Budino di pere e saraceno

Oggi Neofrieda è stata a un convegno per lavoro. E le ha fatto molto piacere essere riconosciuta da una delle presenti, e chiamata per nome. Per l’ennesima volta le è stato fatto notare che non parla mai, se non tangenzialmente, di questo bellissimo, difficillimo lavoro. Forse un po’ rimedierò, forse aprirò un diario a se stante. Chissà..Quello che vi posso dire è che attualmente sto lavorando in modo che non mi soddisfa. Il che è diverso dal dire che il mio lavoro non mi soddisfa. Non voglio cambiare lavoro, voglio cambiare modo di lavorare.

La foto storica, la ‘Madonna dei Papaveri’  come l’ha definita Stefano, che tanti di voi riconosceranno

In tutto questo, infilo una promessa di tanto tempo fa emulsionata a una parola data, più recente.
Era ottobre e Neofrieda era eccitatissima perché col proprio collettivo, il Collettivo EcoResistenti di cui vi invita a chiedere l’amicizia, aveva organizzato la prima giornata dell’autoproduzione. Una festa basata sul baratto e sullo scambio di conoscenze. Domani ve ne sarà un’altra, e poi ancora a marzo, aprile, maggio..Neofrieda ci sarà, eccitatissima e felice come sempre. Tranne domani, perché Neofrieda dovrà stasersene a casa. E questo post stempera l’avvilimento di non esserci, o vorrebbe farlo.

Dicevo, era ottobre e Neofrieda voleva proporre un dolcino godurioso, cruelty-free obviously, sugar-free obviously,km zero obviously. E magari buono anche per gli amici che soffrono di gluten sensitivity. La prova del 9 è stato il figlio di una collega gasista: ha chiesto il bis! Neofrieda aveva promesso la ricetta, per poi rimandare senza dimenticarsi. Il ricordo è divenuto necessità di tradurre quando, nella speranza di staccare definitamente il freezer, o almeno per qualche mese, ha cacciato uno dei budini rimasti nella stufa accesa. Ancora congelato. Ha mantenuto una consistenza soda e cremosa e ha decisamente passato l’esame!


Ecco, qualche tempo fa in un gruppo di genitori vegeteriani e vegani che Neofrieda frequenta sempre troppo poco si è parlato di budini da preparare in anticipo e conservare a lungo. Neofrieda ha eseguito molte prove empiriche e casuali, ma ancora non ha avuto modo di dedicarci un pomeriggio serio, pesando e cronometrando tutto, e soprattutto di aprire un post rigoroso quanto vorrebbe. Non vi consiglio il freezer e sto facendo di tutto per staccare la spina – ovvero, mediare con la famiglia allargata. Ma può essere un primo passo: se già il freezer è acceso, sfruttiamolo per evitare i km e gli imballaggi, oltre che la qualità spesso scarsa, dei budini confezionati. Per quanto erbivori.
Ingredienti:
pere frullate, circa 700 gr
13 cucchiai di malto di riso integrale
178 gr okara
1, 24 lt latte di soia
220 gr farina grano saraceno
120 gr farina di mais
1 caco maturo
3 cucchiai grappa di more
buccia grattugiata di 1 limone
10 cucchiai di olio di girasole bio deodorato
1 cucchiaio sapa (riduzione 1/5)
noce moscata, cannella, una presa di sale
Procedimento:
la frutta fresca va frullata  con la buccia. Via via vanno aggiunti gli ingredienti liquidi, e poi quelli secchi. Si mette sul fuoco, mescolando sempre. A ebollizione, abbassare. Contare 10′ mescolando sempre e poi versare negli stampini.Non c’è pericolo di crepe, la consistenza è perfetta.
Mi rendo conto che ormai i cachi sono fuori stagione e anche le pere, però potete sostituire con altra frutta non acida. In questo periodo le mele, uniche superstiti..Divertitevi a farlo con tutte le varianti che vorrete! E raccontatemi il risultato, sicuro!

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10 risposte a Budino di pere e saraceno

  1. ravanellocurioso ha detto:

    che meraviglia … e che precisione nelle dosi! Questo lo voglio fare prestissimo per la piccola Livia … certo che avere la tua splendida formina ;-D

    • neofrieda79 ha detto:

      E io non vedo l’ora di un giudizio di Livia!
      Sicuramente nella ricetta ho dimenticato qualcosa, devo proprio migliorare quando le trascrivo! Stile ellittico hi hi! Per te magari no, sei esperta..
      Lo stampino viene da una troppo nota marca di discount ed era stato acquistato per le occasioni in cui sforno in successione, tipo i banchetti del volontariato o le cerimonie 🙂 Per ora sto cercando di tenerlo pulitissimo,ma noto che questo silicone vale poco. Una volta usato resta sempre un alone che non mi soddisfa, e non sto parlado dell’estetica o dell’igiene *per se*

  2. al ha detto:

    al tempo dei cachi ci proverò slurp. che bella foto! e poi io adoro i papaveri, oltre che te! buona giornata

  3. neofrieda79 ha detto:

    Stella, io aspetto ancora lumi sulle carrube ❤ Ci sentiamo più tardi? Bacissimi

  4. Felicia ha detto:

    Favoloso…… tutti gli ingredienti sono in perfetta sintonia con i miei gusti!!!!! ottimo, morbido e coccoloso….
    Mi piace il nuovo blog, più solare…… ti rispecchia maggiormente 🙂
    Adoro la fotografia della Madonna dei papaveri, quanti ricordi………… Un bacione!!!!

  5. neofrieda79 ha detto:

    eh sì, cara, abbiamo proprio bisogno di sole, non è vero 🙂 ? Un abbraccione!

  6. Venus In Fur ha detto:

    di sicuro non lo preparerò mai perché sono un cane in cucina… ma quanto vorrei assaggiarne uno tuo!!!! Ci sei mancata oggi. Sono arrivate anche un paio di tue fans da Vicenza. Apposta per te. Ma non c’eri :(((((

  7. neofrieda79 ha detto:

    🙂 A me la divisione dei compiti va benissimo 🙂 a marzo faremo faville 😉 la più triste ero io..

  8. Titti ha detto:

    StupendERRIMO questo budino!!!! Ho sempre okara in quantità industriale e, nonostante sia dotata di una certa creatività, più che fare polpette o torte dolci e salate, non mi riesce.
    Sei una maestra!!! 😉 😉 😉
    E poi, lo sai che ho un debole per come scrivi, per quello che dici, per quello che fai.

    In rete c’è talmente una miriade di banalità di contenuti, commenti forzati, scontati e dozzinali, aggettivi abusati, strafalcioni da bestiario, che quando vengo qui in casa tua e leggo le tue cose, respiro un’aria che mi piace!

  9. neofrieda79 ha detto:

    In questi giorni ho un po’ il fiatone – ti do un anticipo 😉 . E capisco più che mai il bisogno di respirare aria pura. Mettiti comoda 🙂

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