Sformato con malva e riso integrale

Bentrovati! Ancora una ricetta fitoalimurgica, che qualcuno mi ha chiesto incuriosito dalla foto pubblicata l’altro giorno. Visto che ho pubblicato gli sformatini con piantaggine, facciamo il paio con la malva!

Preferisco usare la malva in maggio-giugno, quando è bella croccante ma non coriacea. E’ vero che in questi giorni, complici le graditissime piogge, le piante tenute sfalciate stanno ricacciando. E quindi potreste godervela ancora per un mesetto!

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Io intanto sto centellinando i doni che la grandiosa ErbaViola mi ha portato in quell’occasione: dado vegetale autoprodotto e tisana raccolta e seccata dalle sue manine! Vi ricordo che trovate il suo dado in ‘Scappo dalla città’ o in questo bell’articolo, ogni volta che ci torno arrossico..

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Il dado dal vivo!

Rieccoci agli sformati!

Sformato con malva e riso integrale

Ingredienti per 10-15 porzioni:

170 gr farina di ceci
510ml acqua
140 gr riso integrale
120 g di malva
brodo vegetale*
1 scalogno
mezza cipolla gialla
salvia
vino bianco secco
2 cucchiai di tahini
olio evo
sale marino integrale

*perfetto anche quello di cottura dei legumi

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Procedimento

La sera prima mettete a bagno la farina di ceci con l’acqua. Mescolate bene e lasciate riposare. Schiumate e mescolate quando passate di lì. Potete anche preparare il riso a mollo nel brodo vegetale, dopo averlo ben lavato. Tenetelo in frigo!
L’indomani mondate e tritate la malva, la cipolla e lo scalogno. Abbiate cura di scegliere le foglie più piccole e tenere. Saltate in un velo d’olio la cipolla, unite la malva. Sfumate con poco vino. Cuocete rapidamente affinché resti di un bel colore verde vivo, spegnete e condite con la tahini diluita in poco brodo vegetale.
Lavate bene il riso sotto acqua corrente, se già non l’avete ammollato nel brodo. Scaldate un velo d’olio in una pentola, unite lo scalogno e la salvia. Tostate e sfumate con il vino bianco. Versate il brodo vegetale in volume doppio rispetto al riso, lasciate cuocere al dente. Condite con la malva, aggiustate di sale. Rovesciate su un vassoio d’acciaio, in uno strano sottile. Lasciate raffreddare e sgranate con una forchetta.
Condite la farina di ceci con un cucchiaio di olio e mezzo cucchiaino di sale, mescolate bene. Versate il ripieno, amalgamate con cura. Versate in stampini da muffin. Infornate a 190° per 40′. Lasciate raffreddare e sformate. Tagliate a triangoli e servite.

Trucchi e astuzie:

  • se avete fretta, potete preparare il riso cotto e condito già dalla sera precedente. Conservate in frigorifero fino al momento di cuocere lo sformato.
  • se volete congelarli, inserite i triangolini in freezer dopo averli disposti su un vassoio di carta. Dopo qualche ora,sono pronti per essere riuniti in sacchettini. Durano anche per 3 mesi. E’ un metodo che sconsiglio sempre per ovvie ragioni di impatto ambientale, ma piuttosto che vedervi finire in una rosticceria non veggie..

Essendo la malva un’edule spontanea, inserisco questa ricetta nella raccolta di Fitoalimurgia, che cresce di giorno in giorno! Qui le idee per partecipare 🙂

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Eccone una parte: http://www.anobii.com/neofrieda79/books

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11 risposte a Sformato con malva e riso integrale

  1. Daria ha detto:

    Mmmm che buono! Dopo vado a vedere se la malva ha ricacciato anche da noi! 😉

  2. erbaviola ha detto:

    Grazie delle ricette!!!! Sei adorabile!!! Così ora faccio assaggiare anche a Teo che non c’era 😛 Ho continuato a dirgli per giorni “com’era buono questo, e poi c’era anche questo, e i tortini bla bla” e lui poverino con l’acquolina… 🙂
    (p.s. se sapevo che la fotografavi, mettevo un’etichetta decente… che vergogna che sono! Scritta di fretta già sul barattolo #°°# )

    • neofrieda79 ha detto:

      ..prima o poi arrivo con tutte 😀
      La foto è orrenda (poi lascerò un commento al riguardo sul tuo ultimo..), ma l’etichetta per me è proprio un esempio da seguire! Concisa ma rigorosa 😀

      • Linda ha detto:

        Ma dov’è ‘sta orrendità?! 🙂 Sempre a proposito di foglie…anche qui solo le foglie come con la piantaggine? e foglie giovincelle? Grazie!!!!!!!!!!!!!!!!!

  3. Anna&Ipa&Silo ha detto:

    Puoi usare anche i fiori o le cimette. Dipende quanto ricaccia dopo il caldo e dopo i tagli. La regola generale è sempre foglie giovani, più tenere e dal sapore meno pronunciato. Un abbraccio!

    • Linda ha detto:

      Grazie!!!! 🙂

      • Linda ha detto:

        Ehm, anche stavolta ho la domanda n. 2!!! Ma questi “ricacci” di malva, piantaggine o altre piante in autunno avvengono anche naturalmente o solo se sono state tagliate? Dipende dalla pianta?

      • neofrieda79 ha detto:

        Sì, dipende dalla pianta. Nel caso di piantaggine è malva le piante non sfalciate presentano piante coriacee, quelle sottoposte a taglio si mantengono tenere e croccanti 😀 Chiedi pure, sono qui per questo !

  4. MaVi ha detto:

    Ho un debole per la cucina africana, credo tu lo sappia! Sinceramente finora ho fatto riferimento ai ricettari onnivori, e poi veganizzo, C’è più scelta, varietà, storia e competenza! Almeno in quello che ho visto finora in giro. Devo confessare che comunque i ricettari non li apro praticamente mai… e quando li consulto individuo la ricetta del cuore e faccio sempre quella con i ritocchi del caso! Ottimo lo sformatino selvatico della seconda primavera! 😉

    • neofrieda79 ha detto:

      Sai che ignoravo il tuo amore per l’Africa? Ecco un altro tassello! Eh, io e te condividiamo la passione per..l’attualizzare secondo il momento e il luogo! Proprio in questi giorni vi pensavo e mi chiedevo per il secondo volume se avremo ancora la gioia di ospitarvi! Lo sai, vero, che stiamo traslocando di nuovo 🙂 ?

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