Vegan AgriPunk

Articolo e piatto dedicati al mitico Generale, micione di Desirée che ad agosto ha deciso di farsi una dormitona indefinitamente lunga. E al progetto AgriPunk di cui leggerete sotto.

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Le ultime melanzane dell’orto: sarebbe un delitto non impiegarle in una ricetta sfiziosa! Veloce, ma d’effetto. Richiede solo un po’ di organizzazione.

Presentata alla cena a base di erbe spontanee* dello scorso 14 settembre, faceva parte del piatti misto che è seguito al bis di primi.

MiglioInMatassa

Ma il progetto AgriPunk? Scopriamolo nelle parole di Desirée e David, i protagonisti:

Agripunk è la zappa armata toscana della Venus in fur. Il dilemma di fare un’altra associazione o meno non ce lo siamo neanche posto, perché Agripunk non vuole essere soltanto un altro nome né sovrapporsi alle realtà di attivismo politico animalista già esistenti del quale facciamo già parte o collaboriamo e delle quali siamo membri attivi e fedeli.

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MANIFESTO PUNK AGRICOLO

Agripunk non è un’ utopia, è una dimostrazione pratica dell’antico detto “si stava meglio quando si stava peggio”. Vedila come un viaggio. Un lungo viaggio. Con tante fermate e gente semplice da conoscere. Con un mondo da scoprire ripartendo dalle cose infinitamente piccole come gli aculei di ortica che ti si sono piantati in una mano, per poi trovarti a pranzo a mangiare un risotto con la stessa ortica che ti ha morso. Non è poi così cattiva quell’erbaccia che tutti vogliono estirpare, questa pianta ci rappresenta.

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In una guerra tra tagliaerba infernali e diserbanti, spendono migliaia di euro in prodotti inquinantissimi fabbricati dalle megaindustrie dei nazifascisti. Basta prendere una zappa e fare uno di quei movimenti che probabilmente sono la ragione dello sviluppo del corpo umano. Zappare, camminare, rastrellare, vangare, riposarsi su un’asse di legno, procurarsi il cibo senza comprarlo e senza rubarlo. Tutte cose che hanno minuziosamente eliminato poco a poco dalla tua vita, non ci provare, lo so benissimo che non te ne sei neanche accorto. Ti sei ritrovato a passare la tua vita in un carcere senza sbarre, con luce filtrata da fantasmi sospesi nel cielo, imprigionato da una busta paga o da una provvigione sul venduto, da un mutuo prima casa e dai versamenti per arrivare alla pensione. E’ molto più utopica questa società che vivi tutti i giorni di quella che promuoviamo noi. Al nazifascismo delle megaindustrie e degli ipermercati e al razzismo diffuso tramite la televisione di regime, Agripunk non risponde con le manifestazioni che sfociano sempre nella violenza, manifestazioni di piazza che ormai non hanno più bandiera ma sono una delle valvole di sfogo imposte dal potere, alla stregua delle partite di calcio, moderni gladiatori su uno schermo da 52″. Al nazifascismo dei call center e delle società piramidali, Agripunk risponde mettendo delle cose in comune. Risponde con la solidarietà individuale e il volontariato. Risponde con l’aggregazione sociale, attraverso lo svolgimento e la promozione di attività culturali, ricreative e artistiche al fine di innalzare la qualità della vita nel rispetto della natura, degli animali e della sana alimentazione. Risponde continuando l’opera dei valorosi che sono stati pestati a sangue, assassinati negli incidenti stradali, morti nei cantieri e nelle acciaierie, imprigionati, strangolati, soffocati dall’inquinamento, tutto a causa del fascismo e della repressione e corruzione dello stato.

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AGRIPUNK – Eco-vacanze gratis e volontariato antispecista

Volete passare dei giorni immersi in un oasi di natura e contemporaneamente contribuire con il volontariato alla causa della nostra associazione? Quale causa? direte. Vi spieghiamo in 3 righe la situazione qui al Podere Isola di Sotto, Ambra, provincia di Arezzo. Casali da restaurare per dare degna ospitalità tipica toscana ai volontari. Podere da coltivare con metodi antichi ed ecologici. Animali da salvare, circa 30.000 ogni 6 mesi, riscattando un allevamento con un progetto alternativo. Perché porti alla vita invece che alla morte. Le cose da fare? Qui ad Agripunk c’è sempre qualcosa da fare. Dipende da quello che volete fare!!! Vi chiediamo il minimo di solo un paio d’ore al giorno, poi chi si vuole impegnare di più, anche in amicizia, ben venga!! Alcuni esempi di progetti in corso:

  • L’Orto antico. Coltivato con i metodi dell’agricoltura che fu, gli unici 2 additivi permessi sono olio di gomito e gocce di sudore. Il risultato? Un sapore pulito, nutritivo. Una terra sempre fertile. Per sempre.

  • Il Laboratorio d’arti e mestieri. Laboratorio artistico artigianale bello grande da ristrutturare ed attrezzare.

  • La Cucina della Terra. Cucina comune con caminetto antico toscano, interamente da ristrutturare in cui si terranno sia le attività didattiche di cucina e di produzione per banchetti e ricevimenti sia i seminari di cucina naturale a cura di illustri rappresentanti della cucina Vegan cruelty-free.

  • Coltivazione selvatica. Potare alberi, tagliare rami, pulire il sottobosco e rastrellare foglie ed erba secca. Insomma per intendersi coltivare il bellissimo bosco che ci circonda. Raccogliere i fiori e i frutti delle piante e degli alberi selvatici, per uso medico e culinario.

  • Ristrutturazione di 2 stanze per creare laboratori di artigianato artistico e gastronomico vegan cruelty free.

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E ora la ricetta, che sia di buon auspicio!

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Ingredienti per 20 persone:

600 g di miglio

brodo vegetale*

sedano

carota

porro

½ cipolla gialla

vino bianco secco

olio evo

sale marino integrale

Per le melanzane

3-4 grosse melanzane

origano

aglio

olio evo

sale marino integrale

*perfetto il brodo di cottura dei legumi: noi abbiamo impiegato brodo di cottura dei ceci.

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Procedimento

Calcolate il volume del miglio e mettete a scaldare un volume doppio di brodo. Lavate con cura il miglio sotto acqua corrente. Tritate a cubetti il sedano, la carota e la parte bianca del porro. Preparatene un volume uguale o leggermente superiore a quello del miglio. Tritate finemente la cipolla.

Saltate nell’olio la cipolla, saltatevi il miglio. Sfumate con il vino bianco. Salate poco. Unite il brodo di ceci e portate a cottura. Serviranno una ventina di minuti.

Nel frattempo saltate le verdure nell’olio, salate, cuocete brevemente così che si mantengano croccanti. Mescolate al miglio, amalgamando bene. Versate in una larga teglia, così da ottenere un monostrato di un cm di spessore, e allargate bene o diventerà una polenta..una volta tiepido sgranate con una forchetta, come si fa con il cous cous.

Affettate le melanzane in senso trasversale se sono grosse e tonde, in senso longitudinale se sono lunghe. Ottenete fette di ½ cm di spessore al massimo. Incidetele con tagli paralleli senza intaccare la buccia. Preparate un’emulsione con aglio tritato finissimamente e origano tritato, olio e sale.

Foderate una teglia di carta da forno, adagiatevi le melanzane. Pennellate con l’emulsione. Infornate a 180° per 5 minuti o finché saranno cotte ma ancora sode.

Per presentare, preparate un mucchietto di miglio nel piatto e sovrapponetevi le melanzane, aprendo un po’ i tagli, così da creare l’effetto ‘matassa’.

Se avete tempo, potete marinare la parte verde del porro in olio, succo di limone e sale, affettarla e attorcigliarla attorno a spiedini o manici di posate resistenti al calore. Sfilatela delicatamente e infornate a 180° per pochi minuti, devono diventare croccanti ma non bruciare. Adagiateli nei piatti.

  • Curioso della mia libreria Anobii?

    Eccone una parte: http://www.anobii.com/neofrieda79/books

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9 risposte a Vegan AgriPunk

  1. valentina ha detto:

    bella anche questa ricettina.Sono rimasta colpita dal progetto di vegan agriPunk.Condivido ogni parola, ogni pensiero.Sono un simbolo di speranza.

  2. Anna&Ipa&Silo ha detto:

    Allora organizziamo un pulmino 😀

  3. valentina ha detto:

    non sono capace di inserire le faccine…ma la metterei sorridente anch’io se ne fossi capace!buona giornata

  4. Venus In Fur ha detto:

    ma guarda guarda la nostra zappetta armata come procede!!!! Dobbiamo proprio spingere il progetto.

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