Continental Raw Food: Salsa Tartara. E verdissime amicizie!

L’ho scritto, detto e ridetto. Due elementi della cucina raw stonano con il sentire an(n)archico: la presenza massiccia di ingredienti di origine tropicale, in primis gli oli^; la scarsa attenzione che trovo, nei siti e soprattutto negli shop dedicati, all’aspetto Fairtrade. Oh, intendiamoci, a una che lavora in agricoltura le certificazioni puzzano sempre un po’. Ma di qualcuno bisogna pur fidarsi, no? Non dico della Coca Cola che sproloquia sul proprio olezzoso sito dei diritti dei lavoratori, questo proprio no!

Quindi, i miei modelli di crudismo potrebbero essere il Continental Raw Food – lo so, non esiste, l’ho coniato io, non abbiatemene se suona male e, d’altro lato, il Fairtrade Raw Food. Ogni tanto uso anch’io ingredienti non km zero o non nazionali e lì la mia attenzione si fa puntiglio. Se qualcuno è interessato, tornerò sull’argomento. Questa ricetta è ‘Contiental’, a parte la curcuma! Ma direi classificabile a km zero.

In questo post volevo soprattutto raccontare di due giorni e mezzo di puro relax e amicizia, dono di una splendida coppia: Tamara e Rodrigo. Immaginatevi vorticose ore trascorse a tavola, a gustare gli splendidi cibi della padrona di casa, a chiacchierare, ridere, imparare. Grazie mille, ragazzi, siamo stati benissimo. Compresi i bimbi. E sentirsi rilassati quando si scarrozzano in giro i figli – chi ci passa lo sa – è davvero raro!

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Sopra vedete la Dolce Creatura immersa nei giochi: la soffitta si è rivelata una Stanza dei Tesori! La Mamma era un po’ fuori forma e le foto di Rodrigo – autore di tutto il servizio – l’han ritratta più di una volta dormiente. Sui prati in cui si trovava a passare, niente complimenti! A Silo invece è toccato il posto d’onore.

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Il tempo è trascorso troppo velocemente, tante le emozioni: dal pranzo di Ferragosto, a una fugace visita a Grado immersi nella folla del 15, a una mattina immersi nella laguna pullulante di granchi (sìì!), a un orto botanico di cui dovrò assolutamente raccontarvi. C’è stata pure un’incursione extra a Marano Lagunare, terra di alcuni antenati del Papà Orsetto. Non conosco bene gli ambienti lagunari, mi han sempre attrattata e vi passeggerei per giorni e giorni, specie con guide d’eccezione.

Alla laguna abbiamo dedicato anche l’ultima passeggiata e la raccolta dei ‘fiori di tappo’ che Tamara ha donato a Ipazia. Li riconoscete? Chi ama le composizioni di fiori secchi, sicuramente sì. Li avevo coltivati anni fa, allo stato spontaneo però la soddisfazione è un’altra! Vediamo chi indovina di quale genere si tratta.

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Ecco a voi la casetta magica dei nostri amici, tra i campi di mais le cui pannocchie immature ci hanno deliziato doppiamente: arrostite e servite con una golosa salsetta, sgranate per la ‘minestra di bobìci’, tipica preparazione friulana in cui il mais ancora dolce e morbido si accompagna a fagioli borlotti, cipolla e patate.

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Ho pensato di condividere qualcosa con i nostri affettuosissimi ospiti e, visto lo stato di trasloco che perdurerà fino a metà ottobre, mi sono lanciata sulle salsine raw. Parto da questa, che ho ironicamente eletta a ‘salsa Tartara’, perché è stata particolarmente gradita. Anche ai genitori di Tamara, che ho avuto il piacere di conoscere, e alla mitica Alessandra che ci ha fatto compagnia il giorno dell’arrivo.

Ingredienti:

250 g di mandorle
50 g di semi di girasole
50 ml di olio evo o di olio di girasole crudo (facoltativi)
1 costa di sedano con le foglie
1 carota
1 peperone giallo
1 cetriolo con la buccia
2 cucchiaini di capperi sotto sale
1 cucchiaio di aceto di vino bianco
1 cucchiaio di prezzemolo
succo e scorza di 1 limone
2 albicocche secche
1 cucchiaino di semi di senape bianca
1 cucchiaino di curcuma
sale marino integrale (facoltativo)

Procedimento:

mettete a bagno per 12 ore le mandorle e i semi di girasole; mettete a bagno per 2 ore i capperi, per togliere il sale e, in un’altra ciotola, le albicocche secche. Scolate grossolanamente gli ingredienti ammollati. Tritate tutto finemente e lavorate poco alla volta nel mixer, o nel frullatore, o aiutandovi con il minipimer. Consiglio di alternare le verdure alla frutta secca così che la parte acquosa faciliti la frullatura. Potete anche scegliere di preparare con il mixer la ‘mayonese di semi’ frullando mandorle e semi di girasole, sale, aceto e succo di limone, olio se desiderato, e poi mescolare le verdure tritate finissimamente con il coltello o con la mezzaluna.

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La foto non rende giustizia, colpa della luce delle 5 di mattina: la curcuma e il peperone regalano un bel giallo acceso. Io adoro l’aceto di vino perché lo autoproduco, in alternativa consiglio il sapore più delicato dell’aceto di mele. Le albicocche secche, unite al cetriolo, al peperone e alla carota, donano una note dolce che armonizza con il piccante e l’amaro della senape. Preferisco i semi alle salsine già pronte e ricche di zucchero, conservanti, ingredienti di scarsa qualità.

Le vostre vacanze e le vostre scoperte culinarie 😀 ? Attendo di leggervi!

Curioso della mia libreria Anobii?

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10 risposte a Continental Raw Food: Salsa Tartara. E verdissime amicizie!

  1. isa-mammafelice ha detto:

    Hmmm…. invidia la nanna sul prato!!! E delizia la salsina 😉

  2. Tamara ha detto:

    E’ stata veramente una grande gioia potervi ospitare e passare con voi delle bellissime giornate. Grazie per le salse deliziose e per tutti gli altri doni che ci avete portato 🙂 Un abbraccio grande a tutti e in particolare alla dolcissima Ipazia :-*

    • neofrieda79 ha detto:

      Ci sentiamo via mail nei prossimi giorni :-* Figurati, quest’anno siamo proprio ridotti all’osso come scorte..spero nello sprint finale 😉

  3. Che felicità avervi incontrato, vedere Ipa cresciuta e conoscere Silo ^_^
    Le salsine erano una meraviglia, da leccarsi i baffi! ^_^

  4. elenadir ha detto:

    Quanto avrei voluto esserci! Ma in quei dì eravamo incasinati con altri problemi. Un abbraccio a tutti voi 🙂

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