Ciao, papà

Caro papà, te ne sei andato da un mese.

E ancora non ho potuto celebrare la tua morte – ma verrà il momento in cui potrò seppellire il lutto tra foglie e sassi, silenziosi ed empatici.

Schermata del 2016-06-09 21:31:00La sera della tua morte ho tenuto ugualmente una serata del corso sulle erbe spontanee, in 8 puntate, che mi è stato chiesto di organizzare a Ferrara. E ho proiettato la slide qui sopra, con te giovane e bello.

1Mi è stato spiegato che, secondo l’ebraismo, l’anima vaga per 8 giorni dopo la morte. Lunedì sera un gattone nero si è infilato tra le mie gambe, mentre, conducendo una serata dello stesso corso, spiegavo le tecniche di riproduzione agamiche.
Lo stesso gattone mi ha seguita all’interno ed è stato con me finché ho chiuso il cancello. Mi ha fatto capire che non potevo toccarlo.
Da bambino avevi un gatto, e me ne raccontavi spesso. Tu ora sei libero per tetti e per muri, io qui a bramare una polla d’acqua sorgiva.

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In morte del padre

Il giorno 9 maggio 2016, alle ore 6.04, mio padre ha esalato l’ultimo respiro. Eravamo insieme, stava dormendo sereno.

R.I.P.
Caro papà, ti guardavo in queste notti tormentate e mi sembravi un centauro pronto a correre via.

E adesso ti auguro di correre a perdifiato nel luogo più libero che la mente umana possa immaginare.

Immagine di Tiziano Passantino

Immagine di Tiziano Passantino

Grazie a tutti coloro che mi sono stati vicino con una parola o un pensiero. Di sicuro mio padre si è sentito circondato da una rete di relazioni. Sono stata poco comunicativa, perdonatemi. Ma ho appreso dagli animali selvatici, e gli animali selvatici feriti si nascondono nel fitto della vegetazione.

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Il Giovedì del Libro di Cucina: Curare il diabete senza farmaci.

Bentrovate e bentrovati! Ricordo a chi mi legge che, nella Pagina dedicata al Giovedì del Libro di Cucina, trovate segnalati i testi già recensiti. Le recensioni sono state scritte sia da me che da altri blogger; vi ricordo che ciascuno di voi può partecipare, con un articolo nel proprio blog o inviandomene uno via mail. Ho scelto di seguire l’ordine alfabetico per titolo, e non per autore, perché mi sembrava più agile.

Oggi Daria ci racconta nuovamente ‘La forchetta dei cinque sapori’. Andatela a trovare!

Care lettrici e cari lettori, oggi vi parlo di un argomento che mi sta molto a cuore: non solo la prevenzione, ma anche la cura, fino alla guarigione, del diabete di tipo 2. Ovvero, quella malattia metabolica, che basa le sue origini in uno stato infiammatorio protratto, che oggi costituisce una vera e propria epidemia nei Paesi Occidentali.

Da grande forse farò la dottoressa. Mi stupisco profondamente di come il diabete e il corteo di disturbi metabolici a esso associato, disturbi che del resto non sono necessariamente legati a un diabete franco, ma sbocciano nello stesso terreno, vengano considerate maledizioni senza ritorno. Di come la terapia farmacologica prima, e la chirurgia poi, quando serve, siano considerate imprescindibili e uniche risorse.

Un giorno chiesi a una docente come mai, nonostante i decenni di pubblicazioni scientifiche sul trattamento del diabete mediante la dieta, la proposta ai pazienti fosse ben altra. Rispose di essere d’accordo con me, ma il paziente è ben più felice di assumere farmaci che di cambiare stile di vita…

C’è molto da lavorare, ragazzuoli. E sono felice che questo bel testo, che avevo letto in originale, sia stato tradotto in italiano, con la cura sapiente di Luciana Baroni.

1DmDisturbante per molti già dal titolo, questo corposo volume è un esempio di pragmatismo anglosassone. Avvincente come un romanzo, e ricco di storie vere, come spesso accade nei siti e nei volumi USA, motivante come un manuale del fai-da-te, rigoroso come un testo di filologia, consta di diverse parti.

L’inizio è dedicato a spiegare in termini divulgativi, ma scientificamente ineccepibili, il percorso tramite il quale il nostro organismo si avvia a un diabete franco. E’ chiamato La svolta!, perché introduce già l’elemento di vittoria sulla patologia.

La seconda parte, Il programma, è una vera e propria mappa operativa. Dallo scandagliare la dieta, cibo per cibo, a elaborare l’imprescindibile attività fisica, ecco tutti gli step per rimettersi in piedi.

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La terza parte, Salute completa, è un piccolo manuale dedicato al benessere degli organi che il diabete distrugge: cuore, reni, cervello, occhio.

Nella quarta parte vi è il ricettario: menù e preparazioni golosissime e salutari, elaborate da una chef vegan di grido. I piatti sono semplici e invitanti, e centrano perfettamente l’obiettivo; seguono le appendici, con l’elenco e la spiegazione di farmaci e ingredienti particolari, e con una summa delle risorse in rete.

Consiglio questo testo ai medici, ai dietisti, ai personal trainer e a tutti coloro che hanno un ruolo come professionista sanitario; ai pazienti affetti da diabete franco, da pre diabete, da obesità o da problemi cardio vascolari, e ai loro familiari. Lo consiglio in realtà a tutti, vista la chiarezza e l’efficacia con cui Neal Barnard svela i segreti del nostro corpo e le possibilità di prevenzione.

I dati

Autore: Neal Barnard

Titolo: Curare il diabete senza farmaci. Un metodo scientifico per aiutare il nostro corpo a prevenire il diabete.

Casa editrice: Sonda

Anno: 2015

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L’iniziativa del Giovedì vuol essere anche un cammino condiviso con il gruppo Facebook ‘Genitori Veg’. Io e le amministratrici riteniamo infatti che la recensione di testi di cucina e/o di nutrizione possa interessare ai genitori che nel gruppo chiedono e portano consigli, referenze e confronto.

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Ti aspettiamo!

***

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Eccone una parte: http://www.anobii.com/neofrieda79/books

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Se vi è piaciuto questo articolo, aspetto i vostri commenti qui sotto: ditemi cosa vi ha colpito, cosa avreste fatto diversamente e cosa non risulta chiaro. Attendo con ansia di leggervi!

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Il Giovedì del Libro di Cucina: Vegetaliana

Bentrovate e bentrovati! Ricordo a chi mi legge che, nella Pagina dedicata al Giovedì del Libro di Cucina, trovate segnalati i testi già recensiti. Le recensioni sono state scritte sia da me che da altri blogger; vi ricordo che ciascuno di voi può partecipare, con un articolo nel proprio blog o inviandomene uno via mail. Ho scelto di seguire l’ordine alfabetico per titolo, e non per autore, perché mi sembrava più agile.

Oggi scrivo per te, lettore. Che sei perplesso di fronte all’etichetta di superfood appiccicata a un cibo sul cui involucro pesano migliaia e migliaia di km, e chissà quali storie umane di braccianti. E che vai con la mente alla campagna della tua infanzia, quando tua nonna raccomandava le cure di primavera, mentre i tuoi passi si dirigono verso un mercato dei produttori, e torni a casa con un sacchetto di tarassaco freschissimo.

Oggi scrivo per te, lettrice. Che sai leggere dietro ogni alimento una cultura e millenni di mani operose. Che detesti il seitan sottovuoto e onori la storia di questa magnifica preparazione, tra filosofia e immaginario.

Oggi scrivo per voi, che in cucina annusate il senso del sacro; che pacciamate i vostri orti cercando di ricordare i nomi dialettali delle verdure; che leggete i libri di cucina come fossero opere di letteratura, e scandagliate i romanzi ottocenteschi come fossero manuali tecnici.

Ho scritto e riscritto questa recensione. Mi capita spesso di trascorrere notti e notti a limare gli scarsi articoli che popolano questo blog, a mutilare senza pietà i brani che scrivo per l’una o l’altra testata, recanti o meno i miei dati di anagrafe, a mandare in letargo righe e righe e a risvegliarne altre.
E quasi mi vergogno a descrivere, nel poco ita(g)liano che mi è rimasto tra le dita e nei pensieri, questa perla preziosa, opera di un’autrice elegante e coltissima. Pina, al tempo stesso, è anche umile e curiosa, due caratteristiche immediatamente evidenti a chi ha la gioia di incontrarla. Mi ha promesso di prendere la parola in un’intervista di prossima pubblicazione, e voglio lasciarle tutto lo spazio.

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La grazia discreta di questo libro emerge anche visivamente, dalla scelta grafica: un corsivo scolastico, sullo sfondo di righe da quaderno. Pagine e pagine in bianco e nero, i cui contenuti sono una vera e propria enciclopedia della cucina italiana, ricchissima, fin dagli albori, di preparazioni tutte al vegetale.

Ah, partiamo dal titolo, avete ragione! Vi sorprende? Beh, ragazzuoli, chi di voi è un vecchione come me, ed era diventato erbivoro in tempi non sospetti – gli anni ’90 dello scorso secolo – forse ricorderà che il termine ‘vegano’ era poco usato. Si preferiva distinguere, italianizzando in modo curioso, i ‘vegetariani’ o ‘latto-ovo-vegetariani’, e i ‘vegetaliani’ o ‘vegetariani integrali’, intendendo con questi ultimi i vegani. E, per restare in tema di mode alimentari, il gioco con il nome della nostra Penisola ci sta tutto!

I contenuti. Dopo un’introduzione sintetica e densa, vero manifesto di poetica culinaria, ecco il ricettario. Partendo dalla storia nazionale e dagli insegnamenti macrobiotici, ecco un capitolone dedicato ai cereali; passiamo poi ai cibi iperproteici, che ancora la macrobiotica ha avuto il merito di far conoscere in occidente: seitan, tofu, tempeh, declinati secondo il gusto italiano.

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Pina prosegue poi accompagnando il lettore in un viaggio goloso tra le verdure: verdure di terra, verdure spontanee (sììììì!) e verdure di mare; sapevate che l’uso delle alghe è italianissimo e antichissimo?

Un’ampia sezione è dedicata ai dolci, da quelli tradizionali, a base di cereali, a chicche a base di legumi e verdure, per terminare con quelli a base di frutta. Completano l’opera un racconto, filosofico e fresco, un glossario e un’ampia bibliografia, che come sapete apprezzo molto.

Laevitas, chili e chili di letture alle spalle, di incontri, di vite vissute: ecco gli ingredienti che l’Autrice mescola sapientemente, regalandoci ricette che assaporiamo da lettori, prima ancora che da gourmet. Lo stile è accattivante, i contenuti interessanti e variegati: spaziano dalla storia, all’antropologia, alla biochimica e alla chimica alimentare.

Con l’umiltà dei grandi e l’onestà dei professionisti, Pina non si limita a una pagina di ringraziamenti tra i paratesti. In ogni ricetta, riporta scrupolosamente le fonti: amici, parenti, siti internet, libri, riviste; un’attitudine didascalica quasi disturbante per il lettore neofita, commovente per chi, dopo anni in cui ha visto scorrere esperienze e relazioni in un film troppo veloce, riconosce tutta l’importanza di fermarsi, abbracciarsi, rendere grazie.

Consiglio il testo della Siotto – un mostro sacro ai miei occhi, una cuoca delicata e sapiente, dallo stile personale e sagace, davvero a tutti. Vi invito a leggerlo lentamente, riga dopo riga, socchiudendo gli occhi e scarcerando l’immaginazione, il campo visivo libero, per una volta, dalle ammiccanti fotografie che ormai costellano ogni volume dedicato alla cucina.

I dati

Autrice: Giuseppina Siotto

Titolo: Vegetaliana, note di cucina italiana vegetale

Casa editrice: Damster Edizioni

Anno: 2014

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Il Giovedì del Libro di Cucina: Gelati Vegan

Bentrovate e bentrovati! Ricordo a chi mi legge che, nella Pagina dedicata al Giovedì del Libro di Cucina, trovate segnalati i testi già recensiti. Le recensioni sono state scritte sia da me che da altri blogger; vi ricordo che ciascuno di voi può partecipare, con un articolo nel proprio blog o inviandomene uno via mail. Ho scelto di seguire l’ordine alfabetico per titolo, e non per autore, perché mi sembrava più agile.

Valentina recensisce per noi ‘La Cucina della Capra’. Andatela a trovare!

Le belle giornate si dipanano entusiaste di fronte alle nostre membra, ancora un po’ intorpidite dal freddo bizzarro di questa lenta primavera. La voglia di sole e di calore sboccia incontenibile. Le insalatiere si riempiono e le pentole sonnecchiano.

Quale cibo, al posto del gelato, potrebbe meglio simboleggiare l’estate tanto attesa? Nessuno!

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Questo piccolo testo, un gioiello nel suo genere, è una vera e propria guida professionale alla confezione domestica di gelati artigianali. Professionale, perché volta a ottenere un prodotto che, al di là delle norme igieniche a carattere sanitario, sarebbe assolutamente commercializzabile – ed è il percorso che ha sviluppato l’autrice nella propria vita reale: qui il suo sito aziendale. Domestica, perché Sonja accompagna il lettore in ogni fase della lavorazione, sempre prodiga di consigli pratici, con pragmatismo di matrice germanica.

Corposa e dettagliata l’introduzione, in cui vengono analizzati uno a uno gli ingredienti per ottenere un gelato perfetto. Si tratta di un manuale tecnico, non di un testo di nutrizione, e nonostante l’attenzione alle materie prime – l’autrice si è laureata con una tesi sul Fair Trade e nella sua linea di produzione usa molti ingredienti del commercio Equo, la priorità non è salute, ma il risultato organolettico ed estetico.

2rIn poche righe viene tratteggiata inoltre la funzione di ogni elettrodomestico che possa favorire la sperimentazione casalinga. Voi che ne pensate? E’ possibile o impossibile produrre un buon gelato con il solo ausilio del minipimer? Regalatevi il libro, fate esperimenti e datevi una risposta. Sarà molteplice e non assoluta, vi avverto.

I gelati sono descritti con minuzia e architettati in modo sapiente. Si va dai gusti più classici, a quelli più USA-style, a quelli più originali, fino ai gelati da passeggio, cialde incluse! La lista degli ingredienti è sempre ridotta e il risultato finale gradevole e sobrio, lontano dagli eccessi fosforescenti che caratterizzano i testi di Oltreoceano. Freschissime le foto, che non indugiano ma nell’autocompiacimento, ma sono piuttosto caratterizzate ora da pulizia formale, ora da una sottile ironia, quando comprendono elementi umani.

Consiglio il testo a chi vuole dedicarsi al mondo dei gelati in modo professionale o semi professionale, e a chi ama sperimentare a casa propria per costruirsi solide base di senso critico.

I dati:

Autrice: Sonja Dänzer

Titolo: Gelati vegan

Casa editrice: Sonda

Anno: 2015

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Di silenzio e di urla. Silence and yells.

[Italian below – italiano sotto] Dear readers, I seldom write about my intimate  life. I think that every action, during my day, is a very intimate thing; but I don’t like to talk about my sons and about their father. I feel their privacy must be respected.

But, this evening, I would post a special thank to my sons’ father, Giuliano. During the time we’ve been living together, he often told me: ‘for NO reason a person is entiltled to yell at another person’ and ‘to be able to communicate, it’s a learning process’. In the last months, I had a very hard time. Remembering Giuliano’s words, I tried to grow in my heart compassion and accurate empathy, and I tried to avoid judgement of myself and judgement of others, giving human fears to Earth, to make compost with them.

Thank you, Giuliano, because you’re looking for freedom every day.  

I hope my journey will be always a celebration of freedom and human dignity.

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Cari lettori, raramente scrivo della mia vita intima. Ritengo che ogni mia azione quotidiana sia una faccenda molto intima; ma non amo parlare dei miei figli e del loro padre. Sento che la loro privacy deve essere rispettata.

Ma, stasera, vorrei pubblicare uno speciale ringraziamento a Giuliano, padre dei miei figli. In questi anni di convivenza, spesso mi ha ripetuto ‘per nessun motivo valido una persona deve sentirsi autorizzata ad alzare la voce contro un’altra’ e ‘a comunicare, si impara’.

I mesi scorsi mi hanno vista molto sofferente. Ricordando le parole di Giuliano, ho cercato di coltivare nel mio cuore la compassione e l’empatia accurata, e ho cercato di evitare il giudizio, sia verso gli altri sia verso di me, regalando le paure umane alla Terra, che ne facesse compost.

Grazie, Giuliano, per cercare la libertà ogni giorno.

Spero che il mio viaggio sarà sempre una celebrazione della libertà e della dignità umana.

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Il Giovedì del Libro di Cucina: Cucina vegana

Bentrovate e bentrovati! Ricordo a chi mi legge che, nella Pagina dedicata al Giovedì del Libro di Cucina, trovate segnalati i testi già recensiti. Le recensioni sono state scritte sia da me che da altri blogger; vi ricordo che ciascuno di voi può partecipare, con un articolo nel proprio blog o inviandomene uno via mail. Ho scelto di seguire l’ordine alfabetico per titolo, e non per autore, perché mi sembrava più agile.

Isabella oggi ci presenta ‘Cucinare crudo d’inverno‘ di Sara Cargnello, del quale avevo parlato qui.
Mari ci presenta invece ‘La forchetta dei cinque sapori’ di Felicia Sguazzi, recensito qui da noi la settimana scorsa.
Daria ripropone ‘Legumi: proteine vegetali’ di Mari Zeta, del quale avevate letto qui.
Andatele a trovare, perché hanno colto aspetti  nei quali mi ritrovo assolutamente!

Io vi presento un secondo testo della giovane e frizzante Moka Libri, ancora dedicato alla cucina vegana, come da titolo. Non più Martina Cortelazzo e i suoi finger food vegan, ma un’altra chef e docente di cucina, veronese doc, Valentina Cordioli.

In comune con l’altro testo la grafica, curatissima, le foto colorate e invoglianti senza essere ammiccanti, dai toni accesi ma discreti, in armonia con tutti gli elementi del sobrio ed elegante food design.

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Dopo una consistente introduzione, rigorosa nei contenuti quanto agile nella forma, perfetta per il neofita ma anche per chi sente la necessità di sistematizzare un approccio alla cucina finora istintivo e ludico, ecco le preparazioni, divise per portata.

Le linee portanti della cucina di Valentina: ingredienti di primissima scelta, con un’attenzione particolare a usarli scarsamente o per nulla raffinati; uso sapiente di erbe aromatiche e spezie; tocco personale nel riproporre ricette della tradizione, regalando freschezza e delicatezza; contrasti nei sapori e nelle consistenze che si fanno sinfonia, e non accozzaglia di alimenti inutilmente lussuosi, usati a sproposito come simbolo di altera opulenza più che di appassionata riflessione.

Senz’altro il lettore resta con la sensazione di una donna cosmopolita, colta, ironica, raffinata. Di una docente appassionata, perché le ricette sono spiegate con dovizia di particolari, senza mai essere didascaliche, e il linguaggio tecnico si arricchisce sempre di sfumature narrative: a chi di voi è mai venuto in mente di aggettivare come ‘dissetante’ la bevanda di miglio? Serve una sensibilità rara, serve tempo speso a conoscere, ricercare, sperimentare.

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Questo splendido testo mi trova entusiasta, e senza indugi lo consiglio ai curiosi, ai golosi, a chi ama la Bellezza in cucina e a chi pensa che dietro ogni piatto ci sono storie di Terre e di persone. Non resterete delusi: trovate un posto nella libreria, perché merita!

I dati:

Autrice: Valentina Cordioli

Titolo: Cucina Vegana. Manuale illustrato di cucina vegetale.

Casa editrice: Moka Libri

Anno: 2015

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