Crostata con crema al sambuco e chiacchiere serotine

Proseguo con le ricette del Menù presentato alla Saletta lo scorso 26 maggio: la preparazione che vedrete è stata l’occasione per valorizzare un graditissimo dono di Daria.
Ne approfitto intanto per salutare gli amici con cui abbiamo chiacchierato sabato sera al GiroBio!

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Abbiamo trascorso un piacevole pomeriggio chiacchierando di cucina e di trucchi per godere al meglio i benefici dell’alimentazione 100% vegetale. Ringrazio tutti i presenti, clima rilassato ma fervente!

Condivido un’altra foto della Saletta per mostrarvi una pianta che dovreste trovare ancora in fioritura, l’Aristolochia clematitis. Non è di interesse culinario, anzi le radici e i gambi sono tossici. Però è l’unica pianta, nelle nostre zone ‘carnivora’..o meglio, come gli altri generi della famiglia Aristolochiaceae, presenta un curioso meccanismo di intrappolamento degli insetti. Questi vengono richiamati dal puzzo della pianta in fiore (che a loro piace..), restano intrappolati nel tubulo che si richiude su di loro e vengono rilasciati solo dopo essersi ben impiastricciati di polline.

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Qualcuno si chiedeva se la pianta non avesse gradito cibarsi di zanzare. Il sogno di tutti!

Ho già parlato nel precedente post della Crema con i gelsi, ora vi presento l’altro dessert: una crostata preparata con la tecnica della cottura in bianco e riempita successivamente con una crema ai fiori di sambuco. Tranquilli, si possono usare assolutamente i fiori secchi. Tenete conto che il peso iniziale, con l’essiccazione, si riduce a circa 1/7 – 1/10!

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Crostata con crema al sambuco

Ingredienti:
Per la pasta frolla
270 gr di farina tipo 1
100 ml olio di mais bio deodorato
80 ml succo di mela al naturale
150 gr malto
3 cucchiai di amido di mais
1 pizzico sale
1 pizzico vaniglia in polvere
Per la crema pasticcera
500 ml latte d’avena
180 gr malto di mais
50 ml olio di girasole bio deodorato
40 gr fiori di sambuco freschi
succo e scorza grattugiata di un limone
una punta di vaniglia
75 gr farina d’orzo (regalo di Daria!)
25 gr amido di mais
un pizzico sale marino integrale
Per comporre la torta:
marmellata di albicocche senza zucchero
pangrattato e/o fette biscottate integrali e/o biscotti
Per decorare:
nocciole tritate
agar agar in polvere

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Procedimento:
Sciogliere il malto nel succo di mela a fiamma bassissima. Lasciar raffreddare e mettere in frigo. Montare con l’olio, versandolo a filo. Usare un minipimer per comodità. Si otterrà una sorta di crema molto liquida. Versare gli ingredienti secchi, setacciandoli con cura. Lavorare velocemente con la punta delle dita per non scaldare l’impasto. Aiutarsi usando una ciotola d’acciaio immersa nel ghiaccio o un cubetto di ghiaccio da passare sui polsi.
Appena l’impasto è liscio, farne una palla, avvolgere con un canovaccio umido e porre in frigo per almeno mezzora.
Stendere con l’ausilio di carta forno o di un tappetino in silicone, meglio se su una superficie fredda.
Foderare tre stampi di diametro 23 cm, rialzando ai bordi di circa un cm. Bucherellare il fondo con i rebbi di una forchetta, senza intaccare tutto lo spessore. Riempire con carta forno grande abbastanza da coprire tutta la superficie e versarvi fagioli o ceci in quantità tale da esercitare una buona pressione. Cuocere a 160° per 10′, poi alzare a 200°. Dopo 10′ togliere fagioli e carta forno e lasciar asciugare. Se si vuol farcire successivamente, come nel nostro caso, cuocere altri 15′-20′ o comunque fino a coloritura, se si vuol cuocere anche la farcia lasciar asciugare solo 10′. Sfornare, attendere che si raffreddi. Passare con un velo di marmellata di albicocche sciolta su fiamma bassissima e foderare con pane tostato grattugiato finemente o con fette biscottate o con biscotti 100% vegetali sbriciolati.
Per la crema: portare a ebollizione latte vegetale e fiori di sambuco. Spegnere e lasciar riposare per 3-4 ore. Filtrare e gettare i fiori. Frullare tutti gli ingredienti a eccezione del succo di limone, che andrà unito solo a fine cottura, goccia a goccia, dell’olio e dell’amido che andranno emulsionati e uniti a ebollizione. Mettere su fuoco basso mescolando in continuazione, come per una béchamel. Quando arriva a ebollizione abbassare ulteriormente la fiamma, versare l’emulsione e cuocere per almeno una decina di minuti. Versare in una zuppiera e far raffredare.
Per comporre la torta: Lavorare la crema, ormai fredda, con una frusta. Stenderla sulla base e decorare con le nocciole tritate. Sciogliere mezzo cucchiaino di agar agar in una tazzina d’acqua, portare a ebollizione con un goccio di succo di limone. Pennellare la superficie con uno strato sottilissimo, tanto da lucidare. Servire fredda.

Questa ricetta partecipa alla raccolta ‘Fitoalimurgia’ per Sambucus nigra

LogoFitoalimurgia

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10 risposte a Crostata con crema al sambuco e chiacchiere serotine

  1. Daria ha detto:

    Meravigliosa questa crostata con la crema! Penso al profumo del sambuco che doveva avere! Segnata anche questa fra le cose da provare!
    PS: grazie è stato un vero piacere donarti la farina, ero sicura che ne avresti fatto buon uso!

  2. maugauu ha detto:

    Uhm! Meraviglia! La proverò subito, ho però i fiori di robinia, spero possa andare bene lo stesso 💜

    • neofrieda79 ha detto:

      Il sapore cambia: con la Robinia è molto più delicato. Ma secondo me il risultato sarà ottimo, fammi sapere e, se ti va, mandami qualche foto 😀

  3. naturalentamente ha detto:

    Sono commossa.
    Non vedo l’ora di fare questa crostata. sappi che mi hai resa felice, condividendo questa ricetta. Grazieeeeeeee!!!!!!

  4. neofrieda79 ha detto:

    Se la provi, fammi sapere 🙂

  5. stefy.rainbow ha detto:

    Che idea fantastica e piena di tecniche che non conoscevo! Grazie mille!
    Secondo te si possono usare anche altri fiori per aromatizzare la crema? Mi vengono in mente quelli di lavanda, stanno benissimo con l’acidulo delle albicocche..

    • neofrieda79 ha detto:

      Senz’altro, cara Stefania. La Lavanda sta benissimo, ma anche la Robinia pseudoacacia che trovi facilmente in erboristeria, o i capolini di camomilla, o ancora i petali di papavero che hanno aroma neutro ma un delizioso colore, e in questa stagione le rose, specie le profumate varietà antiche.
      Mi scuso per il ritardo nella risposta, ma il tuo commento era finito in moderazione. Un caro saluto!

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