Budino al cioccolato, robinia e noce moscata

L’ennesimo budino per Neofrieda, che come sapete adora i dolci al cucchiaio. Non tanto ingerirli, quanto prepararli. Tanti di voi mi chiedono spiegazioni dettagliate, devo dire che tra le preparazioni classiche io le trovo che budini e simili siano le più facilmente veganizzabili.

Doppia dedica per Ravanello Curioso: da un lato trovo finalmente un attimo per partecipare al suo bellissimo Contest, nella sezione ‘Ricette Dolci’, dall’altro la ricetta è stata appositamente pensata e cucinata per una visita di Ravanello in persona, con Ravanellina e l’amica L. Ma di questo racconterò in un prossimo post, tanto per creare la suspence del racconto a puntate!

Mi scuso per la luce, ma come al solito Neofrieda ha fotografato in fretta e furia due secondi prima di andare in onda..ops, in tavola.

Ingredienti per 6 persone:

540 ml bevanda vegetale
140 gr malto di riso bio
85 gr amido di mais bio
50 gr cioccolato fondente (Altraqualità)
45 gr olio di girasole bio deodorato
30 gr farina integrale di frumento autoprodotta
3 cucchiai fiori di robinia essiccati, ovviamente da autoproduzione
35 gr cacao amaro (Altraqualità)
1 pizzichino noce moscata (Altromercato)

Due chiacchiere sugli ingredienti:
chi mi conosce sa che consiglio sempre di alternare l’onnipresente ‘latte’ di soia con altre bevande. Per il contenuto in lecitine, magici grassi dal potere emulsionante, nei dolci al cucchiaio ha comunque un significato particolare. In questo caso le lecitine aiutano a far diventare un tutt’uno la parte liquida e la parte grassa (cacao, cioccolato, olio).
Quanto all’amido, in questo caso ha funzione addensante e copre in parte la scarsa farina che trovate indicata negli ingredienti, in parte l’assenza delle uova. Sostituibilissime! Non è indispensabile, basterebbe la farina a legare gli ingredienti. Ma se volete l’effetto mattoncino/frittata che nelle ricette onnivore è fornito dalle uova, meglio usare l’amido. Io avevo preparato del seitan alla milanese per soffiata sui gusti della Ravanellina, quindi in realtà ho usato l’amido di frumento residuo, tenendo conto che era già un po’ impregnato di liquido. La dose che vi fornisco va benissimo per l’amido in polvere, intendiamoci.
Il cioccolato di Altraqualità, così come il cacao, mi danno risultati ottimi e in generale trovo quest’ Associazione davvero seria. Ho la fortuna di potermi servire da loro a Ferrara, 3-4 volte l’anno aprono lo spaccio. Ma come vedete potete benissimo sfruttare l’e-commerce.
Per chi non conoscesse la Robinia, seguite questo link e dalle foto non avrete dubbi! E’ anche un’occasione per rimandarvi a uno dei forum che trovo più esaurienti quanto alle mie adorate erbe spontanee. E in italiano! Non mi par vero! Buona raccolta, ormai per l’anno prossimo se parliamo dei fiori.

Procedimento:
Preparare setacciati la farina integrale – ovviamente con un colino a maglie grosse, vogliamo usarla con tutta la crusca! – e il cacao. Tritare finissimamente il cioccolato. Emulsionare l’olio con l’amido, formando una sorta di cremina abbastanza solida.
Portare a ebollizione il latte con i fiori di robinia, spegnere, lasciar riposare 10′. Filtrare. Intiepidire il latte e sciogliervi il malto – non l’abbiamo fatto prima per evitare di gettarne con i fiori! Fuori dal fuoco unire la farina integrale e il cacao. Frustare per bene, rimettere su fuoco basso e portare a ebollizione. Versare l’amalgama di amido e olio frustando vigorosamente perché non si formino grumi. Non è proibita una passata di minipimer 😉 Cuocere 5′, spegnere, versare la cioccolata e la noce moscata e mescolare vigorosamente. Gettare in uno stampo da budino leggermente bagnato d’acqua, battere sul piano di lavoro. Pareggiare la superficie con un cucchiaio bagnato d’acqua, o di tisana alla robinia se non avete resistito alla tentazione di prepararvene una teiera! Lasciar raffreddare e tenere in frigo almeno 3 ore. Sformare e servire. Io ho cosparso con un po’ di buccia d’arancia polverizzata – prima o poi un post con tutto ciò che ricavo dalle bucce d’agrumi, promesso! –  e ovviamente con fiori di robinia.

Le FAQ:
Perché amido e olio alla fine?
Per evitare l’antiestetica patina oleosa che altrimenti ritrovate sulla superficie. L’emulsione dell’olio con gli altri ingredienti viene favorita dalla temperatura.
Ma basta l’acqua per lo stampo?
Assolutamente sì se la quantità di addensante è sufficiente. Scordatevi sia il burro delle ricette onnivore, sia le margarine e affini.
Perché il cioccolato a fuoco spento?
Si scioglie perfettamente ed evitiamo un viragio di sapore oltre che un rimaneggiamento delle molecole che lo compongono

Il contest!
Come anticipato, questa ricetta partecipa al Contest di Ravanello Curioso: ‘Ricette d’estate‘, ovviamente per la categoria DOLCI.

Mi spiace essere arrivata così in ritardo, ma come vedete avete ancora qualche giorno! Che aspettate?
La scelta: un po’ sono riuscita ad autoprodurre gli ingredienti e quindi in linea ci siamo. Un po’ d’estate i dolci al cucchiaio mi sembrano indicati, e certo il cioccolato non si snobba mai!
Vista la velocità della ricetta, direi che può entrare a pieno titolo nella sezione “Sbattimento Zero © ®” promossa da Genitori Veg. Trovate i dettagli nella pagina del Contest.

E ora..provate! E se avete domande, sono qui!

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17 risposte a Budino al cioccolato, robinia e noce moscata

  1. Grandiosa! Tu e la ricetta 🙂

  2. neofrieda79 ha detto:

    Più che altro, grandiosamente banale 😉 Spero che a qualcuno sia utile per un dolcino improvvisato, ovviamente robinia e noce moscata sono un extra che si può benissimo omettere!

  3. Felicia ha detto:

    E’ favoloso…………. non puoi farmi questo!!!! mi sono innamorata dei tuoi budini, ed ora… Un bacione 🙂 Domani esce il post sul raduno!!!!!

  4. neofrieda79 ha detto:

    Addirittura! Ti prometto che riprendo quanto prima quello al mais e lo posto..ma è talmente banale..Più tardi ti mando un mp!

  5. Barbara ha detto:

    i tuoi budini mi strapiacciono sempre, sarà che adoro i budini e non li so fare, che quindi da te trovo sempre spunti veloci come piace a me… 🙂

  6. neofrieda79 ha detto:

    Cara! Che bello averti finalmente abbracciata di persona! Lo sai che passato l’inverno hai una tappa obbligata, vero 😉 ? In tanti mi dicono che sono in difficoltà con budini e affini eppure a me, che pure sono così primitiva, riescono sempre..Spero perdiate la sfiducia, sono davvero banali, almeno i miei! comunque entro il w-end spero di terminare gli articoli di Cucina Resistente e di caricare tutto il materiale, indovina qual è stato l’ultima tema? Un abbraccio!

  7. Maddalena ha detto:

    Ma è perfetto, tu ami prepararli, io mangiarli, lo sapevo che siamo fatte l’una per l’altra. 😀 Grazie di cuore per la tua adesione al contest, ci contavo! 🙂

  8. Pingback: Ed ecco tutte le ricette in gara … « ravanellocurioso

  9. Manuela ha detto:

    Ciao, complimenti per la ricetta, la proverò di sicuro, ma vorrei sapere una cosa, cosa te ne fai dei fiori di robinia? Sapevo che si mangiavano impanati ma non l’ho mai fatto, qualche volta li ho assaggiati crudi ma non ho mai pensato di essiccarli, che proprietà hanno? Qua vicino ne ho a bizzeffe, il prossimo anno li secco magari. Grazie mille!
    Manuela

    • neofrieda79 ha detto:

      Ciao Manuela, e grazie della visita! Fammi sapere se il risultato è di tuo gradimento, mi raccomando. Il vantaggio della robinia è che, rispetto ad altre essenze, conserva ottimamente il profumo una volta essiccata.
      Se mi stai chiedendo il significato fitoterapico dei fiori, han proprietà astringenti, antispasmodiche, calmanti, colagoghe e toniche. Se vuoi specifiche – tenendo conto che ti posso dare informazioni di carattere culturale, ma non medico 😉 – chiedi pure, sono qui apposta!
      Se invece mi chiedi dell’uso in cucina, tieni conto che i fiori freschi (e secchi!) sono anche ottimi aromatizzanti degli aceti. I fiori secchi si possono usare per aromatizzare le bevande vegetali o anche solo per un gradevole té. Io li uso anche come spezia, proprio in virtù del profumo, in piatti dolci e salati. Ne avevo anche pubblicati, a zonzo per vari siti..Devo decidermi a riunire tutti i link!
      Altre parti della pianta hanno significato in omeopatia o, spostandoci, nell’agricoltura naturale e nell’autosufficienza. Un abbraccio!

      • Manuela ha detto:

        WoW grazie! Proverò il budino e il prossimo anno faccio scorta di fiori di robinia, di solito raccolgo solo sambuco per farne i tè d’inverno! Grazie delle informazioni!
        Manuela

  10. neofrieda79 ha detto:

    Figurati! Se altro sono qui 🙂

  11. Pingback: Budino al cioccolato « ravanellocurioso

  12. Marta Martina ha detto:

    Preparato oggi per la crostata che ha postato ravanello…buonissima…se non facevo attenzione i bimbi l’avrebbero divorata tutta prima di metterla nella crostata:-)

  13. Pingback: Gennaio | SwissVeganTicino

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