Involtini di verza in rosso

Febbraio è volato. Come al solito mi sento in ritardo su tutti i fronti. Vivere con due creature sotto i 5 anni rende tutto troppo entusiasmante, sarà quello?

Vi vorrei segnalare un bellissimo lavoro di ricerca svolto da Valentina e Carlo e presentato nell’occasione che vi avevo suggerito qui. Non sapete cosa vi siete persi! Però potete recuperare leggendo il materiale caricato sul loro blog. Ne vale la pena! E magari possiamo contribuire tutti, segnalando i prodotti che abbiamo valutato di usare.

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Il popolo Kuna, dal blog di Valentina e Carlo

L’inverno, si sa, è la stagione dei cavoli. Riscoperti da chi, negli ultimi anni, si è interrogato sulla stagionalità della propria tavola. Ecco una ricettina semplicissima, con ingredienti che ogni erbivoro, e anche ogni consum-attore attento a variare, troveranno facilmente in dispensa. Indico in volume, così da velocizzare!

Ingredienti:
foglie esterne di verza
2 parti di fagioli cannellini, già cotti
oppure
2 parti okara – homemade;
2 parti pangrattato – il mio era homemade, con PM;
1 parte farina ceci;
1 parte acqua;
sedano rapa grattugiato;
scalogno tritato finemente;
rosmarino spezzettato;
sale marino integrale.
Per il sugo:
salsa di pomodoro – homemade!
cipolla bianca, finemente tritata
alloro
InvoltiniVerza

Procedimento:
sbollentare le foglie di verza in acqua bollente salata per 5′ o di più, a seconda della consistenza fibrosa. Raffreddare in acqua e ghiaccio, scolare. Intanto preparare il ripieno mescolando tutti gli ingredienti e amalgamandoli bene con le mani. Potete aggiungere ovviamente olio o frutta secca, noi nella cucina di tutti i giorni cerchiamo di aggiungere meno grassi possibili. E ultimamente sto convincendo il consorte all’approccio Fuhrman, ovvero frutta secca o frutta oleaginosa piuttosto che olio estratto dalla stessa.Appiattire le foglie su un tagliere, servendosi di un mattarello. Siate decisi. Non violenti, ma decisi 🙂 Riempire le foglie di verza con una pallottola di ripieno, ripiegare su se stesse, eventualmente fermare con uno stecchino o legare con erba cipollina. Non amo tanto usare filo, anche se dichiarato da cucina. E’ anche scomodo e antiestetico da togliere, oltre ad aumentare il volume di rifiuti.
Preparare un sugo con cipolla finemente tritata, alloro e conserva. Anche in questo caso, chi vuole usi l’olio. Io spesso lo ometto, e mi limito a ‘soffriggere’ la cipolla con l’acqua. La reazione di Maillard avviene lo stesso. Quando la conserva si è scaldata, versare gli involtini e cuocere una ventina di minuti a fuoco bassissimo, con il coperchio. Far asciugare eventuale liquido residuo. Servire tiepidi o freddi. Come per le polpette senza uova, anche questo ripieno solidifica una volta che la temperatura è scesa. Quindi non aspettatevi la consistenza ‘mattoncino’ mentre cuoce. Vi assicuro che una volta raffreddati sono assolutamente da masticare e reggono bene alla prova schiscetta! Con un’insalata e del buon pane a PM sono stati un pranzo appagante, o almeno così riporta il Papà Orsetto. La Mamma sul luogo di lavoro consuma altro, ovvero nella tasca della tuta ho la mia riserva raw: frutta, verdura, a volte un sacchettino di semi.

Con questa ricetta partecipo al Contest ‘Me lo porto in ufficio’ lanciato da Mimma di Pasticci e Pasticcini.

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12 risposte a Involtini di verza in rosso

  1. Mimma Morana ha detto:

    ottima preparazione!!!sei la ricetta n. 100!!!!
    ti aspetto con altre belle idee!!!!
    inserita!!!!

  2. letissia ha detto:

    Bella la tua ricetta, come sempre. Interessante il tuo suggerimento di passare il matterello sulle foglie di cavolo.:) Un’altra cosa: il passaggio nel ghiaccio lo usi per mantenere il colore o per che cosa? e il passaggio repentino dal caldo al freddo non altererà i principi ntritivi della verdura? Un bacio a te e alle creature 🙂

    • neofrieda79 ha detto:

      Ciao cara, al contrario! Così si mantiene la croccantezza, il colore e i nutrienti. Molti usano acqua leggermente salata. E’ un procedimento che si usa anche in alta cucina: si sbollenta e si raffredda velocemente per fermare la cottura. Il matterello per distendere le foglie è utilissimo. Se fosse una ricetta raw, o se ci fermassimo alla sbollentatura. il fatto di produrre una contusione delle foglie avrebbe anche un altro senso. Ovvero la liberazione dell’enzima mirosinasi che è quello che rende biodisponibili le molecole anticancro presenti nei cavoli e affini. Il tutto super-riassunto..Se posso darti riferimenti, chiedi 🙂

  3. mammavegana ha detto:

    Ho letto l’ articolo consigliato e mi è venuta voglia di cioccolata, ma si può? 😉
    Belli gli involtini, anche io a volte li faccio più o meno simili ai tuoi, ma non ho mai raffreddato in acqua e ghiaccio. Come mai questo procedimento?

    • neofrieda79 ha detto:

      Si può, si può! Te lo dice una che pensava di odiare la cioccolata e con quella raw si è ricreduta 😉 Acqua e ghiaccio servono per raffreddare velocemente, fermando la cottura mantieni colore e nutrienti. Un abbraccio!

  4. erbaviola ha detto:

    Ciao Annalisa, quante belle cose che si scoprono con te 🙂 democratic nutrition è un bel progetto, che finirò di leggermi con calma 🙂 E la ricetta con la verza! Invitante!

    • neofrieda79 ha detto:

      Con la prossima ho un annuncio da fare 😉 Grazie di essere passata ❤

      • erbaviola ha detto:

        Io passo sempre cara, ma delle volte non commento perché leggo da ipad e lo scrivere nelle caselline dei commenti non è semplicissimo… ma ti leggo :-*
        Che annuncio? che annuncio? ora sono proprio curiosa!

  5. neofrieda79 ha detto:

    Il tuo mitico giveaway, no? condiviso su Fb ma voglio abbellirne il sito 😉 un bacio

  6. letissia ha detto:

    Grazie mille per le spiegazioni esaurienti! A presto 🙂

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