Il Giovedì del Libro di Cucina: Lo zucchero amaro di Carlos José

Bentrovati a tutti!

Ecco un libro che non tenterò di spacciare per raccolta di ricette, né per manuale di nutrizione. Ma chi mi legge sa che trovo inestricabile la matassa cibo – scienza dell’alimentazione – biochimica e soprattutto economia – politica – società.
Spesso vi ho parlato di chilometro zero, di produzioni locali. A ogni post vi incito a guardare il volto e le mani di chi produce. A chiedervi incessantemente ‘come? da dove? chi? perché…?’, non tanto secondo le 5 W dei cronisti, quanto con l’instancabile energia e la curiosità sincera dei bambini.

Da tempo mi chiedo se non sarebbe utile un po’ di sano integralismo anche nei gruppi di acquisto – alimentare e non alimentare – che spero tanti di noi frequentino nella vita reale e virtuale. E non solo per risparmiare. Vi ricordo che l’acronimo ‘GAS’ dovrebbe stare per ‘Gruppo di Acquisto Solidale’. Un attimo! Solidale nel senso di risparmiare due euro l’anno? O solidale con il produttore e con i consumatori – compagni di cammino consapevole?

1

Ve lo dico da contadina: paghiamo troppo poco gli alimenti. Chiedetevi quante ore di vita umana – il concetto di lavoro mi sta stetto – richiede un broccolo, un kg di farina, un pacco di fagioli per arrivare a stivarsi nella vostra credenza. E chiedetevi quanto è la vostra personale retribuzione oraria. No, non sono una nostalgica dell’URSS stalinista e se volete che parliamo di questo argomento posso invitare virtualmente persone che l’hanno vissuta. Ma non divaghiamo, grazie.

Il testo: datato, ma googlando ho visto che è ancora reperibile. L’ho scoperto per caso in Biblioteca, cercando un altro vecchio libro delll’amica e maestra Marinella Correggia, che tanti di voi conoscono per il suo impegno sociale, civile e ambientale. Marinella è un ottimo esempio di quanto sia falsa la dicotomia passione civile/passione ambientale, e l’altra dicotomia impegno locale/impegno globale. La bravissima giornalista firma i testi e la sceneggiatura, mentre i disegni sono opera di più penne, il che contribuisce a movimentare il libriccino e a tenere desta l’attenzione. Su sei episodi che ci ricordano il prezzo umano di alcuni beni, scontati per l’obeso Occidente, due chiamano in causa anche la sfera alimentare: zucchero e acqua.

Badate: non è un ‘J’accuse’ da pantofolai malati di protagonismo. Non sono gli starnazzanti post virali che invadono a torto o a ragione le bacheche di Fb e degli altri social. Non vengono elargiti soluzioni semplici o semplicistiche. Un esempio: i bambini cui viene impedito di lavorare, visto che stanno nascendo le certificazioni obbligatorie relative al divieto di impiego per la manodopera infantile, muoiono di fame.E cadono sempre in basso, arrabattandosi come riescono, consapevoli delle ottime intenzioni del Primo Mondo ma delle pessime ricadute delle intenzioni stesse quando non sono declinate nel quotidiano delle situazioni.

2

Le storie e i tratti sono essenziali, veri. A tratti sferzanti come brina, a tratti gioiosi come raggi di sole. Il bianco e nero e la scelta del fumetto come genere letterario regalano immediatezza e diventano avvicenti sia per i bambini, direi dai 5 anni in su, sia per gli adulti. Un ottimo strumento da cui partire per riflessioni e, soprattutto, azioni.

Amiche e amici lettori, amiche e amici blogger, che ne dite? Idee per coordinarci e per nutrirci di più dignità e di meno dolore? Una lista come punto di partenza: la voglio, compiliamola.

Autore: Marinella Correggia
Titolo: Lo zucchero amaro di Carlos José..e altre storie di lavoro infantile
Casa editrice: Edizioni Gruppo Abele
Anno: 1998
Pagine: 72

giovedi-del-libro-di-cucina

L’iniziativa del Giovedì vuol essere anche un cammino condiviso con il gruppo Facebook ‘Genitori Veg’. Io e le amministratrici riteniamo infatti che la recensione di testi di cucina e/o di nutrizione possa interessare ai genitori che nel gruppo chiedono e portano consigli, referenze e confronto.

Unisciti anche tu a ‘Il Giovedì del libro di cucina’! Ti aspettiamo!

Curioso della mia libreria Anobii?

Eccone una parte: http://www.anobii.com/neofrieda79/books

Chiedi una recensione e ti sarà data!

Altre chiacchiere? Venite ad animare la pagina Fb di Passato tra le mani! Vi aspetto!

E per chi vuole le ricette direttamente in casella di posta, menù nella colonna di destra! Iscrivetevi, e mandatemi i vostri feed-back!

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Attivismo, Il Giovedì del Libro di Cucina e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

8 risposte a Il Giovedì del Libro di Cucina: Lo zucchero amaro di Carlos José

  1. ilmondodici ha detto:

    Temi a me cari da sempre. Ci sto! L’idea di una lista e di una sensibilizzazione a blog inificati mi piace! Rimanderei a dopo le vacanze, io sarò off line epresa altrove e per mia esperienza la blogosfera si svuota nelle vacanze. Un blogging day a gennaio dopo le feste? Recensioni o articoli scevri di retorica in un giorno e orario convenuti?

  2. Anna&Ipa&Silo ha detto:

    Mi piaci così brianzol-efficiente! In senso positivo, eh :-*

  3. Daria ha detto:

    Qui sfondi una porta aperta da anni … come sai il gas e l’impegno nell’equo mi hanno sempre impegnato parecchio e quindi anche per me l’invito è più che accettato… in giro per casa ho vari libri, anche per bambini, risalenti ai tempi in cui come volontari facevamo attività per i bambini nelle scuole sui temi del commercio equo e del consumo critico… ce ne sarebbe ancora tanto bisogno…

  4. Caterina ha detto:

    Che libro! Non l’ho, e lo prendo, che poi penso che il fumetto sia un mezzo potente, e mi piace molto.
    Marinella Correggia è una donna che stimo infinitamente anche io.
    Non so bene come potrebbe essere la tua iniziativa, ma per quel che mai potessi … ci sono.
    Soprattutto ci sono nel quotidiano, lo sai. E la mia idea è esserci anche più attivamente (tipo tempo fa alla campagna abiti puliti cercavano volontari per lavori di divulgazione).
    Ne parliamo, spero di vedervi presto te&ipa&silo

  5. valentina ha detto:

    ciao annalisa.Ti dico solo questo.l’altro giorno arriva una mail dall’azienda agricola ( osteriavecchia, vicino a piacenza ), da cui il nostro g.a.s. e tanti altri si riforniscono, in cui ci spiega che in totale fra tutti i g.a.s. che loro servono, hanno accumulato un credito di 8.000 €.ci sono g.a.s che sono indietro coi pagamenti da mesi.Questo è un brutto segno della visione dell’appartenere ad un g.a.s.Purtroppo nel mio piccolo ho già visto che il g.a.s. per tanti altro non è che come scrivi giustamente tu, risparmiare qualche euro ( e io aggiungo anche essere comodi ).Perchè ad esempio ti dico nel mio caso, essendo io la referente della verdura, consegnano a me e poi la gente viene a orari anche non concordati ed impensabili per ritirare.Quindi in pratica evitano lo sbattimento di andare al supermercato.Spesso poi ad esempio nelle casse miste, ci sono persone che cambiano il contenuto, no questo, no quello…quando gianfranco (il proprietario di osteriavecchia), più volte ha chiesto la cortesia di non farlo.se non vuoi un solo prodotto in una cassa, ci può stare, ma se mi cambi tutto viene fuori un casino.All’inizio non capivo il perchè queste persone facevano così, poi, un giorno l’illuminazione!perchè risparmiano.La cassa mista costa meno ovviamente rispetto al singolo kg di frutta / verdura.cambiandone la metà del contenuto a piacimento, in pratica loro così hanno i prodotti che vogliono ma col prezzo della cassa.Questo è un comportamento disonesto, opportunista, che nulla a che vedere con lo spirito che in teoria un aderente ad un g.a.s. dovrebbe avere.capita poi che delle persone si lamentino perchè il radicchio non è perfetto e i fagiolini siano troppo storti (te lo giuro, non è una barzelletta, è verità).questo accade in una settimana di fortissime piogge, in cui gianfranco aveva scritto una mail in cui appunto diceva che la situazione era critica.capita che vengono forti gelate nell’ultimo mese, e lui è costretto a cambiare il contenuto delle cassette (tipo le erbette un paio di settimane fa), e la gente scrive a me inferocita perchè non è giusto e bla, bla, bla.ma io dico, ma si rendono conto di quanto possa essere duro un lavoro del genere?no, la risposta è no se si comportano così.loro, dietro allo comode scrivanie al caldo.a volte mi sento sempre più un alieno in generale nella società di oggi.e sono sempre più incazzata e chiusa al dialogo.fa figo dire che sei in un g.a.s., fa radical chic.fa un pò alternativo e lava un pò la coscienza.salvo poi, dare addosso ad uno che si fa il culo lavorando la terra, quando il radicchio non è perfetto.

    • neofrieda79 ha detto:

      Ciao tesoro. grazie di questa testimonianza. Ho partecipato e partecipo a più di un GAS e ho riscontrato spesso situazioni di questo tipo. Per gli ordini che curo io infatti pretendo che il produttore venga pagato subito, altrimenti non consegno. seguo pochissimi ordini l’anno, per lo più per amici che usano quel denaro per fare agricoltura vera. E come agri-cultrice figurati se non condivido quanto scrivi. Anzi, la tua sensibilità mi commuove. Articolo congiunto, ci stai?

Mani che han lasciato un'impronta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...