giorno! Sono ritornata da te per vie traverse e posso solo dirti grazie di tutto, grazie di questa recensione, grazie della fitoalimurgia, grazie. Mi sento a casa!
    Vorrei dirti tantissime cose ma ho una montagna di libri da studiare e non possono aspettare. Sappi solo che ora che ti ho ritrovata non ti mollo più!
    Buona domenica sera
    Betti

  19. Anna&Ipa&Silo ha detto:

    Betti!! Cavoli!!! Che sorpresa!! Ma tu devi venire qui e raccontarmi di persona adesso!!
    Anch’io stasera sono oberata di lavoro e invece ti ho letta tutta, anzi adesso ti lascio pure un segno ❤ ❤ ❤

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