Il Giovedì del Libro di Cucina: Breaking the food seduction

Buongiorno a tutti!

Oggi Valentina di Democratic Nutrition ci regala la recensione de ‘Il vegetariano gourmet’! Andate a leggere nel loro blog.

Un testo di nutrizione con qualche ricettina. Un testo che è qualcosa in più: un’ agile e pratica guida per affrontare, step dopo step, il proprio rapporto con il cibo, in particolare con il cibo di origine animale e il cibo spazzatura. Ovviamente la meta è una sana alimentazione vegan!

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L’autore, Neal Barnard, è presidente e fondatore del PCRM, Physicians Committee for Responsible Medecine. Riprendendo la loro breve presentazione sulla pagina Fb, si tratta di un’organizzazione no-profit che promuove la medicina preventiva, conduce ricerche cliniche, incoraggia standard alti di qualità nella ricerca stessa.

Vi ricordo che dal 2009 PCRM promuove l'iniziativa '21 days Vegan Kickstart', 
tra l'altro con un'attenzione particolare alla geografia e all'etnia, come potete vedere dalla pagina ufficiale.

21day_logo

Le ricette e i menù sono di Joanne Stepaniak.

Dopo una parte introduttiva, ecco la pars destruens e l’analisi puntuale delle dipendenze e dei motivi che le alimentano:

  • come il cibo ci rende dipendenti
  • la seduzione dello zucchero
  • la seduzione del cioccolato
  • la seduzione del formaggio
  • la seduzione della carne

Segue poi la parte di ‘allenamento’, sette steps per liberare il corpo dalle dipendenze:

  • inizia con una colazione salutare
  • scegli cibi che non diano picchi di glicemia
  • sostieni la leptina, che doma l’appetito
  • rompi i cicli di astinenza
  • esercizio e riposo
  • fai appello ai rinforzi
  • usa motivazioni extra

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Arriva poi il momento di riconciliazione con il cibo

  • cibi che fanno il tuo bene
  • il programma d’avvio di tre settimane (21 days kickstart)
  • in viaggio: ristoranti, fast food, snacks

Termina il testo una ricca sezione dedicata a menù e ricette, in cui si stressano le sostituzioni salutari e in cui si analizzano le varie portate. Preparazioni bifronte, golose e salutarti allo stesso tempo.

L’avevo regalato al Papà Orsetto, sperando in qualcosa di operativo ma pensando a qualcosa di meno tecnico e più coaching-style. Invece è rimasto in giacenza finché me lo sono letta e riletta io. Sono davvero entusiasta per queste pagine a metà tra lo scientifico e il divulgativo, sempre rigorose e sempre piacevoli.

Consigliatissimo!

Autore: Neal Barnard
Titolo: Breaking the food seduction. The Hidden Reasons Behind Food Cravings – and 7 steps to End Them Naturally.
Casa editrice: St Martin’s Press
Anno: 2003
Pagine: 323

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L’iniziativa del Giovedì vuol essere anche un cammino condiviso con il gruppo Facebook ‘Genitori Veg’. Io e le amministratrici riteniamo infatti che la recensione di testi di cucina e/o di nutrizione possa interessare ai genitori che nel gruppo chiedono e portano consigli, referenze e confronto.

Unisciti anche tu a ‘Il Giovedì del libro di cucina’! Ti aspettiamo!

Curioso della mia libreria Anobii? Eccone una parte: http://www.anobii.com/neofrieda79/books 
Chiedi una recensione e ti sarà data!

Altre chiacchiere? Venite ad animare la pagina Fb di Passato tra le mani! Vi aspetto!

E per chi vuole le ricette direttamente in casella di posta, menù nella colonna di destra! Iscrivetevi, e mandatemi i vostri feed-back!

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14 risposte a Il Giovedì del Libro di Cucina: Breaking the food seduction

  1. Daria ha detto:

    Che bello! Mi sembra molto interessante… sul versante cioccolato avrei da lavorare con le birbe… Io sono sulla buona strada anche se una bella torta al cacao mi fa sempre voglia! Esiste la versione in italiano o c’è solo in inglese?

    • Anna&Ipa&Silo ha detto:

      Ciao cara, che io sappia Barnard non è tradotto. Ci sarebbe da mettersi 😉 Comunque è un (american) english molto semplice, secondo me è un buon testo da regalare a persone già un po’ motivate. Non mi parlare del cioccolato e dei dolci in genere..Qui come ti ho detto siamo in piena fase restrittiva. Nei prossimi giorni però posto una scoperta fatta con Ipa, che mi ha sorpreso 😀 Se ti interessa una parte in particolare dimmi, ti mando un mp!

      • Daria ha detto:

        Adesso sono curiosa! Aspetto con impazienza la scoperta! Da noi comunque il colore dato dalla sapa alle tortine che ho postato l’altro giorno è servito fare a simulare l’effetto cioccolato… 🙂

      • neofrieda79 ha detto:

        Sìì mi avevi detto! Se riesco a rifare la torta in questione la posto. Ma temo fosse la voglia di ipa a farle vedere il cioccolato! L’ingrediente segreto/base erano..le bucce di cetriolo!

      • Daria ha detto:

        Ma così divento ancor più curiosa… le bucce di cetriolo… fantastico!

      • neofrieda79 ha detto:

        Provo a tenere almeno una fetta della prossima, qui scompaiono alla velocità della luce!

  2. isa mammafelice ha detto:

    Ne ho letti altri suoi, ma questo non lo conoscevo! E ora lo voglio 🙂

    • neofrieda79 ha detto:

      🙂 secondo me sono cose che tu sai e stra-sai, e anzi in alcuni punti rischia di essere superficiale perché deve condensare. Comunque è davvero piacevole anche per una ripassata 😉 Io di lui avevo solo letto articoli e interviste, mi è piaciuto proprio tanto.

  3. Conoscevo lui e il suo approccio, ma non questo libro nello specifico. Non mi piace così tanto e non sono del tutto d’accordo con la sua impostazione, faccio la “bastian contraria” come diciamo in Veneto, ma la “seduzione del cioccolato” in senso negativo come la pone lui c’è solo se c’è quella dello zucchero. Io sarò di parte, e ormai “chocolizzata”,ma il cioccolato raw sugarfree per me si è rivelato un toccasana, per i problemi con il Crohn, con la dismenorrea e con l’umore. Pensare che per anni me lo ero negata per seguire le impostazioni low-fat…senza alcun risultato.
    Parere ed esperienza personali, comunque i benefici del cocoa sono testimoniati nella letteratura…
    Oggi finalmente partecipo anch’io al Giovedì del libro di cucina, ecco qui qui:http://democratinutrition.blogspot.it/2013/06/recensioni-il-vegetariano-gourmet.html

    Seguiranno altri sempre dedicati al mondo delle spezie e in particolare alla cucina indiana.

    Valentina Jennifer

    • neofrieda79 ha detto:

      Grazie per questa recensione, l’avevo sentito citare varie volte!
      Non so cosa hai letto di Barnard. Di sicuro c’è un certo dibattito, anche nel mondo raw, sul cacao..A quanto so io la corrente Living Food lo esclude.
      In questo libro non lo demonizza a prescindere, anzi ci sono ricette con cacao e carruba. Nel capitolo dedicato stressa più che altro la biochimica del cacao e i meccanismi del craving. Più che altro ho visto che nelle ricette non specifica potassato o meno, credo perché negli States han entrambi i tipi, e ben specificato..

      • Grazie a te. Allora premetto di non aver letto libri di Barnard, bensì qualche articolo o scritto qui e lì nel web, e non mi era piaciuto così tanto. Per esprimere un’opinione, dovrei leggere il testo in questione. Per quel che riguarda il cacao, anche nel mondo raw so che c’è dibattito, so che molti lo escludono… ma non ne comprendo bene le ragioni. La letteratura ci porta una buona documentazione a supporto del cacao. Discorso a parte per il burro di cacao e il cioccolato… Alcuni demonizzano il burro di cacao, altri più ponderati prediligono la polvere di cacao, la parte nutrizionalmente ricca, con moderazione per il burro ma senza escluderlo. Io sono per questa posizione, certo ci vuole moderazione, considerando condizioni particolari e il fatto che inibisce l’assorbimento del ferro, e forse anche altri minerali, ma ciò che demonizzo sono i cattivi cioccolati a basse percentuali di cacao e zuccherati. Meccanismi del craving? Non si possono negare, documentati soprattutto per le donne durante la sindrome pre-mestruale, io per prima ne sono da campione. Ma c’è differenza tra craving e dipendenza vera e propria… quindi simpaticamente mi definisco “chocolizzata”, nel senso che la “voglia” di cioccolato c’è e mi saprei mangiare una barretta intera in una giornata, ma non dò la minima connotazione negativa alla cosa, nè di per sè nè per la mia salute, anzi. Ecco l’unico proble …i soldi, perchè il cacao raw costa! Poi personalmente avrei cravings per tante cose, tutto ciò per cui ho una predilezione “innata” forse, e che posso mangiare, data la condizione del Crohn, dalla frutta secca, anacardi in prims, le barrette di frutta-verdura secca, ai datteri, e se potessi ad una fetta di pane appena sfornato… o semplicemente un cesto di albicocche! Dovrei approfondire meglio i meccanismi, ma parleri per me di cravings con tanti cibi…anche super sani e naturali.

        Infine per il tipo di cacao usato, sia negli States che qui sono disponibili entrambi i tipi, come sempre lì ci sono più possibilità di mercato, qui pochissimi distribuiscono cacao non potassatoe ancora meno cioccolati validi con cacao non potassato. Nelle ricette solitamente nessuno specifica, secondo me è una mancanza dato che richiedono attenzioni un po’ diverse, specie per torte, muffin e simili lievitati, perchè fa la differenza. Consiglio che avevo condiviso negli appunti pratici della nostra giornata sul cacao: per sostituire cacao non potassato (acido) a quello potassato bisogna aggiungere un agente alcalinizzante (basico) indicativamente ogni 3 cucchiai (18 gr) di cacao non potassato un pizzico di bicarbonato ( circa ⅛ di cucchiaio, più o meno).

        Ecco, sorry per il papiro, ci tenevo a non venir fraintesa, e quando avrò tempo andrò ad approfondire sia Barnard che imeccanismi di craving.

        Valentina Jennifer la “chocolizzata” : )

      • neofrieda79 ha detto:

        Hai fatto bene a specificare, infatti volevo linkare in una prossima ricetta il vostro lavoro..che già è linkato in un articolo di febbraio 🙂 Purtroppo negli articoli in italiano non si specifica perché nessuno ci fa caso.
        Barnard in questo caso allude proprio ai meccanismi biochimici scomodando recettori e quant’altro, è molto tecnico. Se vuoi te lo faccio avere, così ti fai un’idea. Craving può avere varie connotazioni, si usa anche per parlare di oppiacei o di cocaina! Comunque i chocolics di solito mangiano cioccolato-spazzatura, non stanno certo a farsi cioccolatini raw 😉

  4. CescaQB ha detto:

    Donna sai sempre come stupirci!!!! 🙂
    E grazie per il link interessante.
    Scherzi a parte se riuscissimo a raccimolare un po’ di contatti di produttori italiani di frutta “alloctona” (che buffo questo termine non l’ho mai usato x la frutta ma solo per gli animali 😀 ) magari un giorno si potrebbero organizzare dei gruppi d’acquisto…che dici?

    • neofrieda79 ha detto:

      Sìì è una bellissima idea! E lavorando in agricoltura sono doppiamente sensibile al tema 🙂 se non sbaglio Fruttalia & Co si sono già costituiti come GAS, sarebbe bello allargare un po’ di più..Fammi sapere!

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